di .NET e di altre amenità

Puglia 2012: prime impressioni

Dopo un anno di assenza, nel quale mi sono recato in Provenza, quest’anno ho deciso di riportare la famiglia in Puglia, questa volta sul Gargano mentre nella precedente vacanza avevo raggiunto le coste del Salento. Dopo alcuni giorni di permanenza devo dire che c'è un netto contrasto tra la bellezza del luogo. che offre degli scorci davvero suggestivi, e l'aspetto trasandato delle località turistiche, contrasto che non avevo avvertito invece nel Salento due anni fa.

La cittadina di Mattinata, presso cui siamo alloggiati, è collocata in una delle zone più belle, a poca distanza da Vieste e Manfredonia e qualcuno si potrebbe aspettare una zona baciata dal benessere del turismo oltre che dal sole. Invece sono tre serate che preferiamo rimanere a poltrire nella terrazza al fresco della collina, anzichè recarci in un paesello ornato da costruzioni fatiscenti, disordinato e vittima dell'incuria dell'amministrazione comunale che si dimostra incapace di organizzare minimamente l'arredo urbano o perlomeno la pulizia urbana al di fuori del perimetro ristretto del centro.

Nella mia vita ho visitato molti luoghi del meridione d'Italia, e vi ho sempre trovato una cortesia inarrivabile accompagnata da una grande dignità anche nella povertà. Qui invece vedo spesso persone che ormai hanno l'aspetto "sconfitto" di chi ha smesso di combattere da tempo. Aspetto che sinceramente non mi sarei aspettato in una delle più belle zone d'Italia.

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E la stampa disse: "Internet Access Is Not a Human Right"

"FROM the streets of Tunis to Tahrir Square and beyond, protests around the world last year were built on the Internet and the many devices that interact with it". Così inizia l'articolo del prestigioso NY Times, che mi è capitato di leggere poco fa. A dispetto dell'incipit, l'articolo disserta abilmente sull'opportunità di considerare o meno "diritto umano" l'accesso alla rete Internet, arrivando alla conclusione che ciò non è possibile. Certo non mi sarei aspettato nulla di diverso da un organo di stampa, che tipicamente arroga a se stesso la "libertà di stampa" come un inalienabile diritto, dimenticando che però esso è precluso a chi non ha i mezzi e l'imprimatur di "giornalista" cui tipicamente si accede mediante adesione ad una casta più o meno connessa con ordini professionali e/o editori interessati.

La piu netta contraddizione, a mio parere la si può trovare nella seguente frase: "The best way to characterize human rights is to identify the outcomes that we are trying to ensure. These include critical freedoms like freedom of speech and freedom of access to information — and those are not necessarily bound to any particular technology at any particular time.". Dacchè esiste Internet si è sempre confermato una rete che ha la capacità di premiare perfetti sconosciuti, per la sola capacità di esprimere novità e libertà. Inoltre, e i fatti del nord africa ne sono la perfetta dimostrazione, Internet ha il pregio di divulgare l'informazione in modo capillare e soprattutto di consentire a chiunque di diventare una sorgente di informazione diretta e non filtrata.

Tutto ciò, a mio parere, rende la rete un diritto inalienabile dell'essere umano in quanto essa è l'unico che consente di accedere a informazioni "pure" e soprattutto di poter diventare una sorgente dell'informazione stessa. Stampa, televisione, e radio sono di certo strumenti per veicolare una informazione modirezionale, da chi ha il poter di diffonderla a chi la riceve in modo passivo. La rete invece consente una interazione stretta che fluisce in entrambe le direzioni in modo simmetrico. A mio parere occorrerebbe parlare ormai di libertà di informarsi e di informare, come sinonimo di Internet, anzichè di libertà di stampa. E questo indipendentemente dalla interessata opinione di un arcaico "organo di stampa".

SEO: Indicizzazione di PDF, occhio agli effetti speciali

In seguito alla pubblicazione del nuovo sito della , sono per un po' tornato alle origini e sto cercando di seguire il posizionamento delle pagine su Google. Una cosa che mi ha divertito molto quest'oggi è il risultato della indicizzazione di un PDF che per un po' di tempo mi ha fatto scervellare. Ecco una immagine di come appare al momento l'indicizzazione:

Capture

In compagnia di , abbiamo cercato di scoprire l'origine del problema, che appariva piuttosto incomprensibile dato che quella frase non è per nulla presente nel PDF. Questo finchè doc, ha provato a fare copia e incolla del testo su notepad e l'arcano è da subito diventato chiaro. Per creare una sorta di effetto profondità, chi ha creato il PDF ha sovrapposto numerose volte la stessa frase. Questa sovrapposizione è mal digerita da Google che vede il tutto come una frase unica con le lettere ripetute più volte.

Da questo se ne può ricavare una morale. Quando pubblicate sul web, provare sempre a ragionare come un BOT e semplificate il più possibile, non solo in funzione del peso delle pagine ma anche in funziona di quello che il BOT leggerà sulla vostra pagina.

E se abolissimo il telefono?

phone_crashProbabilmente a prima vista il titolo di questo post può sembrare anacronistico, ma davvero più passa il tempo e più credo che l'abolizione della parte vocale della telefonia sia un grande traguardo, che probabilmente non raggiungeremo mai, ma che senza dubbio migliorerebbe nettamente la qualità della nostra vita.

Mi spiego. Suona il telefono: sto facendo altro, probabilmente qualcosa di importante, ma a causa di quello squillo insistente sono costretto a rompere la mia concentrazione per alzare la cornetta e rispondere a quello che è nei fatti un importuno intruso che, per quanto importante sia la sua necessità, mi sta disturbando. Credo nessuno possa aver nulla da obiettare se affermo che il telefono è uno strumento di disturbo "legalizzato". Chi di voi si sognerebbe di avvicinarsi a due persone che discutono e interromperle gratuitamente e improvvisamente mettendosi ad urlare? Se vi va bene il risultato sarà un bel vaffa... o sbaglio? Con il telefono invece questo si può fare, per via del fatto che siamo giustificati dall'impersonalità del gesto.

E' ovvio che l'interazione verbale tra le persone non è in discussione, ma quello di cui dovremo cercare di riappropriarci è la gestione del nostro tempo, e a mio parere l'unico sistema è quello di spostare al maggior parte delle interazioni in forma asincrona e lasciare la forma sincrona a momenti ben specifici e concordati. Il mio sogno sarebbe un telefono che non squilla, che non ha bisogno di squillare perchè nel momento in cui cui "connettiamo" siamo tutti ben coscenti che dobbiamo parlarci e ci siamo tutti.

La comunicazione asincrona non è un vantaggio solo dal punto di vista delle interruzioni indesiderate. Ad oggi non esiste un modo di "cestinare" lo SPAM telefonico. Giorno per giorno siamo disturbati da call-center pagati per chiamarci, rubarci minuti del nostro tempo, per proporci acquisti di cui nel 99% dei casi non abbiamo assolutamente bisogno. Non c'è dubbio che per quanto fastidioso possa essere lo SPAM nella nostra casella di posta elettronica, abbiamo a disposizione tutti gli strumenti per dirottarlo verso un opportuno cestino mentre lo SPAM che corre sul filo del telefono deve forzatamente essere filtrato da noi stessi.

E il telefono così come lo conosciamo, sarebbe meglio sparisse. Il telefonino deve diventare qualcosa di più simile a questo: http://www.getpeek.com/ L'unica eccezione ammessa sono le chiamate d'emergenza. Punto.

Spezzare le catene della moderna schiavitù

Si dice con giustificato orgoglio, che la schiavitù nei tempi moderni sia stata abolita, e di certo con riferimento alle orribili pratiche che nei secoli precedenti a questo hanno visto la mercificazione degli esseri umani non si può che essere d'accordo, sia con l'affermazione che con l'orgoglio. Certo è che, se la schiavitù è stata abolita, non è necessariamente vero che non sia praticata, ma credo che si possa ragionevolmente dire che in questo campo l'umanità è riuscita a venirne fuori anche se ci ha messo parecchio tempo.

Ma non è a questo genere di schiavitù che mi riferisco nel titolo di questo post. Piuttosto vorrei parlare di quella che indubbiamente è la forma di schiavismo cui tutti noi siamo sottoposti, e che giorno dopo giorno siamo costretti ad accettare e subire senza possibilità di poterci liberare. Mi riferisco alla schiavitù del Petrolio.

Se ci pensate bene è impensabile per chiunque di noi la rinuncia al nostro mezzo di locomozione che ci conduce giorno dopo giorno sul luogo di lavoro. Chi più chi meno, ma di certo tutti dobbiamo fare i conti con il pieno di benzina, gasolio o GPL e accettare di pagare, ogni giorno più del precedente, un bene senza il quale la nostra vita cambierebbe radicalmente, con molta probabilità in peggio. Non c'è dubbio che l'uso dell'automobile ha portato numerosi vantaggi alla moderna società, ma di certo fra tutti suppongo che quello di poter ampliare di parecchio il raggio nel quale esercitare la propria professione sia quello che di gran lunga ha dato nuove opportunità alle persone.

Ora quindi lo schiavo moderno si vede di fronte alla scelta di continuare ad acquistate i derivati del petrolio ad un prezzo che è deciso sicuramente in primis dall'avidità di altre persone, oppure rinunciare ad esercitare un lavoro e soffrire quindi tutte le nefaste conseguenze che il mondo moderno implicitamente riserva ad una tale decisione. E' ovvio che chiunque tra la scelta di perdere la propria casa, la possibilità di acquistare i propri alimenti e abiti, eccetera, e l'acquistare della benzina e continuare a vivere la propria vita di tutti i giorni sceglierà obbligatoriamente questa seconda via e questo a casa mia si dice "essere schiavo".

La schiavitù del petrolio permea la nostra società molto oltre quello che è l'uso "diretto" dei derivati per la locomozione, dato che con tutta probabilità l'energia che consumiamo, molti degli oggetti che usiamo e sicuramente altre mille cose è in qualche modo legato al petrolio, ma a mio modo di vedere tutti questi altre sfaccettature del problema non incidono più che un po' in quello che è il reale fulcro della dipendenza dal petrolio e cioè l'automobile.

Non sono per nulla convinto che la strada che il mondo sta cercando di intraprendere, verso l'uso di energie alternative per alimentare le vetture, possa essere una strada che ci porterà ad un successo: l'auto elettrica è uno strumento la cui autonomia è risibile e non vedo come possa aumentare a tal punto da fare concorrenza all'auto tradizionale. L'uso del GPL è un placebo dato che come è successo per il gasolio, il destino di questo combustibile è quello di raggiungere il medesimo prezzo dei suoi più longevi compagni. Le celle ad idrogeno e altre tecnologie del genere sono ancora troppo embrionali perchè si possa pensare che risolvano il nostro problema rapidamente.

Mi chiedo se, e con questo vengo al nocciolo di questo lungo post, la soluzione più immediata non venga dall'informatica. Oggi, la vera e unica soluzione per abbattere del 70 all'80% l'utilizzo della nostra vettura (e di conseguenza l'emissione di gas dannosi) non è forse l'adozione del telelavoro? Non sono ingenuo e so che anche l'elettricità che alimenta il nostro PC deriva in qualche modo dal petrolio, ma con la recente crescita delle installazioni di pannelli fotovoltaici, e anche solo per il fatto che la produzione di elettricità può sicuramente essere fatta in modo più raffinato e ottimizzato di far esplodere benzina nei cilindri del nostro motore, il risultato potrebbe essere ragionevolmente raggiungibile.

Ho fatto un po' di conti ed è venuto fuori che personalmente percorro circa 20000 km all'anno dei quali praticamente 18000 sono fatti esclusivamente per recarmi in un ufficio e fare un lavoro che potrei benissimo fare nel mio studio di casa. Lavori come il mio potrebbero godere di un abbattimento dell'uso della vettura di quasi il 100% e sono certo che esistono molte altre attività che possono godere di questo privilegio. Mia moglie ad esempio per lavoro deve consultare bolle doganali che transitano ormai completamente su linee informatiche. Cosa le impedirebbe dei fare il suo lavoro a casa? Tralasciamo inoltre il fatto che impiegare in media dai 40 ai 60 minuti al giorno del mio tempo solo per spostarmi d casa in ufficio e viceversa mi sembra sconsiderato.

Ritengo si tratti soprattutto di una questione di educazione; esistono per certo attività che debbono essere svolte davanti ad un tornio piuttosto che in un ufficio dotato di strumenti che non possono essere dislocati. Me una grande maggioranza di persone non farebbe differenza nello svolgere la propria attività da casa anzichè percorrere chilometri in macchina per recarsi in ufficio.

Che sia questa la strada per rompere le catene della nostra moderna schiavitù? E se è così, cosa possiamo fare per iniziare a percorrerla?

Si viaggiare...

Scrivo questo post dal vagone del treno che mi sta portanto rapidamente in quel di Torino. Mi ritengo una persona che ama viaggiare e pur se per lavoro trovo interessante muovermi di tanto in tanto anche se non con eccessiva frequenza. Non sono un frequente utente delle patrie ferrovie, lo sono stato molto in passato durante il servizio militare (ormai 23 anni fa) e più recentemente quando mi recavo a Milano per lavorare presso gli uffici di Unisys. Poi basta, un buco di più o meno una dozzina di anni, nei quali mi è capitato di usare le ferrovie ma sempre per piccole percorrenze. Durante questo viaggio perciò sto "apprezzando" le notevoli differenze che riaffiorano nei miei ricordi. La voce monotona e automatica, sempre uguale in ogni stazione si è sostituita a quella della gentile signora con accento locale che leggeva gli annunci. La stazioni piene di "informazioni": tabelle e tabelloni accompagnati da monitor che mi ricordano l'ambientazione dell'arcinoto Blade Runner. Molto contribuisce ad incrementare il consueto feeling di isolamento che si percepisce pur attorniato da centinaia di anime che percorrono binari, tunnel e corridoi.

Non so dire se tutto questo indichi un miglioramento. La sensazione è che le persone lo prendano a pretesto per distaccorsi ancora di più le une dalle altre. Come potete immaginare sono un fervente sostenitore delle tecnologia, uno di quelli che stigmatizza chi evita l'uso di un e-book perchè lo considera freddo e impersonale, dimenticando che l'aroma e il rumore della carta hanno come prezzo l'abbattimento di molti alberi. Però consentitemi di essere nostalgico: tutto  sommato cosa abbiamo oggi di più che non avevamo 20 anni fa in una stazione ferroviaria? Gli annunci c'erano, i tabelloni orari anche. Forse quello che manca è la persona smarrita che ti si rivolge: scusi... è questo il binario per Torino?

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Telefonare da Gmail... ma...

Capture Ieri sera anche a me come a molti di voi, l'ultimo aggiornamento di Gmail ha proposto il nuovo sistema per fare le telefonate direttamente dal suo interno, installando un piccolo plugin. Dopo qualche minuto di "smanettamento" per capirne il funzionamento mi è tornato alla mente il caso Windows Media Player e la guerra senza quartiere che l'unione europea ha condotto contro Microsoft, rea di aver tentato di battere la concorrenza in modo scorretto inserendo il suddetto player nel suo sistema operativo.

Credo che molti di voi coglieranno l'analogia con questo caso. Gli attori sono gli stessi: una azienda che detiene un punto di forza nella comunicazione, un sistema oramai capillarmente diffuso quale è Gmail e uno strumento, peraltro ben fatto, subdolamente sottratto alla concorrenza inserendolo out-of-the-box all'interno del noto sistema di posta.

Lo so, detta così la cosa è pazzesca - esattamente come lo era nel caso WMP/Microsoft - ma se il mio mestiere fosse fare l'avvocato di Skype mi affretterei a consigliare al mio cliente di ricorrere rapidamente al tribunale europeo, con buona certezza che una pioggia di quattrini ben presto gli verrà riconosciuta.

IMHO.

Xbox Customer Support... roba da "geek"

La mia Xbox 360 ha recentemente subito un guasto e molto diligentemente ho attivato un ticket per il supporto sul sito xbox.com. La procedura di riparazione prevede che l'utente riceva una email contenente una "etichetta" che suppongo debba essere attaccata al pacchetto della xbox inviata in riparazione.

Fin qui tutto ok, la procedura pare funzionare benone e infatti nel giro di pochi minuti mi è arrivata una prima conferma che mi informa che l'etichetta mi perverrà entro le 24 ore. Se non fosse per una frase che si cela all'interno delle istruzioni per stampare l'etichetta (che probabilmente non è allegata alla mail ma solo linkata). Nel messaggio si legge testualmente:

Assistenza per la stampa dell'etichetta: Se il collegamento dell'etichetta termina con "%3D", sostituire tali caratteri con "=". A questo punto, dovrebbe essere possibile stampare l'etichetta.

Io non ci credo che non sia possibile risolvere questo problema... La prossima volta che un mio cliente si lamenta che un pulsante della mia applicazione è un po' fuori posto e risulta difficile da usare penso mi ricorderò di questo messaggio. Detto tra noi mi aspetto che al ritorno della Xbox riparata vi sia allegata una bella maglietta "GEEK", dato che un profano che supera la procedura di stampa "%3D" sicuramente merita di fregiarsi di tale titolo...

Posta certificata?

Giusto ieri sera guardavo un TG e ho visto il servizio in cui l'ottimo Brunetta (che per inciso gode della mia stima per certe cose) si fregiava del fatto che la Posta Elettronica Certificata è entrata ufficialmente in vigore. Per coincidenza stamattina ho ricevuto dal mio commercialista l'ennesimo messaggio di PEC che come consueto è completamente illeggibile... Credo ve ne siate resi conto tutti, che sta cosa della PEC, anche se condivisibile in termini pratici, è implementata in modo assurdo e completamente inusabile, soprattutto alle persone normali che non hanno la pazienza di decodificare il messaggio, i vari allegati e cercano di leggere il contenuto di un messaggio che il più delle volte è intercalato di strani simboli che lo rendono pressochè incomprensibile. Ovviamente ho dovuto richiedere al mio commercialista il reinvio del messaggio sotto forma di normale email, spiegando il motivo. Credo si configuri un "pattern" con il quale nei prossimi tempi dovremo aver tutti a che fare:

1) si riceve una PEC
2) si tenta di decifrarla
3) se ne richiede il reinvio
4) finalmente arriva il messaggio leggibile come posta normale.

Mi chiedo quanto questo renda inutile la PEC stessa... Sinceramente trovo questo servizio l'ennesima italianata di cui probabilmente beneficerà solamente Infocamere che per quanto ne so è l'istituzione (no, non chiamatela azienda, non lo è) che ha in carico la PEC.

Per quanto mi riguarda farò quanto in mio potere per dissuadere le persone dall'usarla (per quanto potrà servire), e spero che anche questa cosa si risolva nell'ennesimo fallimento della telematica italiana. In attesa magari che qualche servizio più efficace ne prenda il posto... lo so, è una vana speranza ma che ci volete fare, sono un sognatore.

Spettacoloso Netgear

g_04682230 Dopo una breve e infelice pausa, nella quale ho adottato un router , acquistato durante il summit a Seattle, ieri sera appena tornato dalla SQL Conference mi sono subito buttato nell'installare e configurare il nuovissimo che è arrivato mentre ero assente.

Da soddisfatto utente di un Netgear DG834G, avrei dovuto immaginare che lasciare la vecchia strada per quella nuova non era certo una buona idea, ma devo dire che dopo l'esperienza del Belkin questo luogo comune è ampiamente dimostrato.

Dopo poche ore di utilizzo il nuovo DGN 3500 si è rivelato all'altezza del suo predecessore. Connesso in pochi minuti, configurazione intuitiva e perfettamente funzionante e una stabilità della connessione eccezionale. Per intenderci il Belkin non riusciva a garantirmi più di un paio d'ore consecutive di connessione e quando si disconnetteva sembrava non rendersene conto e non riusciva a recuperare. Il nuovo router è connesso da quasi 20 ore consecutive senza dare segno di cedimento.

Sinceramente, se vi serve un router nuovo questo modello Netgear è più che consigliabile.

WebHost4Life updates...

Che io sia venuto via da WenHost4Life credo sia di pubblico dominio. Rimane l'amaro in bocca per l'aver perso quello che era un efficace provider... ma le mail che mi stanno giungendo in questi giorni rispetto l'hosting che è tuttora attivo fino a naturale scadenza dimostrano (se necessario) la bontà delle mia decisione:

"We wanted to let you know that we have not yet received your payment of 0.00 for your "codeblock" account."

Ok. Resta tutto da capire cosa abbia causato questo immane disastro, ma che si siano fumati il cervello ormai è assodato.

Ma sono solo io oppure...

Non lo so, forse si tratta della mia immaginazione, ma ho come l'impressione che ultimamente tutti cerchino di vendermi qualcosa in più di quello che effettivamente mi serve. Mi spiego: vado alla posta a pagare una bolletta della luce - lo so è arcaico recarsi alla posta per certe cose ma lasciatemi un certo margine di irragionevolezza - e mentre sto aspettando che mi sia restituito il bollettino pagato l'impiegata mi propone di acquistare un (inutile) album della Fiat 500; mi fermo all'autogrill per il rituale cappuccio-e-brioche, e mentre sono alla cassa l'impiegato addetto alla riscossione mi sussurra: che faccio, aggiungo un gratta e vinci?... a me, che fatico a giocare al superenalotto quando ci sono centinaia di milioni in palio... puah.

E' una sensazione, sgradevole, che spero rimanga solo tale. Posso capire che tutti si stia cercando di uscire da questa strana situazione che molti chiamano crisi, ma tediare il prossimo con inutili subdole proposte non può essere la soluzione per trarne qualcosa di positivo. Dobbiamo per forza buttare i nostri risparmi in qualche inutilità? Non è che questo invece farà peggiorare le cose?

Lo so, forse sono io troppo sensibile sull'argomento, ma sono da sempre fortemente convinto che se ho bisogno di qualcosa allora me la vado a cercare senza che uno sconosciuto debba tentare di solleticare la mia psiche per crearmi un bisogno che ora non ho. Perciò se per caso mi incontrate mentre impreco verso un incauto impiegato delle poste, vi prego capite come mi sento... :)