Signor Presidente,
non è a cuor leggero che Le
scriviamo queste righe, così dolorose per i cittadini italiani che siamo, ed
eppure così eloquenti -crediamo- di una situazione che ha superato ogni limite
di tollerabilità civile e democratica.
L’Italia è già primatista di
condanne, dinanzi alle Corti internazionali, per il “funzionamento” della sua
giustizia: ma siamo sempre più convinti che ciò rappresenti solo un pallido
esempio di cosa accadrebbe quando le autorità internazionali dovessero misurarsi
con lo stato dei diritti civili e politici (e in particolare di quelli
elettorali) nel nostro paese.
I fatti che descriviamo (tutti
tecnicamente “fatti notori”: cioè conosciuti a Lei, al Suo Governo, alle Camere,
alle forze di opposizione, ad ogni altro soggetto istituzionale e politico) sono
tali da investire (cosa che faremo nelle prossime ore) le autorità
internazionali di monitoraggio della democrazia, e tali da porre anche la
prossima prova referendaria del 12-13 giugno (se non interverranno le correzioni
opportune e possibili) al di sotto degli standard internazionalmente accettati.
Già per due volte consecutive,
del resto, le elezioni politiche regionali (nel 2000 e nel 2005) sono state
tecnicamente invalide, con un gran numero di liste e candidature presentate in
modo radicalmente irregolare (con firme false o apposte illegalmente).
Ora, in occasione dei prossimi referendum, l’inganno, la truffa contro
la legalità avverrà sul fronte del diritto di elettorato attivo. E già nel 1999,
d’altra parte, la barriera del quorum non fu raggiunta per uno 0,4%, e cioè per
un margine largamente inferiore all’alterazione del numero complessivo degli
elettori che furono computati allora, e che -ancor più- il Suo Governo si
prepara a computare stavolta.
Il Ministro Pisanu ha ufficialmente affermato che i cittadini italiani
residenti all’estero chiamati ad esercitare il loro diritto al voto (e quindi
computati ai fini del calcolo del quorum) sono 2.815.573. Ma la verifica, la
“ripulitura” e il reciproco adeguamento tra le cifre della cosiddetta “anagrafe
degli italiani residenti all´estero” (Aire) e la cosiddetta “anagrafe consolare”
risulta compiuto solo per il 60%. In tal senso, le denunce dei Comitati
promotori dei referendum e le dichiarazioni rese dal senatore (già
sottosegretario) Franco Danieli coincidono con le franche, sincere ammissioni
del ministro Tremaglia. In buona sostanza, risulta chiaro che circa il 40% degli
aventi diritto non riceveranno il plico elettorale, ma saranno comunque inclusi
nel calcolo del quorum, con una indebita “somma” che potrebbe superare 1.200.000
persone (pari al 2,5-3% di quorum). E questo dato è stato ufficialmente
confermato -tra l’altro- in sede di assemblea generale del Consiglio Generale
degli Italiani all´Estero (non più tardi di trenta giorni fa).
Senza dire della situazione
paradossale per cui perfino i nostri soldati impegnati in missioni di
peace-keeping, così come i funzionari e diplomatici in missione all’estero,
saranno di fatto privati della possibilità di esprimere il proprio voto.
Situazione analoga, per ragioni diverse, a quella dei malati gravi e degli
invalidi impossibilitati a raggiungere autonomamente il seggio: anche per loro i
diritti elettorali sono di fatto, e contra legem,
sequestrati.
Tutto ciò è assolutamente
intollerabile, e configura un’operazione di alterazione dell’esito elettorale di
cui chiediamo al Suo Governo di non rendersi artefice. Le scriviamo, quindi, per
chiedere l’assunzione dei provvedimenti (anche normativi: e anche in via
d’urgenza, esistendo tutti gli estremi per ricorrere a questa strada) necessari
a superare questo stato di cose.
Parallelamente,
ci rivolgiamo anche a Lei (lo abbiamo fatto e continueremo a farlo anche a tutte
le massime autorità istituzionali, oltre che di vigilanza e controllo) perché
sia decisa una immediata riparazione, un tempestivo risarcimento del diritto dei
cittadini ad essere correttamente e completamente informati sui prossimi
referendum. Tale diritto è travolto e stracciato dalle reti televisive di cui
Lei è proprietario, che (in patente violazione di leggi e regolamenti) hanno
completamente cancellato, quasi senza eccezioni, la nozione stessa della
esistenza della prova referendaria), e anche dal servizio pubblico
radiotelevisivo, artefice a sua volta (come risulta dai nostri incontestati
dossier) di rilevantissime omissioni e
manipolazioni.
Da una
settimana, proprio su questi obiettivi (quorum e diritto a “conoscere per
deliberare”), è in corso una iniziativa nonviolenta, che vede scienziati,
accademici, malati, cittadini, impegnati in uno sciopero fame (in qualche caso,
in rischiose autoriduzioni delle terapie). Non è la disperazione, ma la
speranza, l’amore civile ad animarli e ad animarci: continuiamo a sperare di
offrire al nostro paese, al Governo, alle istituzioni, la possibilità di una
parentesi di legalità. Chiedono e chiediamo che vi siano immediati atti di
interruzione delle flagranti illegalità che sono in corso.
Per quanto ci
riguarda, attenderemo qui, su questa Piazza, una Sua risposta. E, con essa, gli
immediati, necessari e possibili atti di ripristino della legalità, volti a
scongiurare l’assoluta illegalità della prossima prova referendaria.
Cordiali
saluti,
Rita Bernardini Emma Bonino Daniele Capezzone Marco Cappato
Marco Pannella Maurizio Turco