di .NET e di altre amenità

I'm back. Ferie... finite. :-(

Sono a casa, forse qualcuno mi ha seguito sul photoblog, dove ho continuato a postare di quando in quando, ma da stasera sono ufficialmente di ritorno dalle farie in Austria, e torno a postare con solerzia anche su questo weblog. Comincio subito con una curiosità che riguarda l'ugidotnet. Le mie passeggiate nelle splendide città carinziane mi hanno portato a conoscere le attività "collaterali" di un paio di colleghi dello user group. Mi riferisco a Lorenzo e a Fabio, che all'insaputa di tutti si sono dati alla moda nella città di Klagenfurt. Per inciso il negozio di Lorenzo Barbieri non l'ho visitato, ma le camicie di pregevole fattura di Fabio Santini le consiglio a tutti.

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countdown

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counting-down handles on an hystorical building

(salzburg - osterreich)

Lightning

lightining during a mountain night (bad kleinkirchheim - osterreich)

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reflection

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old building reflecting on new glass architecture (klagenfurt - osterreich)

Hurry Up

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hurry inside a shopping center (Villach - Osterreich)

forward backward

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strong blue sky in backlight

Fax Spamming?

Questa è davvero l'ultima frontiera. Come ogni frequentatore di Internet sono afflitto da tonnellate di spamming nella mia casella di posta, che fortunatamente riesco a evitare grazie a servizi come gmail che sono piuttosto efficaci. Ma non mi sarei mai aspettato di ricevere spamming persino via fax. Stasera è suonato il telefono e al fischio del fax ho predisposto alla ricezione il pc che incidentalmente era collegato alla linea telefonica. Mi ha restituito una pagina pubblicitaria. Non ho parole.

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Sospeso Schengen: Inizia la disgregazione?

La grave decisione della Francia e dell'Olanda di sospendere il trattato di Schengen, ovvero di ripristinare le barriere doganali alle proprie frontiere potrebbe essere il primo passo verso la disgregazione del progetto di Europa. Non è un caso infatti che i paesi che per primi hanno operato questo passo indietro sono stati quelli in cui il referendum sulla costituzione europea ha visto la vittoria dei no. Allo stesso tempo è certo che quanto sta avvenendo può essere considerato a ragion veduta una grande vittoria che i terroristi potranno rivendicare a proprio vantaggio. Essi infatti sono riusciti nell'intento di frantumare il continente europeo provocando una divisione di carattere fortemente politico che non può che essere dannosa per i paesi dell'unione. Si torna indietro ad una concezione isolazionista delle nazioni che preferiscono chiudersi in se stesse piuttosto che invece trovare l'occasione per affermare una unione più forte nella battaglia contro il terrorismo internazionale. Si rischia così di perdere il momento favorevole per creare uno spirito realmente europeo unendo i cittadini dei vari paesi in uno sforzo comune nella difesa del territorio intero dell'europa e al contrario rinvigorire chi ancora spinge per una unione di carattere puramente economico tendent a mantenere i poteri nazionali contro quelli sovranazionali. La crepa che si è formata rischia ora di propagarsi a velocità crescente e ne sono certo per riuscire a ripararla potrebbero volerci molti anni.

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Srebrenica: 10 anni dopo l'inutilita' dell'ONU

Ricorre oggi un triste anniversario. Sono trascorsi 10 anni dal massacro di Srebrenica, perpetrato dalla milizia Serba del generale Ratko Mladic, nei confronti dei musulmani bosniaci. L'11 luglio del 1995, vennero massacrate circa 15000 persone, in fuga dalla città d'argento (questo significa srebro), nel bel mezzo della zona che l'ONU aveva proclamato protetta poco prima. Fu allora dimostrata l'ottusità di una non politica da parte dell'ONU che si limitò alla semplice dichiarazione, senza far nulla per trasformarla in una reale tutela. Allora ne fecero le spese i musulmani che stavano cercando di abbandonare la città pagando con la vita le schermaglie di potere di un'istituzione che non voleva riconoscere i criminali. Anche oggi tale politica non ha subito sostanziali modifiche e sta applicando i medesimi errori alla questione del Darfur. Si è parlato molto di riforma dell'ONU recentemente, ma ad oggi, nonostante tale istituzione appaia totalmente inefficace, non si fa nulla per cambiarla. Curioso notare che gli unici che hanno subito le conseguenze delle responsabilità dell'ONU sono i 370 caschi blu e il loro comandante che all'alba dell'11 luglio si arresero ai miliziani serbi per scampare essi stessi al massacro. Certo, si può biasimare la codardia di un comandante e dei suoi sottoposti che non hanno compiuto il dovere per cui sono stati mandati nella zona, ma viene da chiedersi per quale motivo invece che solo 370 non ne fossero stati inviati 3700?

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Leggi speciali che attentano alla liberta'

Ci risiamo, come già è successo negli "anni di piombo" con la scusa delle BR, c'è qualcuno che vuole approfittare dei drammatici eventi di Londra per dare una dura spallata alla nostra libertà. Si parla infatti della necessità di creare delle leggi speciali per far fronte alla minaccia del terrorismo. Come sempre l'Italia, e soprattutto i suoi politici non perdono tempo quando si tratta di adoperare la legge come un'arma impropria contro i cittadini di questo paese e più in generale contro i diritti umani.

Potremmo aspettarci all'inizio leggi che limitino il traffico ai confini del paese, probabilmente lasciando massima libertà alle forze dell'ordine ed autorizzandole nell'uso della forza. Poi verranno i pentiti, finanziati generosamente dallo stato per la loro delazione, infine qualcuno si sveglierà un giorno e scoprirà che è molto utile incarcerare e torturare i musulmani ed ecco una nuova legge speciale. Già oggi il nostro paese adotta delle leggi speciali ad esempio nel caso dei reti di mafia, come la famigerata 41-bis, la legge sul carcere duro, che nasce come una sospensione dei diritti dei carcerati cui viene negato persino di poter incontrare i propri cari.

Pare che qualcuno abbia letto il mio precedente post e abbia deciso che era proprio il caso di fare il contrario. L'introduzione di leggi speciali è la negazione della democrazia stessa e serve esclusivamente a creare attriti inutili con i musulmani che vivono legittimamente nel nostro paese e a dare un enorme potere alle forze di polizia che è noto a tutti non sono le più abili a gestirlo. Un paese democratico invece non ha bisogno di leggi speciali perchè il suo ordinamento già fornisce tutti gli strumenti necessari per poter affrontare una minaccia terroristica. Abbiamo leggi, abbiamo magistrati e pubblici ministeri, e tutti gli strumenti necessari per poter perseguire, nel rispetto dei diritti umani, i delinquenti e i terroristi. Invece che abbassarsi al livello dei terroristi applichiamo leggi e strumenti esistenti e dimostriamo qual'è la forza della democrazia. Se così non funziona allora significa che hanno ragione loro, che non è la democrazia la ricetta giusta per la vita civile.

Sarebbe la fine.

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A quale personaggio storico assomigli?

SocrateL'ennesimo quizzetto stupido stavolta mi paragona ad un personaggio storico. Indovinate a chi assomiglio secondo questo test... 

Vi dirò non è che il paragone con Socrate mi dispiaccia, quello che mi preoccupa è la fine che ha fatto!

 

 

 

 

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I have a dream...

Quest'oggi abbiamo tristemente assistito a degli eventi, quelli di Londra, che richiedono una analisi attenta per definire la nostra linea d'azione nel futuro. Non c'è dubbio che gli attentati che sono stati compiuti stamane indichino che il terrorismo di matrice islamica è ancora vivo e vegeto e oltretutto ben finanziato e organizzato nonostante la dura lotta ingaggiata. Il rischio è che la rabbia e l'odio suscitati dall'attacco alla nostra società e in ultima analisi al nostro modus vivendi ci possano portare a trarre conseguenze estreme da un lato oppure dall'altro. La reazione ovvia di una risposta al suono delle bombe, come quella che ha scelto George W. Bush in seguito all'attacco alle torri gemelle o all'opposto una ipocrita non-reazione di stampo pacifista che semplicemente evita di trovare una soluzione sono entrambe strade che non possiamo permetterci. Fino ad oggi, la prima strada, pur avendo ottenuto dei risultati apprezzabili come la liberazione di due paesi oppressi da anni, e la cattura di svariati tiranni e relativi leccapiedi che sono stati assicurati alla giustizia, ha risentito dell'assenza della necessaria azione politica di supporto. Quella che è mancata è stata un'azione convergente di attacco politico ai tiranni del mondo per responsabilità, bisogna dirlo, innanzitutto di quei paesi che se ne sono lavati le mani per interesse e per demagogia ma anche per incapacità evidente di chi ha commesso dei grossolani errori che rischiano di compromettere definitivamente la situazione di quegli stessi paesi. Oggi quindi, dopo quello che verrà ricordato come "il 7 luglio", occorre ripensare la strategia da seguire avendo ben chiaro comunque che una risposta fatta di manifestazioni pacifiste non ha alcuna speranza di trionfare. Quello verso cui bisogna muoversi è una riaffermazione forte di quelli che sono i pilastri fondanti della democrazia. La libertà innanzitutto. Libertà di culto, libertà di pensiero e di mercato, ma libertà incondizionata di espressione della propria individualità che garantisce la convivenza tollerante di diverse culture cui deve essere riconosciuta la stessa dignità. Chi oggi pone di fronte all'integralismo islamico il fantasma dell'integralismo cattolico rischia di abbassare noi stessi e la nostra civiltà al livello dell'odio che muove le organizzazioni terroristiche. Bisogna invece avere il coraggio di accogliere queste popolazioni - ad esempio ammettendo immediatamente la Turchia all'unione Europea - ed educarle al culto della democrazia, ma avendo ben presenti noi stessi quali sono i criteri che distinguono una democrazia vera da un regime assolutista. La laicità deve diventare la nostra bandiera, perchè è solo tramite essa che saremmo in grado di difendere allo stesso tempo le tradizioni culturali dei nostri paesi e quelle di coloro che non la pensano come noi e che non credono nel nostro stesso Dio. La legalità, perchè se non riusciamo noi a rispettare le nostre stesse leggi, non si capisce come si possa pretendere che siano altri a farlo. Ed infine la giustizia, pronta, decisa ed efficace che consenta di punire severamente chi non rispetta le istituzioni civili di un paese democratico. Laicità, legalità e giustizia, sono i magli con i quali dovremmo abbattere l'assolutismo e l'integralismo religioso. Da esse deve soffiare un vento di democrazia nella direzione dei paesi oppressi. Occorre operare una globalizzazione della democrazia. Pensare che condonare i debiti dei paesi del terzo mondo possa essere efficace, equivale a cercare una scorciatoia inutile e dannosa perchè invece servirà a finanziare ulteriormente le reti del terrore. Bisogna usare questi soldi per ottenere dai tiranni la loro uscita di scena e guidare tali paesi verso un modello democratico in modo che si facciano essi stessi, a lungo andare, portatori di laicità, legalità e giustizia e quindi di democrazia. Ne sono cosciente, non è un obbiettivo facile, perchè richiede prima di tutto una nostra autocoscienza che non è ne semplice ne scontata. E' la strada di un sognatore che pensa che per costruire l'edificio di una nuova società non si possa fare altro che partire dalle fondamenta e un mattone alla volta, faticosamente coordinare i nostri sforzi per battere chi invece vorrebbe ridurre tutto a macerie. I mezzi per tale obiettivo sono a nostra disposizione. Occorre solo raccoglierli e usarli. Diversamente rischieremmo di soccombere.

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