di .NET e di altre amenità

E se funzionasse che si fa?

Sto ascoltando Ballarò. Una dottoressa, impegnata nella ricerca sulle staminali embrionali ha posto una domanda davvero interessante e lapidaria. Ve la riporto perchè io ho paura della risposta:

Se le staminali embrionali nelle ricerche all'estero daranno origine a farmaci per la cura del cancro, a noi italiani sarà consentito l'accesso ad essi?

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Presidio referendario davanti Palazzo Chigi

Pubblico la lettera indirizzata al presidente del consiglio da parte dei partecipanti al presidio che da oggi stazionerà davanti a Palazzo Chigi.

Alla cortese ed urgente attenzione
del Presidente del Consiglio dei Ministri
on. Silvio Berlusconi

Roma, 31 maggio 2005

Signor Presidente,

non è a cuor leggero che Le scriviamo queste righe, così dolorose per i cittadini italiani che siamo, ed eppure così eloquenti -crediamo- di una situazione che ha superato ogni limite di tollerabilità civile e democratica.

L’Italia è già primatista di condanne, dinanzi alle Corti internazionali, per il “funzionamento” della sua giustizia: ma siamo sempre più convinti che ciò rappresenti solo un pallido esempio di cosa accadrebbe quando le autorità internazionali dovessero misurarsi con lo stato dei diritti civili e politici (e in particolare di quelli elettorali) nel nostro paese.

I fatti che descriviamo (tutti tecnicamente “fatti notori”: cioè conosciuti a Lei, al Suo Governo, alle Camere, alle forze di opposizione, ad ogni altro soggetto istituzionale e politico) sono tali da investire (cosa che faremo nelle prossime ore) le autorità internazionali di monitoraggio della democrazia, e tali da porre anche la prossima prova referendaria del 12-13 giugno (se non interverranno le correzioni opportune e possibili) al di sotto degli standard internazionalmente accettati.

Già per due volte consecutive, del resto, le elezioni politiche regionali (nel 2000 e nel 2005) sono state tecnicamente invalide, con un gran numero di liste e candidature presentate in modo radicalmente irregolare (con firme false o apposte illegalmente).

Ora, in occasione dei prossimi referendum, l’inganno, la truffa contro la legalità avverrà sul fronte del diritto di elettorato attivo. E già nel 1999, d’altra parte, la barriera del quorum non fu raggiunta per uno 0,4%, e cioè per un margine largamente inferiore all’alterazione del numero complessivo degli elettori che furono computati allora, e che -ancor più- il Suo Governo si prepara a computare stavolta.

Il Ministro Pisanu ha ufficialmente affermato che i cittadini italiani residenti all’estero chiamati ad esercitare il loro diritto al voto (e quindi computati ai fini del calcolo del quorum) sono 2.815.573. Ma la verifica, la “ripulitura” e il reciproco adeguamento tra le cifre della cosiddetta “anagrafe degli italiani residenti all´estero” (Aire) e la cosiddetta “anagrafe consolare” risulta compiuto solo per il 60%. In tal senso, le denunce dei Comitati promotori dei referendum e le dichiarazioni rese dal senatore (già sottosegretario) Franco Danieli coincidono con le franche, sincere ammissioni del ministro Tremaglia. In buona sostanza, risulta chiaro che circa il 40% degli aventi diritto non riceveranno il plico elettorale, ma saranno comunque inclusi nel calcolo del quorum, con una indebita “somma” che potrebbe superare 1.200.000 persone (pari al 2,5-3% di quorum). E questo dato è stato ufficialmente confermato -tra l’altro- in sede di assemblea generale del Consiglio Generale degli Italiani all´Estero (non più tardi di trenta giorni fa).

Senza dire della situazione paradossale per cui perfino i nostri soldati impegnati in missioni di peace-keeping, così come i funzionari e diplomatici in missione all’estero, saranno di fatto privati della possibilità di esprimere il proprio voto. Situazione analoga, per ragioni diverse, a quella dei malati gravi e degli invalidi impossibilitati a raggiungere autonomamente il seggio: anche per loro i diritti elettorali sono di fatto, e contra legem, sequestrati.

Tutto ciò è assolutamente intollerabile, e configura un’operazione di alterazione dell’esito elettorale di cui chiediamo al Suo Governo di non rendersi artefice. Le scriviamo, quindi, per chiedere l’assunzione dei provvedimenti (anche normativi: e anche in via d’urgenza, esistendo tutti gli estremi per ricorrere a questa strada) necessari a superare questo stato di cose.

Parallelamente, ci rivolgiamo anche a Lei (lo abbiamo fatto e continueremo a farlo anche a tutte le massime autorità istituzionali, oltre che di vigilanza e controllo) perché sia decisa una immediata riparazione, un tempestivo risarcimento del diritto dei cittadini ad essere correttamente e completamente informati sui prossimi referendum. Tale diritto è travolto e stracciato dalle reti televisive di cui Lei è proprietario, che (in patente violazione di leggi e regolamenti) hanno completamente cancellato, quasi senza eccezioni, la nozione stessa della esistenza della prova referendaria), e anche dal servizio pubblico radiotelevisivo, artefice a sua volta (come risulta dai nostri incontestati dossier) di rilevantissime omissioni e manipolazioni.

Da una settimana, proprio su questi obiettivi (quorum e diritto a “conoscere per deliberare”), è in corso una iniziativa nonviolenta, che vede scienziati, accademici, malati, cittadini, impegnati in uno sciopero fame (in qualche caso, in rischiose autoriduzioni delle terapie). Non è la disperazione, ma la speranza, l’amore civile ad animarli e ad animarci: continuiamo a sperare di offrire al nostro paese, al Governo, alle istituzioni, la possibilità di una parentesi di legalità. Chiedono e chiediamo che vi siano immediati atti di interruzione delle flagranti illegalità che sono in corso.

Per quanto ci riguarda, attenderemo qui, su questa Piazza, una Sua risposta. E, con essa, gli immediati, necessari e possibili atti di ripristino della legalità, volti a scongiurare l’assoluta illegalità della prossima prova referendaria.

Cordiali saluti,

Rita Bernardini Emma Bonino Daniele Capezzone Marco Cappato Marco Pannella Maurizio Turco

 

La verita' alla fine viene a galla

Molti dei miei lettori sapranno o ricorderanno che non più di due mesi fa questo blog non esisteva, per la verità nemmeno nella mia testa, ed io ero un felice blogger della community ugidotnet. Gli stessi suppongo ricordino anche che in questi due mesi, sono successe alcune cose che mi hanno indotto a trovarmi una nuova casa, questo blog per l'appunto, e limitare agli argomenti tecnici i miei post nel mio precedente weblog. Il fatto è che le mie posizioni "radicali", hanno suscitato le proteste, e anche la pura intolleranza di alcuni membri dello user group, per la quantità di post politici che ero uso scrivere. tralascio la discussione su come il significato di weblog sia stato travisato, riassumendovi il succo del discorso come allora mi era stato presentato: questo è un weblog informatico e qui la politica non interessa. tutto qui. la ragione mi è sembrata legittima e alla fine mi sono convinto che era ora di passare ad altro, e che probabilmente chi si lamentava aveva pure ragione. oggi, a distanza di quasi due mesi, scopro le reali ragioni che hanno spinto qualcuno nella protesta, in un commento ad un post "politico" che ha nuovamente imbrattato quel feed. stavolta non di mia penna. tantè che un mio detrattore di allora ha finalmente confessato che le sue proteste non erano addotte per la presenza di post politico tout-cour, ma semplicemente perchè i miei post non gli piacevano, probabilmente per i contenuti. Che questo paese sia ormai totalmente disavvezzo alla pratica della democrazia è una cosa di cui sono conscio, tuttavia mi aspettavo che almeno in un luogo come l'ugidotnet, in cui la cultura è notevole e l'età media non è molto elevata, albergasse perlomeno un pò di tolleranza. per carità, mi perdonino gli altri che si sono espressi in modo pacato e tollerante. si potrebbe pensare che io stia facendo di tutta l'erba un fascio.

non è mia intenzione.

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Referendum illustrati

Vi siete mai chiesti quali sono le parti che i quesiti referendari andranno a cancellare. Ecco in questo link una bella scheda che usando i colori vi indica con esattezza quali parole vengono toccate da ogni singolo referendum.

Link: Referendum Illustrati

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Navigare in rete. Davvero e' un diritto per tutti?

Vi segnalo un interessante punto di vista sulla situazione del diritto in rete. Molti di voi sono coscenti delle problematiche del copyright sul software, ma troppi invece si si fidano ciecamente della rete considerandola una sorgente di informazione libera, quale purtroppo non è. Su Internet regna la censura e in molti paesi non è possibile trovare informazioni considerate vietate.

Link: http://www.radicali.it/newsletter/view.php?id=35872&numero=702&title=NOTIZIE+RADICALI

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Forum sul referendum

Incoraggiato dal buon numero di persone che raggiungono il mio blog cercando informazioni sul referendum 2005, ho deciso di aprire un'area di discussione nella quale chiunque può postare le proprie domande riguardo i quesiti che voteremo il 12 e 13 giugno 2005.

Potete trovare il forum qui: http://www.boschin.it/forums/9/ShowForum.aspx

Non abbiate timore di porre domande che a prima vista vi possano sembrare anche banali. Siamo qui per discuterne e spero di riuscire a soddisfare la curiosità di molte persone. Chiedo a tutti un tono educato e tollerante.

AGGIORNAMENTO: Il forum è stato chiuso. Al suo posto è disponibile il Wiki

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Cosa gli devo rispondere?

Credetemi se vi dico che lo screenshot qui sotto non è frutto di un montaggio. Cestino vuoto, icona che al contrario dice che contiene qualcosa, se chiedo di vuotarlo mi si presenta l'inquietante messaggio: Cancellare "WINDOWS"?

Messaggio inquietante...

Mi verrebbe da rispondere Sì... voi che fareste?

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E poi tocca all'aborto...

Il voto di metà giugno segna una tappa fondamentale per la vita civile dell'Italia, qualunque sia l'esito che scaturirà dalle urne. Lunedì sera sapremo se ci si aprirà la strada verso una scelta liberale o piuttosto se il lento declino verso una società oppressa dalle gerarchie vaticane sarà iniziato. Nessuno si deve aspettare che sia finita qui. La vittoria del NO, o la più probabile mancanza del quorum nascondono il pericolo che il succulento pasto si trasformi in un feroce appetito per chi per la prima volta ha investito tutta la propria credibilità in questa battaglia. E inedito infatti che la chiesa si schieri in maniera così netta e aperta per una posizione politica, mettendo in campo tutta la propria potenza economica con volantini distribuiti direttamente nelle parrocchie ed omelie dal sapore di comizi di consumati politici. E evidente che tutto questo lavoro nasconde, e nemmeno troppo bene, la volontà di soffocare le vittorie di civiltà che il nostro paese ha conquistato faticosamente. Le norme, dettate dalla legge 40 in materia di embrione per la prima volta parificano il concepito alla madre di fronte alla legge, e questo, senza ombra di dubbio contrasta con la legge 194 sull'aborto. Infatti viene da chiedersi come mai se l'embrione è intoccabile, altrettanto non sia per il feto alla seconda o terza settimana di gravidanza. E' necessario quindi avere ben chiaro che se in questo referendum non prevarrà la scelta del Sì, che abolisce questa norma, vi sarà anche il rischio che la legge 194 segua la stessa sorte. Da quando la legge 194 ha trovato applicazione, è stata subito evidente in tutte le statistiche la diminuzione drastica del numero di aborti che si sono praticati. Questo è l'effetto dell'applicazione di una legge liberale che invece che consegnare un problema reale all'oblio e all'illegalità decide di affrontarlo facendolo emergere per poterlo meglio sconfiggere. Dal 1981, data nella quale si svolse il referendum in materia di aborto, la legge 194 ha consentito di poter intervenire ai medici nei casi di aborto per comprendere meglio le motivazioni per cui la madre vi si sottoponeva e tentare ove possibile (talvolta anche troppo oltre) di distoglierla dall'intento. Occorre quindi votare Sì al terzo quesito referendario, che appunto vuole abrogare questa parificazione dei diritti dell'embrione a quelli madre. Non voglio ora addentrarmi nei concetti di vita e di persona, cosa che probabilmente faro nei prossimi giorni, ma semplicemente rilevare che questo Sì serve non solo a garantire alla madre la possibilità di decidere coscientemente della propria vita, ma anche e soprattutto per indicare chiaramente che non si intende ritornare al periodo in cui le mammane, armate di cucchiaio d'argento praticavano aborti sui tavoli da cucina in condizioni igieniche inconcepibili. Votare Sì significa salvare migliaia di madri dalla sofferenza dell'illegalità e salvare l'italia da chi la vorrebbe trasformata in una società ipocrita che si nasconde dietro ad un divieto per lavarsi le mani di problemi grandi come macigni. Per chiudere, occorre fare un'ultima considerazione. La sconfitta del Sì, aprirà la strada non solo a chi intende toccare la 194, ma anche ad una serie di altre norme contro la libertà. Pensate ad esempio a come funziona la spirale. Essa si basa proprio sull'impedire l'attecchimento dell'embrione nell'utero. Aboliremo per legge anche questa?

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Il 75% dei miei visitatori cerca informazioni sul referendum

Le statistiche sul mio weblog, mi stanno rivelando che oltre il 75% dei miei visitatori, arriva al mio sito da vari motori di ricerca cercando informazioni sui referendum 2005. "referendum 2005", "referendum 2005 no" e "referendum 2005 quorum" sono le keyword più gettonate, ma non mancano anche delle richieste più dettagliate come "opuscolo informativo referendum" e "significato di referendum". Se uniamo questa informazione con la provenienza al 100% italiana di questi visitatori, si evince che l'interesse per i referendum è piuttosto elevato e che l'informazione tradizionale (leggi radio e televisione) non sta facendo il suo dovere per esaudire il desiderio di conoscenza degli italiani.

E' per questo motivo che da oggi fino al 12 e 13 giugno cercherò di massimizzare i post sul tema referendario nella speranza di riuscire a spiegare a tutti quelli che mi visitano i motivi per cui è necessario andare a votare e mettere una croce su 4 sì.

buona lettura.

UPDATE: Attenzione, maggiori informazione sul WIKI

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Realizzare uno scheduler in ASP.NET

In seguito alla pubblicazione del Replicator for Community Server, e alla conseguente domanda legittima che mi ha posto Stefano Demiliani in merito alla possibilità adattare il replicator anche a .TEXT, ho deciso di approfondire un po' la questione e di studiarmi meglio il codice sorgente del Community Server per capire come funziona lo scheduler di Job che ho sfruttato con successo per replicare il mio blog. Ne è uscito un interessante articolo la cui lettura non vi impegnerà più di pochi minuti, ma che sicuramente sarà utile a più di qualcuno.

Articolo: http://www.boschin.it/blogs/radicalmente/articles/aspnet_scheduler.aspx

Realizzare uno scheduler in ASP.NET

Può capitare che durante la realizzazione di una applicazione web ci si trovi nella condizione di eseguire dei processi schedulati, talvolta per "ripulire" il database da record non più utilizzati, più spesso per avviare dei processi di mailing massiccio che non potrebbero essere eseguiti da una singola pagina. La soluzione più ovvia , potrebbe sembrare quella di scrivere un servizio Windows, ma pur con tutte le semplificazioni che il framework .NET garantisce, questa non è una attività semplice ed esente da rischi. Altre volte questa soluzione non è nemmeno praticabile, magari perchè le pagine verranno eseguite su un server cui non si ha pieno accesso, come nel caso di un hosting.

Durante la realizzazione del mio Replicator for Community Server mi sono imbattuto in una bella feature di questo software che mi ha consentito di eseguire un Job periodicamente che si incaricasse di raccogliere i post di nuova creazione sul blog per decidere ove replicarli. La feature è così interessante che ho deciso di impiegare un po' di tempo per capirne il funzionamento per poterne fare uso nei miei progetti. Il principio su cui essa si basa è davvero semplice. Un System.Threading.Timer, viene avviato alla prima chiamata all'applicazione ed esegue un callback a scadenze temporizzate. Tale timer avrà così una vita legata a doppio filo con quella dell'applicazione che lo ha generato. Non appena si verifichi un evento che causi lo stop dell'applicazione il thread del timer verrà fermato con essa. Ma per ottenere il massimo controllo sul thread, ad esempio per poterlo fermare o avviare in risposta a delle azioni che vengono effettuate dall'utente è opportuno incapsularlo in una classe Singleton, che lo renderà accessibile da ogni pagina dell'applicazione. Ecco come:

public sealed class Scheduler
{
    
// evento
    
public static event EventHandler Tick;
    
// timer
    
private static Timer mTimer = null;

     
// ctor
    
private Scheduler()
    {}

    
// callback
    
static void Timer_Callback( object state )
    {
        OnTick( EventArgs.Empty );
    }

    
// gestore evento
    
private static void OnTick( EventArgs e )
    {
        EventHandler handler = Tick;

        
if ( handler != null )
            handler( HttpContext.Current, e );
    }

    
// avvia il timer
    
public static void Start( int interval )
    {
        
locktypeof( Scheduler ) )
        {
            
if ( mTimer    == null )
                mTimer = 
new Timer( 
                    
new TimerCallback(Timer_Callback), 
                    
null
                    interval, 
                    interval );
        }
    }

    
// ferma il timer
    
public static void Stop()
    {
        
locktypeof( Scheduler ) )
            
if ( mTimer != null )
            {
                mTimer.Dispose();
                mTimer = 
null;
            }
    }

    
// informa se il timer è avviato
    
public static bool IsStarted
    {
        
get return mTimer != null; }
    }
}
 
Nell'esempio ho riportato una classe statica. Occorre ricordare che nel framework 1.1 le classi statiche si possono realizzare solo combinando una classe sealed con costruttore privato e tutti i metodi statici, mentre nel prossimo framework 2.0 invece esisterà una keyword "static". In questa classe sono dichiarati i metodi Start() e Stop(). Essi hanno l'evidente compito di avviare il timer, semplicemente creandone l'istanza, e di interromperlo distuggendolo con la Dispose(). Il timer alla scadenza dell'intervallo richiesto richiamerà il metodo callback Timer_Callback() che genera un evento Tick. Ecco quindi che per usare questo Scheduler sarà sufficiente chiamarne il metodo Start() all'avvio dell'applicazione e intercettarne l'evento Tick generato ad ogni scadenza. L'esempio di seguito mostra come sfruttarlo nel global.asax, all'interno del gestore evento Application_Start():
 
private void Application_Start(Object sender, EventArgs e)
{
    Scheduler.Start( 1000 );
    Scheduler.Tick += 
       new EventHandler(Scheduler_Tick);
}

private void Scheduler_Tick(object sender, EventArgs e)
{
    
using( StreamWriter writer = 
                File.AppendText( @"D:\log.txt" ) )
        writer.WriteLine( DateTime.Now.ToString() );
}
 
In questo esempio si chiede allo Scheduler di generare un evento ogni 1000 millesimi (1 secondo) e nel gestore si scrivono la data e l'ora correnti in un file di log per poterne apprezzare il funzionamento. Non resta a questo punto che sfruttare ove necessario i metodi Start() e Stop() e la proprietà IsStarted per rispettivamente avviare, interrompere e controllare lo stato dello scheduler da ogni pagina dell'applicazione. Come dicevo all'inizio dell'articolo il sistema è aperto a mille interpretazioni. Lascio alla vostra fantasia questa attività, e nel frattempo vi invito a scaricare il codice dell'esempio a questo indirizzo: http://blog.boschin.it/download/ASP.NET-Scheduler.zip

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L'onore della democrazia

Decidere come votare ai prossimi Referendum richiede certamente uno sforzo notevole per informarsi sulla materia e farsi un'opinione per discernere tra le posizioni del Sì e quelle del No. Occorre quindi innanzitutto, per una scelta consapevole, liberare la strada dalle voci che vorrebbero farci credere si debba scegliere tra tre opzioni invece che due. E' risaputo infatti che sulla spinta della conferenza episcopale arroccata su posizioni fortemente illiberali, in questa consultazione la richiesta dell'astensionismo si è fatta forte e rischia di compromettere l'esito civile del referendum. Credo che ogni cittadino italiano, debba fermarsi a riflettere sul significato intrinseco di questa richiesta e sulle conseguenze nefaste cui questa scelta può condurre. Il Referendum è uno strumento che l'assemblea costituente ha regalato all'italia per consentire ai cittadini di esprimere direttamente la propria volontà in merito alle scelte che le istituzioni hanno compiuto. Esso è quindi una sorta di ancora di salvezza per chiunque di noi, che prima o poi si  potrebbe trovare nella necessità di sostenere l'abrogazione di una norma che ritiene inadeguata o dannosa per se e per gli altri. Chiaro che, chi oggi sostiene che la legge 40 sia una buona strada avrà tutto l'interesse che il quorum non sia raggiunto, perchè facendo leva sull'astensionismo "fisiologico" sarà in grado di falsare la volontà reale dei cittadini convincendo una minoranza a non votare. Quelli che oggi hanno interesse a non raggiungere il quorum, domani si potrebbero però trovare a loro volta dal lato opposto della contesa. Anche se maggioranza nel paese verranno schiacciati dalla minoranza degli astensionisti. Ecco quindi che in questo modo otterremo come unico risultato che il parlamento e il governo siano nella condizione di poter fare qualsiasi legge senza che noi cittadini si possa intervenire per abrogarla, invalidando le consultazioni referendari con l'astensione. L'astensione infatti, oltre che per legittima scelta di un cittadino, può essere il risultato anche di disinteresse o peggio di mancata informazione. Come sta succedendo questa volta e come è già successo in precedenza, chi si muove per cercare l'astensione dei cittadini ha gioco più facile se il dibattito viene soffocato. Un cittadino che non si sia formato una precisa opinione sui quesiti sarà di certo spinto a rinunciare al voto per evitare di commettere "errori" perchè non è certo leggendo il quesito riportato sulla scheda che capirà l'oggetto del contendere. In un paese che voglia dirsi davvero democratico, un cittadino deve saper accettare anche la sconfitta della propria posizione, perchè questa è stata l'indicazione della maggioranza. Se invece, come si rischia che accada anche in questa occasione, il quorum fosse mancato, la prima vittima sarebbe la democrazia perchè una minoranza sarebbe stata in grado di impedire alla maggioranza di far prevalere la propria opinione, magari con delle armi subdole come la soppressione dell'informazione. Credo quindi che il concetto sia chiaro. Ogni posizione è legittima sul referendum, ma non l'astensione. Sì e No hanno pari diritti di dibattere e di confrontarsi, ma i sedicenti "comitati per l'astensione" non devono avere cittadinanza in un paese saggio e conscio di voler decidere da solo il proprio destino. E' questo il motivo per cui ho il massimo rispetto di chi intende recarsi alle urne ed esprimere un No, anche se considero sbagliata la sua posizione, proprio perchè egli ha scelto di onorare me e la democrazia, mettendo sulla bilancia il proprio voto assieme al mio e a quello di altri milioni di cittadini, e non scegliendo scorciatoie che hanno invece il sapore e la consistenza di sporchi trucchetti.

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