2005-07-31T22:26:00+01:00
Sono a casa, forse qualcuno mi ha seguito sul photoblog,
dove ho continuato a postare di quando in quando, ma da stasera sono
ufficialmente di ritorno dalle farie in Austria, e torno a postare con solerzia
anche su questo weblog. Comincio subito con una curiosità che riguarda
l'ugidotnet. Le mie passeggiate nelle splendide città carinziane mi hanno
portato a conoscere le attività "collaterali" di un paio di colleghi dello user
group. Mi riferisco a Lorenzo e a Fabio, che
all'insaputa di tutti si sono dati alla moda nella città di Klagenfurt. Per
inciso il negozio di Lorenzo Barbieri non l'ho visitato, ma le camicie di pregevole fattura di Fabio Santini le consiglio a
tutti.

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2005-07-31T15:14:00+01:00
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counting-down handles on an hystorical building
(salzburg - osterreich)
2005-07-25T13:31:00+01:00
lightining during a mountain night (bad kleinkirchheim - osterreich)
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2005-07-24T13:36:00+01:00
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old building reflecting on new glass architecture (klagenfurt - osterreich)
2005-07-19T13:27:00+01:00
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hurry inside a shopping center (Villach - Osterreich)
2005-07-17T11:34:00+01:00
2005-07-16T21:52:00+01:00
Questa è davvero l'ultima frontiera. Come ogni frequentatore di
Internet sono afflitto da tonnellate di spamming nella mia casella di posta, che
fortunatamente riesco a evitare grazie a servizi come gmail che sono piuttosto
efficaci. Ma non mi sarei mai aspettato di ricevere spamming persino via fax.
Stasera è suonato il telefono e al fischio del fax ho predisposto alla ricezione
il pc che incidentalmente era collegato alla linea telefonica. Mi ha
restituito una pagina pubblicitaria. Non ho parole.
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2005-07-13T22:44:00+01:00
La grave decisione della Francia e dell'Olanda di
sospendere il trattato di Schengen, ovvero di ripristinare le barriere doganali
alle proprie frontiere potrebbe essere il primo passo verso la disgregazione del
progetto di Europa. Non è un caso infatti che i paesi che per primi hanno
operato questo passo indietro sono stati quelli in cui il referendum sulla
costituzione europea ha visto la vittoria dei no. Allo stesso tempo è certo che
quanto sta avvenendo può essere considerato a ragion veduta una grande vittoria
che i terroristi potranno rivendicare a proprio vantaggio. Essi
infatti sono riusciti nell'intento di frantumare il continente europeo
provocando una divisione di carattere fortemente politico che non può
che essere dannosa per i paesi dell'unione. Si torna indietro ad una concezione
isolazionista delle nazioni che preferiscono chiudersi in se stesse piuttosto
che invece trovare l'occasione per affermare una unione più forte nella
battaglia contro il terrorismo internazionale. Si rischia così di perdere il
momento favorevole per creare uno spirito realmente europeo unendo i cittadini
dei vari paesi in uno sforzo comune nella difesa del territorio intero
dell'europa e al contrario rinvigorire chi ancora spinge per una unione di
carattere puramente economico tendent a mantenere i poteri nazionali contro
quelli sovranazionali. La crepa che si è formata rischia ora di propagarsi a
velocità crescente e ne sono certo per riuscire a ripararla potrebbero volerci
molti anni.
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2005-07-11T00:03:00+01:00
Ricorre oggi un triste anniversario. Sono trascorsi 10 anni dal massacro di Srebrenica, perpetrato dalla milizia Serba del generale Ratko Mladic, nei confronti dei musulmani bosniaci. L'11 luglio del 1995, vennero massacrate circa 15000 persone, in fuga dalla città d'argento (questo significa srebro), nel bel mezzo della zona che l'ONU aveva proclamato protetta poco prima. Fu allora dimostrata l'ottusità di una non politica da parte dell'ONU che si limitò alla semplice dichiarazione, senza far nulla per trasformarla in una reale tutela. Allora ne fecero le spese i musulmani che stavano cercando di abbandonare la città pagando con la vita le schermaglie di potere di un'istituzione che non voleva riconoscere i criminali. Anche oggi tale politica non ha subito sostanziali modifiche e sta applicando i medesimi errori alla questione del Darfur. Si è parlato molto di riforma dell'ONU recentemente, ma ad oggi, nonostante tale istituzione appaia totalmente inefficace, non si fa nulla per cambiarla. Curioso notare che gli unici che hanno subito le conseguenze delle responsabilità dell'ONU sono i 370 caschi blu e il loro comandante che all'alba dell'11 luglio si arresero ai miliziani serbi per scampare essi stessi al massacro. Certo, si può biasimare la codardia di un comandante e dei suoi sottoposti che non hanno compiuto il dovere per cui sono stati mandati nella zona, ma viene da chiedersi per quale motivo invece che solo 370 non ne fossero stati inviati 3700?
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2005-07-09T16:28:00+01:00
Ci risiamo, come già è successo negli "anni di piombo" con la scusa delle BR, c'è qualcuno che vuole approfittare dei drammatici eventi di Londra per dare una dura spallata alla nostra libertà. Si parla infatti della necessità di creare delle leggi speciali per far fronte alla minaccia del terrorismo. Come sempre l'Italia, e soprattutto i suoi politici non perdono tempo quando si tratta di adoperare la legge come un'arma impropria contro i cittadini di questo paese e più in generale contro i diritti umani.
Potremmo aspettarci all'inizio leggi che limitino il traffico ai confini del paese, probabilmente lasciando massima libertà alle forze dell'ordine ed autorizzandole nell'uso della forza. Poi verranno i pentiti, finanziati generosamente dallo stato per la loro delazione, infine qualcuno si sveglierà un giorno e scoprirà che è molto utile incarcerare e torturare i musulmani ed ecco una nuova legge speciale. Già oggi il nostro paese adotta delle leggi speciali ad esempio nel caso dei reti di mafia, come la famigerata 41-bis, la legge sul carcere duro, che nasce come una sospensione dei diritti dei carcerati cui viene negato persino di poter incontrare i propri cari.
Pare che qualcuno abbia letto il mio precedente post e abbia deciso che era proprio il caso di fare il contrario. L'introduzione di leggi speciali è la negazione della democrazia stessa e serve esclusivamente a creare attriti inutili con i musulmani che vivono legittimamente nel nostro paese e a dare un enorme potere alle forze di polizia che è noto a tutti non sono le più abili a gestirlo. Un paese democratico invece non ha bisogno di leggi speciali perchè il suo ordinamento già fornisce tutti gli strumenti necessari per poter affrontare una minaccia terroristica. Abbiamo leggi, abbiamo magistrati e pubblici ministeri, e tutti gli strumenti necessari per poter perseguire, nel rispetto dei diritti umani, i delinquenti e i terroristi. Invece che abbassarsi al livello dei terroristi applichiamo leggi e strumenti esistenti e dimostriamo qual'è la forza della democrazia. Se così non funziona allora significa che hanno ragione loro, che non è la democrazia la ricetta giusta per la vita civile.
Sarebbe la fine.
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2005-07-09T08:03:00+01:00
L'ennesimo quizzetto stupido stavolta
mi paragona ad un personaggio storico. Indovinate a chi assomiglio secondo questo test...
Vi dirò
non è che il paragone con Socrate mi dispiaccia, quello che mi preoccupa è la
fine che ha fatto!
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2005-07-07T23:56:00+01:00
Quest'oggi abbiamo tristemente assistito a degli eventi, quelli
di Londra, che richiedono una analisi attenta per definire la nostra linea
d'azione nel futuro. Non c'è dubbio che gli attentati che sono stati compiuti
stamane indichino che il terrorismo di matrice islamica è ancora vivo e vegeto e
oltretutto ben finanziato e organizzato nonostante la dura lotta ingaggiata. Il
rischio è che la rabbia e l'odio suscitati dall'attacco alla nostra società e in
ultima analisi al nostro modus vivendi ci possano portare a trarre conseguenze
estreme da un lato oppure dall'altro. La reazione ovvia di una risposta al suono
delle bombe, come quella che ha scelto George W. Bush in seguito all'attacco
alle torri gemelle o all'opposto una ipocrita non-reazione di stampo
pacifista che semplicemente evita di trovare una soluzione sono entrambe strade
che non possiamo permetterci. Fino ad oggi, la prima strada, pur avendo ottenuto
dei risultati apprezzabili come la liberazione di due paesi oppressi da anni, e
la cattura di svariati tiranni e relativi leccapiedi che sono stati assicurati
alla giustizia, ha risentito dell'assenza della necessaria azione politica di
supporto. Quella che è mancata è stata un'azione convergente di attacco
politico ai tiranni del mondo per responsabilità, bisogna
dirlo, innanzitutto di quei paesi che se ne sono lavati le mani per
interesse e per demagogia ma anche per incapacità evidente di chi ha
commesso dei grossolani errori che rischiano di compromettere definitivamente la
situazione di quegli stessi paesi. Oggi quindi, dopo quello che verrà ricordato
come "il 7 luglio", occorre ripensare la strategia da seguire
avendo ben chiaro comunque che una risposta fatta di manifestazioni pacifiste
non ha alcuna speranza di trionfare. Quello verso cui bisogna muoversi è una
riaffermazione forte di quelli che sono i pilastri fondanti della democrazia. La
libertà innanzitutto. Libertà di culto, libertà di pensiero e di mercato, ma
libertà incondizionata di espressione della propria individualità che garantisce
la convivenza tollerante di diverse culture cui deve essere riconosciuta la
stessa dignità. Chi oggi pone di fronte all'integralismo islamico il fantasma
dell'integralismo cattolico rischia di abbassare noi stessi e la nostra civiltà
al livello dell'odio che muove le organizzazioni terroristiche. Bisogna invece
avere il coraggio di accogliere queste popolazioni - ad esempio ammettendo
immediatamente la Turchia all'unione Europea - ed educarle al culto
della democrazia, ma avendo ben presenti noi stessi quali sono i criteri che
distinguono una democrazia vera da un regime assolutista. La laicità deve
diventare la nostra bandiera, perchè è solo tramite essa che saremmo in
grado di difendere allo stesso tempo le tradizioni culturali dei nostri
paesi e quelle di coloro che non la pensano come noi e che non credono nel
nostro stesso Dio. La legalità, perchè se non riusciamo noi a rispettare le
nostre stesse leggi, non si capisce come si possa pretendere che siano altri a
farlo. Ed infine la giustizia, pronta, decisa ed efficace che consenta di punire
severamente chi non rispetta le istituzioni civili di un paese democratico.
Laicità, legalità e giustizia, sono i magli con i quali dovremmo abbattere
l'assolutismo e l'integralismo religioso. Da esse deve soffiare un vento di
democrazia nella direzione dei paesi oppressi. Occorre operare una
globalizzazione della democrazia. Pensare che condonare i debiti dei paesi del
terzo mondo possa essere efficace, equivale a cercare una scorciatoia inutile e
dannosa perchè invece servirà a finanziare ulteriormente le reti del terrore.
Bisogna usare questi soldi per ottenere dai tiranni la loro uscita di scena e
guidare tali paesi verso un modello democratico in modo che si facciano
essi stessi, a lungo andare, portatori di laicità, legalità e giustizia e
quindi di democrazia. Ne sono cosciente, non è un obbiettivo facile, perchè
richiede prima di tutto una nostra autocoscienza che non è ne semplice ne
scontata. E' la strada di un sognatore che pensa che per costruire l'edificio di
una nuova società non si possa fare altro che partire dalle fondamenta e un
mattone alla volta, faticosamente coordinare i nostri sforzi per battere chi
invece vorrebbe ridurre tutto a macerie. I mezzi per tale obiettivo sono a
nostra disposizione. Occorre solo raccoglierli e usarli. Diversamente
rischieremmo di soccombere.
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