20160324032017Vi hanno mai detto che "violenza genera violenza"? Pensateci voi che esprimete violenza su Facebook, che condividete e fate vostro, il pensiero violento di un tiranno come Putin. Pensateci voi che magari siete stati cresciuti nell'insegnamento cristiano del "porgi l'altra guancia", senza comprenderne il significato.

Io negli atti di Bruxelles, nelle violenze terroriste, leggo l'invidia. L'invidia per un sistema tutto sommato civile che tutela - entro i limiti dell'umana fallibilità - l'essere umano ed i suoi diritti, contrapposto alla povertà, all'ingiustizia e alla sofferenza che vivono certi popoli.

Questo dovremmo avere sempre a mente e questo dovrebbe rivelarci chiara la strada per porre fine al terrorismo, alle violenza, alla guerra. "Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza il perdono" ha detto Karol Wojtyla, il Papa di cui molti hanno richiesto la santificazione ma di cui tutti scordano gli insegnamenti... 

E oggi è il momento di essere forti nel perdonare, forti nel ristabilire la giustizia e soprattutto forti nel riconoscere i propri peccati... i peccati di una società, la nostra, che assorbe la ricchezza del mondo anzichè distribuirla, una società che è, essa stessa, alla base dell'ingiustizia che assieme all'ignoranza è terreno fertile per atti di violenza.

Non sono bombe quelle che voglio vedere sganciate sui cittadini inermi, sugli sfortunati che sono esclusi dal benessere della civiltà occidentale... Per una volta, invece che riversare esplosivi, sganciamo ricchezza, istruzione, benessere e cultura. Accogliamo queste popolazioni, facciamo loro vedere la nostra cultura, le arti, le scienze e ascoltiamo le loro... diamogli le opportunità che abbiamo noi, rischiando così anche di perdere una parte delle nostre prerogative. Ne uscirà una eguaglianza sociale, una amalgama di usi e costumi che ci renderà finalmente un solo popolo sulla terra. Noi occidentali, noi europei, noi fortunati, non siamo per forza dalla parte giusta!

Facciamo giustizia... la pace verrà...