Scrivo questo post dal vagone del treno che mi sta portanto rapidamente in quel di Torino. Mi ritengo una persona che ama viaggiare e pur se per lavoro trovo interessante muovermi di tanto in tanto anche se non con eccessiva frequenza. Non sono un frequente utente delle patrie ferrovie, lo sono stato molto in passato durante il servizio militare (ormai 23 anni fa) e più recentemente quando mi recavo a Milano per lavorare presso gli uffici di Unisys. Poi basta, un buco di più o meno una dozzina di anni, nei quali mi è capitato di usare le ferrovie ma sempre per piccole percorrenze. Durante questo viaggio perciò sto "apprezzando" le notevoli differenze che riaffiorano nei miei ricordi. La voce monotona e automatica, sempre uguale in ogni stazione si è sostituita a quella della gentile signora con accento locale che leggeva gli annunci. La stazioni piene di "informazioni": tabelle e tabelloni accompagnati da monitor che mi ricordano l'ambientazione dell'arcinoto Blade Runner. Molto contribuisce ad incrementare il consueto feeling di isolamento che si percepisce pur attorniato da centinaia di anime che percorrono binari, tunnel e corridoi.

Non so dire se tutto questo indichi un miglioramento. La sensazione è che le persone lo prendano a pretesto per distaccorsi ancora di più le une dalle altre. Come potete immaginare sono un fervente sostenitore delle tecnologia, uno di quelli che stigmatizza chi evita l'uso di un e-book perchè lo considera freddo e impersonale, dimenticando che l'aroma e il rumore della carta hanno come prezzo l'abbattimento di molti alberi. Però consentitemi di essere nostalgico: tutto  sommato cosa abbiamo oggi di più che non avevamo 20 anni fa in una stazione ferroviaria? Gli annunci c'erano, i tabelloni orari anche. Forse quello che manca è la persona smarrita che ti si rivolge: scusi... è questo il binario per Torino?

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Capture Ieri sera anche a me come a molti di voi, l'ultimo aggiornamento di Gmail ha proposto il nuovo sistema per fare le telefonate direttamente dal suo interno, installando un piccolo plugin. Dopo qualche minuto di "smanettamento" per capirne il funzionamento mi è tornato alla mente il caso Windows Media Player e la guerra senza quartiere che l'unione europea ha condotto contro Microsoft, rea di aver tentato di battere la concorrenza in modo scorretto inserendo il suddetto player nel suo sistema operativo.

Credo che molti di voi coglieranno l'analogia con questo caso. Gli attori sono gli stessi: una azienda che detiene un punto di forza nella comunicazione, un sistema oramai capillarmente diffuso quale è Gmail e uno strumento, peraltro ben fatto, subdolamente sottratto alla concorrenza inserendolo out-of-the-box all'interno del noto sistema di posta.

Lo so, detta così la cosa è pazzesca - esattamente come lo era nel caso WMP/Microsoft - ma se il mio mestiere fosse fare l'avvocato di Skype mi affretterei a consigliare al mio cliente di ricorrere rapidamente al tribunale europeo, con buona certezza che una pioggia di quattrini ben presto gli verrà riconosciuta.

IMHO.


La mia Xbox 360 ha recentemente subito un guasto e molto diligentemente ho attivato un ticket per il supporto sul sito xbox.com. La procedura di riparazione prevede che l'utente riceva una email contenente una "etichetta" che suppongo debba essere attaccata al pacchetto della xbox inviata in riparazione.

Fin qui tutto ok, la procedura pare funzionare benone e infatti nel giro di pochi minuti mi è arrivata una prima conferma che mi informa che l'etichetta mi perverrà entro le 24 ore. Se non fosse per una frase che si cela all'interno delle istruzioni per stampare l'etichetta (che probabilmente non è allegata alla mail ma solo linkata). Nel messaggio si legge testualmente:

Assistenza per la stampa dell'etichetta: Se il collegamento dell'etichetta termina con "%3D", sostituire tali caratteri con "=". A questo punto, dovrebbe essere possibile stampare l'etichetta.

Io non ci credo che non sia possibile risolvere questo problema... La prossima volta che un mio cliente si lamenta che un pulsante della mia applicazione è un po' fuori posto e risulta difficile da usare penso mi ricorderò di questo messaggio. Detto tra noi mi aspetto che al ritorno della Xbox riparata vi sia allegata una bella maglietta "GEEK", dato che un profano che supera la procedura di stampa "%3D" sicuramente merita di fregiarsi di tale titolo...


Giusto ieri sera guardavo un TG e ho visto il servizio in cui l'ottimo Brunetta (che per inciso gode della mia stima per certe cose) si fregiava del fatto che la Posta Elettronica Certificata è entrata ufficialmente in vigore. Per coincidenza stamattina ho ricevuto dal mio commercialista l'ennesimo messaggio di PEC che come consueto è completamente illeggibile... Credo ve ne siate resi conto tutti, che sta cosa della PEC, anche se condivisibile in termini pratici, è implementata in modo assurdo e completamente inusabile, soprattutto alle persone normali che non hanno la pazienza di decodificare il messaggio, i vari allegati e cercano di leggere il contenuto di un messaggio che il più delle volte è intercalato di strani simboli che lo rendono pressochè incomprensibile. Ovviamente ho dovuto richiedere al mio commercialista il reinvio del messaggio sotto forma di normale email, spiegando il motivo. Credo si configuri un "pattern" con il quale nei prossimi tempi dovremo aver tutti a che fare:

1) si riceve una PEC
2) si tenta di decifrarla
3) se ne richiede il reinvio
4) finalmente arriva il messaggio leggibile come posta normale.

Mi chiedo quanto questo renda inutile la PEC stessa... Sinceramente trovo questo servizio l'ennesima italianata di cui probabilmente beneficerà solamente Infocamere che per quanto ne so è l'istituzione (no, non chiamatela azienda, non lo è) che ha in carico la PEC.

Per quanto mi riguarda farò quanto in mio potere per dissuadere le persone dall'usarla (per quanto potrà servire), e spero che anche questa cosa si risolva nell'ennesimo fallimento della telematica italiana. In attesa magari che qualche servizio più efficace ne prenda il posto... lo so, è una vana speranza ma che ci volete fare, sono un sognatore.


g_04682230 Dopo una breve e infelice pausa, nella quale ho adottato un router , acquistato durante il summit a Seattle, ieri sera appena tornato dalla SQL Conference mi sono subito buttato nell'installare e configurare il nuovissimo che è arrivato mentre ero assente.

Da soddisfatto utente di un Netgear DG834G, avrei dovuto immaginare che lasciare la vecchia strada per quella nuova non era certo una buona idea, ma devo dire che dopo l'esperienza del Belkin questo luogo comune è ampiamente dimostrato.

Dopo poche ore di utilizzo il nuovo DGN 3500 si è rivelato all'altezza del suo predecessore. Connesso in pochi minuti, configurazione intuitiva e perfettamente funzionante e una stabilità della connessione eccezionale. Per intenderci il Belkin non riusciva a garantirmi più di un paio d'ore consecutive di connessione e quando si disconnetteva sembrava non rendersene conto e non riusciva a recuperare. Il nuovo router è connesso da quasi 20 ore consecutive senza dare segno di cedimento.

Sinceramente, se vi serve un router nuovo questo modello Netgear è più che consigliabile.


Che io sia venuto via da WenHost4Life credo sia di pubblico dominio. Rimane l'amaro in bocca per l'aver perso quello che era un efficace provider... ma le mail che mi stanno giungendo in questi giorni rispetto l'hosting che è tuttora attivo fino a naturale scadenza dimostrano (se necessario) la bontà delle mia decisione:

"We wanted to let you know that we have not yet received your payment of 0.00 for your "codeblock" account."

Ok. Resta tutto da capire cosa abbia causato questo immane disastro, ma che si siano fumati il cervello ormai è assodato.


Non lo so, forse si tratta della mia immaginazione, ma ho come l'impressione che ultimamente tutti cerchino di vendermi qualcosa in più di quello che effettivamente mi serve. Mi spiego: vado alla posta a pagare una bolletta della luce - lo so è arcaico recarsi alla posta per certe cose ma lasciatemi un certo margine di irragionevolezza - e mentre sto aspettando che mi sia restituito il bollettino pagato l'impiegata mi propone di acquistare un (inutile) album della Fiat 500; mi fermo all'autogrill per il rituale cappuccio-e-brioche, e mentre sono alla cassa l'impiegato addetto alla riscossione mi sussurra: che faccio, aggiungo un gratta e vinci?... a me, che fatico a giocare al superenalotto quando ci sono centinaia di milioni in palio... puah.

E' una sensazione, sgradevole, che spero rimanga solo tale. Posso capire che tutti si stia cercando di uscire da questa strana situazione che molti chiamano crisi, ma tediare il prossimo con inutili subdole proposte non può essere la soluzione per trarne qualcosa di positivo. Dobbiamo per forza buttare i nostri risparmi in qualche inutilità? Non è che questo invece farà peggiorare le cose?

Lo so, forse sono io troppo sensibile sull'argomento, ma sono da sempre fortemente convinto che se ho bisogno di qualcosa allora me la vado a cercare senza che uno sconosciuto debba tentare di solleticare la mia psiche per crearmi un bisogno che ora non ho. Perciò se per caso mi incontrate mentre impreco verso un incauto impiegato delle poste, vi prego capite come mi sento... :)


Ieri sera mia moglie è riuscita ad "estorcermi" una promessa di cui sono certo mi pentirò nel prossimo futuro. La promessa in questione è di recarmi stasera presso una vicina palestra per iscrivermi e iniziare a praticare uno sport.

Ok, chi mi conosce almeno di vista sa di quanto io ne abbia bisogno, ed è per questo che a cicli temporalmente non ben definiti torno ad iscrivermi ad una attività sportiva per poi puntualmente "dimenticarmene" e buttare il mio tempo assieme ai miei soldi.

Il problema è che mi annoio. Gli ultimi tentativi di provare a consumare qualche caloria e riattivare i miei pigri muscoli sono stati spesi nel nuoto che per ben due o tre volte ho iniziato - come sempre animato dai migliori propositi - e alla fine ho lasciato schiacciato dalla noia di andare avanti e indietro per una corsia affollata di gente. Il problema non è nemmeno la fatica, sia ben chiaro che ne faccio molta e la difficoltà di fare anche poche vasche consecutive è sinceramente tanta, ma la fatica non mi ha mai fermato. Quello che mi da fastidio è la ripetitività e l'apparente (sottolineo apparente) inutilità del gesto. So bene che in fondo la sua utilità (almeno per la mia salute) ce l'ha, ma nel momento in cui sono li e sto arrancando centimetro dopo centimetro per arrivare dall'altra parte nella mia testa si crea una sensazione di netto rifiuto cui alla fine cedo e lascio perdere, con la profonda convinzione di stare perdendo il mio tempo.

Stasera ci riproverò, sempre che la mia pigra psiche non abbia il sopravvento, ma stavolta non sarà il nuoto il prescelto. Credo di poter dire per certo che il fascino di nuotare mi ha lasciato da tempo, per quanto abile (vi sembrerà incredibile ma nuoto come un pesce...) io sia. Tornerò invece allo sport che è riuscito per più tempo a catalizzare la mia passione quando in giovane età andavo in palestra ben tre volte la settimana. Si tratta del Karate che ho sospeso poco prima di prendere la cintura nera allorquando mi sono infortunato durante un allenamento verso l'inizio degli anni '90. Certo, non mi vedrete certo sul podio di una competizione amatoriale, ma spero di riuscire a riattivare la mia passione a beneficio della mia salute.

Chissà che poi non torni utile per liberarmi di un cliente troppo assillante... allora... Kiaiiiiiii!


Sono da sempre un fan dell'economia di mercato, che ritengo l'unica possibile soluzione alla definizione dei prezzi e del loro contenimento grazie ai meccanismi della concorrenza. Ritengo però che una vera e propria economia di mercato non esiste tuttora, almeno non in Europa e di certo non in Italia. Dico questo per una serie di esperienze recenti che mi stanno facendo pensare su quanto paghiamo le cose e su quanto esse valgano realmente.

L'ultima di esse è stata a causa di un piccolo tamponamento che ha causato un danno leggero al fanale anteriore e alla mascherina della macchina di mia moglie. Ovviamente trattandosi di torto ho fatto un preventivo da un carrozziere per capire quando avrei dovuto scucire per riparare il danno. Il risultato è il seguente: 450€ in tutto di cui 240€ del fanale e 90€ della mascherina del radiatore (prezzi IVA esclusa).

Inutile dire che il dover spendere più per i pezzi che per la manodopera mi ha lasciato alquanto perplesso, ma dopo una breve indagine sono arrivato a capire che potevo ottenere gli stessi pezzi per un  prezzo inferiore, accettando di mettere ricambi non originali. Il risultato è 58€ per il fanale e 33€ per la mascherina (sempre IVA esclusa). Parliamo di circa un quarto nel primo caso e poco più di un terzo nel secondo.

Ora mi chiedo, poniamo anche che i pezzi non originali possano avere una qualità inferiore, che non godano di una garanzia del costruttore, e tante altre cose del genere che ora non mi vengono in mente, ma mi chiedo quanto siano giustificati i prezzi dei ricambi originali; La mascherina ad esempio è un pezzo interamente di plastica stampata il cui costo vivo tra materiale, stampaggio, ammortamento delle matrici, costi di energia, etc... (ma non dimentichiamo che il costruttore di certo ha ammortizzato i costi su un numero molto elevato di pezzi prodotti) mi pare difficile possa andare oltre i 10/15€ e sto cercando di tenermi largo. E per quale ragione qualcuno deve lucrare almeno 70€ su un pezzo così banale? Non era già più che sufficiente un lucro di 30/40 euro?

Ripeto, sono un fan dell'economia di mercato che probabilmente risponderebbe a questo mio dubbio dicendo che se qualcuno paga quel prezzo esso è giustificato, ma in un periodo come questo in cui le aziende chiudono perchè c'è una flessione dei consumi qual'è il margine che consentirebbe alle aziende di abbassare i prezzi a livelli più ragionevoli, recuperare in concorrenza rispetto ai paesi orientali (ok, questo forse non è proprio vero dato che c'è di mezzo anche lo sfruttamento del lavoro), e continuare a guadagnare?

La tecnologia moderna consente la produzione di alcuni pezzi senza l'intervento umano ed è in grado di abbattere i costi di produzione di numerosi ordini di grandezza. Pensate ad esempio alla costruzione di un telefono. E' fatto di componenti che presi singolarmente probabilmente costano pochi centesimi di euro, e anche mettendo assieme le decine di pezzi che lo compongono in quanti casi è giustificato pagare fino a 600/700€ per un cellulare?

Lo so io non sono un economista, ma intuisco che qualcosa non funziona...


Il tentativo di cancellarsi dalla newsletter di MySQL (alla quale non so nemmeno perchè mi sono iscritto :)), mi ha rivelato una certa astuzia:

Untitled

Ditemi, quanti di voi avrebbero cliccato su "Remove" senza pensarci su troppo, salvo poi accorgersi che in realtà "Remove" significa "Add"? :)

mah...


bordertown_ver2 Ieri sera mi sono concesso una serata televisiva e ho visto il film BorderTown con Jennifer Lopez. Il film è davvero inquietante e me ne sono andato a letto con l'amaro in bocca, non prima di aver controllato sul fondo del mio PC il luogo in cui è assemblato. La scritta "POLAND" mi ha tranquillizzato, ma ricordo ancora la che sul mio primo Palm un marchio sul retro recitava "made in mexico".

Nel film si narra una storia ispirata alla realtà, in cui una giornalista si imbatte nella situazione creata nelle zone di frontiera dagli accordi NAFTA. Questi accordi hanno portato alla nascita di una serie di aziende dedite soprattutto all'assemblaggio di apparecchiature elettroniche, grazie al bassissimo costo della manodopera (nel film si parla di 5$ al giorno).

Non sto a raccontarvi il film, che peraltro non è nemmeno così articolato nella trama, ma fossi in voi un'occhiata gliela darei, non fosse altro che per poi controllare quanti "made in mexico" ci sono in casa e quanto si sia involontariamente contribuito incredibile alla situazione.

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La scorsa domenica sono tornato dalle vacanze estive a Zacinto, e come mi è consueto è giunto il momento di farne un breve riepilogo, non foss'altro perchè quest'anno le ferie si possono dire perfettamente riuscite. Inoltre, se c'era bisogno di una dimostrazione che operatori La spiaggia del Naufragioturistici e agenzie di viaggio siano inutili e inutilmente dispendiosi, il viaggio da cui sono felice reduce ne è la piena conferma.

Zacinto (o Zante) è una splendida isola, facente parte dell'arcipelago delle Ionie, che ha la piacevole caratteristica di godere di una lussureggiante vegetazione di bassi ulivi, cipressi e altre piante tipiche della macchia mediterranea. Questa caratteristica che la distingue  da altre isole della Grecia si nota già in lontananza mentre si giunge in traghetto dal vicino porto di Kyllini dopo circa un'ora e un quarto di navigazione. La città infatti è adagiata al centro di una grande valle che si estende sul versante est dell'isola da nord a sud - interrotta solo da piccole colline nei dintorni della capitale - che è anche la zona più densamente popolata dell'isola.

Giunti sull'isola ci siamo immediatamente resi conto di essere stati particolarmente fortunati (o abili?) nella scelta dell'alloggio. Pur nella sua bellezza l'isola di Zacinto infatti tende in due o tre cittadine a scadere pericolosamente nello sfrenato turismo. Tsilivi, Laganas, e in parte Alykes sono luoghi che vanno accuratamente evitati a meno che non si cerchi una vacanza stile "notti brave". Noi invece abbiamo scelto un alloggio presso la spiaggia di Psarou Beach, nella parte nord orientale dell'isola sufficientemente distante da Tsilivi e Alykes da risultare un luogo di singolare tranquillità.

Nemorosa houses è un gruppetto di case a solo 150 metri dalla spiaggia di Psarou Beach, immerse tra gli ulivi che di giorno regalano un forte frinire di cicale, e di notte un rilassante silenzio. Le case, gestite da una famiglia greca che alloggia nello stesso complesso, sono dotate di tutti i comfort necessari - compreso l'impianto di aria condizionata che peraltro non abbiamo mai usato - e vengono pulite giornalmente in modo eccellente. Se aveste intenzione di andare a Zacinto non posso non consigliarvi queste case (vedi figura a fianco).

L'isola si visita abbastanza facilmente, soprattutto se come noi vi portate la macchina, anche se ci vuole un po' di tempo a familiarizzare con le contorte indicazioni stradali che quando non sono del tutto assenti tendono a complicare la vita piuttosto che indicarvi la strada. Tuttavia, se trovate una buona carta - spendeteci Nemorosa Housesalmeno una decina di euro se non volete che poi qualcuno vi faccia notare come è successo a noi che la carta è sbagliata - raggiungere le località principali dell'isola è semplice. Vi consiglio di scegliere nei primi giorni un giro dell'isola in barca (assicuratevi di usare un operatore serio e rispettoso dell'isola) così da familiarizzare con le decine di spiaggie che poi potrete raggiungere con la macchina e visitare quelle che invece sono inaccessibili come la famosa spiaggia del Naufragio (Navajo) considerata a ragione una delle più belle del mediterraneo per la sua sabbia bianca e le scogliere a picco.

I luoghi da vedere sono innumerevoli. Oltre alla citata spiaggia del naufragio vi consiglio le Blue Caves a capo Skinari dove potrete anche scendere a piedi e fare snorkeling su 8 metri di limpida acqua. Inoltre la spiaggia con le acque sulfuree di Xigia e la vicina Makri Gialos, la bella spiaggia di Marathia nella parte sud dell'isola il faro di Keri e la spiaggia di Geracas dove se avete un minimo di amore per la natura eviterete accuratamente di affittare un ombrellone per non disturbare i nidi dei piccoli delle tartarughe caretta-caretta (peraltro in via di estinzione) che scelgono ogni anno questa spiaggia per riprodursi.

Va detto che i greci non hanno gran che di amore per le proprie risorse naturali e archeologiche. Ho visto con i miei occhi violare la tranquillità di splendide spiagge da imbarcazione affittate dai villaggi turistici, e non mi riferisco a piccoli natanti ma a grandi navi turistiche con un centinaio di passeggeri. Così le spiagge delle tartarughe sono lasciate alla sorveglianza di un manipolo di ecologisti volontari che devono difendere i nidi dall'invasione di un'orda di turisti-idioti. Mi hanno raccontato che sull'isola vi è una strada che porta alla spiaggia di Dafni la quale viene di anno in anno asfaltata dall'amministrazione e puntualmente distrutta nottetempo dagli ecologisti che tentano di arginare il turismo selvaggio e irrispettoso della natura.

Tuttavia Zante è un'isola da vedere e godere sicuramente. Si mangia bene, ci sono spiagge belle e tranquille e per chi lo desidera anche luoghi ameni e divertimenti per chi ama la vita nottuna. Io ve la consiglio.

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