In seguito alla scomparsa di Christopher Reeve, propongo la dichiarazione di Luca Coscioni:

Dichiarazione di Luca Coscioni

Christopher  Reeve, l’attore che al cinema ha dato vita a Superman, rimasto  paralizzato dopo una brutta caduta da cavallo, è morto ieri a 52 anni. Voglio ricordare di lui “i poteri speciali” della forza della non disperazione e rassegnazione indossati per la battaglia per la libertà di ricerca scientifica e queste sue parole: “concentrandosi solo sulle cellule staminali provenienti da adulti gli scienziati potrebbero spendere magari cinque anni cercando di farle comportare come cellulare staminali embrionali e fallire. E avremmo perso del tempo prezioso e molte persone saranno morte nel frattempo”.

Così si esprimeva ed era fortissimo il suo desiderio di non accettare le limitazioni della malattia nel vivere la vita. Questo desiderio lo manifestava anche pubblicamente denunciando la predisposizione del Presidente Bush di bloccare, per principi religiosi, gli studi sulle cellule staminali embrionali.

Dunque un lungo, intenso e drammatico  percorso di vita in cui la sua mente lucida ed il suo corpo tetraplegico, immobile hanno dato forza e voce ad una fondazione, per raccogliere fondi in favore della ricerca sulle lesioni al midollo spinale. Penso a quanti Christopher Reeve, in Italia,  misconosciuti ed anonimi vivono il dolore e la sofferenza, la speranza negata dal proibizionismo scientifico, subiscono una legge dello Stato che vieta la ricerca sulle cellule staminali embrionali e una classe politica dirigente asservita e genuflessa alle gerarchie vaticane.


La storia di Ayad, forse vi è giunta all'orecchio. Se non fosse così, ecco un post che vi può ragguagliare.

Ayad era un cittadino di Castelfranco Veneto, che incidentalmente è anche la città presso la quale lavoro e presso la quale ho abitato fino a pochi mesi fa. Ebbene, è notizia di oggi che, il sindaco di Castelfranco Veneto ha deciso di NON proclamare il lutto cittadino, con una scusa che suona stonata. Ayad non aveva la cittadinanza Italiana. Per questo stupido motivo Ayad non è degno di essere ricordato, e lo sappiamo nel giorno in cui altre compagne di sventura (Le famose Simona & Simona) sono invece ricevute dal papa.

Personalmente giudico la scusa del sindaco una benemerita discriminazione. Ayad forse non era un cittadino italiano, ma di certo lo è suo figlio, e l'italia è il paese che lui aveva eletto a sua dimora.


Se ne avete il tempo, la voglia o anche solo l'interesse, vi consiglio di ascoltare l'intervento tenuto ieri da Emma Bonino alla convenzione radicale, di cui si parla ampiamente della situazione politica del medio oriente.

Intervento di Emma Bonino (1h 08m 42s)

Emma bonino è da tempo impegnata nella politica estera e dal 2001 si è trasferita in egitto per comprendere al meglio quelle culture e per seguirne gli svolgimenti. Se volete saltare tutta la fase iniziale dell'intervento, dedicata al tema dei referendum, iniziate l'ascolto al minuto 16:00.

So che può sembrare un ascolto politicamente molto orientato, ma ogni tanto ascoltare come la pensa qualcun'altro può essere davvero utile.

Per inciso, il "Quagliariello" di cui si parla nell'intervento è Gaetano Quagliariello.


Da quando ho scritto il post "Una firma per la libertà", sento sempre più spesso gente che mi ferma e mi dice: "Speriamo bene per le firme" oppure "Ah, i Radicali hanno ragione!", o anche "Io li ho firmati, dai che ce la facciamo". Il tenore delle richieste, è immancabilmente questo e mi sento autorizzato a chiedermi: Ma siamo tutti Radicali?

In realtà questa mia domanda, che trova una giustificazione anche nelle migliaia di cittadini che hanno letteralmente preso d'assalto i tavoli dei compagni Radicali, mi frulla in testa da molto più tempo. Se vado ad analizzare la partecipazione della gente alle idee Radicali, mi rendo conto che con tutta probabilità l'Italia è Radicale e non se ne rende conto.

Divorzio e Aborto, ma anche Nucleare, Legge elettorale maggioritaria, e decine di altri argomenti hanno trovato nella Gente un supporto infinitamente superiore a quello che ci si poteva ragionevolmente aspettare dal 2% medio di preferenze che questa forza politica ha sempre trovato. Il fatto è che normalmente quando si parla dei Radicali si sente esprimerae un luogo comune: "Non ci sono più i Radicali di una volta". E' questo il messaggio che passa, autorizzando a credere che siano i Radicali ad essere cambiati piuttosto che gli ad essere dei banali trecartari. In effetti pare difficile credere, in un panorama politico desolante come quello italiano, che esita qualcuno che riesce a mantenere fissa la barra del timone e non si abbandoni a facili trasformismi in nome della poltrona che occupa e che non vuole lasciare.

Ma un'analisi attenta delle posizioni Radicali, che sono note a tutti, legalizzazione delle droghe, libertà di ricerca, stati uniti d'Europa, eutanasia, laicità dello stato, rivela che questo pragmatico modo di affrontare i problemi è tale e immutabile da sempre, fin dalla nascita del partito.

Perciò la domanda legittima è: Perchè gli altri sono cambiati?


Da un po' di mesi, i compagni radicali, sono impegnati nella raccolta delle firme su un referendum per l'abolizione della legge sulla fecondazione assistita. Mi sento un po' colpevole del fatto che non ne ho mai parlato nel blog, e non ho alcuna scusa in merito. Perciò oggi ho deciso di riparare, invitandovi tutti a recarvi presso le migliaia di tavoli oppure presso la segreteria del vostro comune di residenza per apporre la vostra firma su questo quesito e su quelli nuovi che sono stati attivati.

La legge sulla fecondazione assistita è uno degli atti peggiori dell'attuale governo. Creata sotto dettatura del Vaticano, senza che nel paese sia stato sollecitato alcun dabattito stabilisce delle norme che portano a violentare la libertà delle coppie che desiderano avere figli e con essi la ricerca scientifica.

Innanzitutto, questa legge vieta l'uso degli embrioni (a tutti gli effetti parificati ad una persona) per la ricerca e la clonazione a scopo terapeutico, mettendo così il fanalino di coda al nostro paese in questo campo. I risultati incoraggianti che si sono ottenuti nella ricerca sulle cellule staminali sono completamente negati a tutte quelle persone che soffrono, come Luca Coscioni promotore del referendum, di malattie terribili quali la Sclerosi Multipla e il Parkinson, condannandoli ad una fine certa e senza speranza.

In secondo luogo, la legge stabilisce dei limiti alle pratiche di fecondazione assistita che sono i più restrittivi in tutto il mondo. Questo costringe le donne che tentano di avere figli a sottoporsi ripetutamente a dannose cure di ormoni allo scopo di limitare il numero di embrioni conservati. Questa pratica è in netto contrasto con il giuramento di Ippocrate che ogni medico ha sottoscritto.

Infine, la legge stabilisce che, un embrione che sia stato riconosciuto geneticamente malato debba comunque essere impiantato nell'utero della madre pur sapendo che questo la costringerà a far nascere un bambino malformato oppure a ricorrere alla pratica dell'aborto. In merito a questo vi riporto quello che ha detto l'ex ministro Umberto Veronesi:

«Come libero cittadino di un libero Paese, mi auguro che il Parlamento, superando steccati ideologici, riveda una legge che nella sua applicazione può arrivare a costringere una donna a farsi impiantare contro la propria volontà tutti gli ovuli fecondati, anche se portatori di una malattia genetica. Non resta che essere d’accordo con il referendum abrogativo di una legge ingiusta e giuridicamente non in linea con lo statuto di un Paese democratico».

Trovo che ognuno di noi, a qualunque parte politica si senta legato, debba riconoscere che leggi di questo stampo sono assolutamente dannose anche solo per l'immagine un paese come l'Italia che più volte ha dimostrato di essere più liberale di quello che le istituzioni abbiano mai voluto ammettere.

Vi prego, di dare un segnale forte, nella direzione liberale e di recarvi al più presto a firmare i quesiti che vogliono abrogare tutta o parte della legge. Ricordo anche che chi ha già firmato il referendum prima di Giugno dovrà nuovamente recarsi a firmare perchè nuovi quesiti "parziali" sono stati attivati e perchè le firme già raccolte sono state invalidate. Mancano solo 20 giorni alla scadenza, e servono ancora 400000 firme. Una battaglia titanica che si può vincere, per ridare luce al diritto e alla libertà nel nostro paese.

Voglio chiudere invitandovi a leggere l'appello di Luca Coscioni, il promotore del referendum, da anni inchiodato su una sedia a rotelle a causa di una grave forma di sclerosi laterale amiotrofica. Ecco cosa Luca dice:

Se questo è un uomo di Luca Coscioni*

Se questo è un uomo che è inchiodato su di una sedia a rotelle.
Se questo è un uomo che è crocifisso su di un letto.
Se questo è un uomo che si alimenta grazie ad un foro praticato alla altezza dello stomaco.
Se questo è un uomo che spera nella ricerca sulle cellule staminali embrionali, e che dispera perché questa ricerca in Italia è vietata.
Se questo è un uomo, allora puoi fare qualcosa per lui, anche per te e per chi ami:
firmare il referendum abrogativo della legge sulla procreazione medicalmente assistita e divenire
tu stesso protagonista della raccolta delle firme.
Questo è il modo migliore per riaffermare la libertà della ricerca scientifica, pesantemente
violata nel nostro paese, a tutto danno dei dieci milioni di italiani colpiti da varie malattie
che secondo il rapporto dulbecco, potrebbero essere, mediante la clonazione terapeutica e
gli studi sugli embrioni soprannumerari, forse curati.
Ho bisogno di te, della tua firma, di alcune ore del tuo tempo

http://www.lucacoscioni.it/cms/referendum.html


New York, 23 luglio 2004 - Nella serata di venerdì 23 luglio, a conclusione di un processo durato oltre due anni, il Consiglio economico e sociale delle Nazioni unite (ECOSOC) ha votato sulla raccomandazione vietnamita di sospendere lo stato consultivo del Partito Radicale Transnazionale per tre anni. La raccomandazione è stata respinta con 22 voti contrari, 20 a favore, 11 astensioni e un assente.

Il voto è stato preceduto da un dibattito aperto dall'intervento dell'Ambasciatore olandese, il quale, a nome dell'Unione europea, aveva affrontato una per una le accuse vietnamite respingendole tanto a livello precedurale quanto sostanziale. Immediatamente dopo l'UE, ha preso la parola l'Ambasciatore della Sierra Leone in sostegno al PRT. Il Vietnam rincarando la dose delle accuse contro i radicali, accuse che sono state ulterioremente respinte con forza dall'Italia, che, con l'Ambasciatore Spatafora ha sottolineato come un voto contro i radicali, oltre che essere ingiusto perché infondato, sarebbe stato anche contrario alle speranze e ai principi dell'Organizzazione delle Nazioni unite. Cuba, Cina, Russia, Benin, Indonesia e Stati uniti hanno inoltre preso la parola. Ruolo del Governo italiano che è stato, così come sottolineato dal Presidente e dal Tesoriere del PRT, attivo e positivo.

Martedì 20 , il Presidente e il Tesoriere del PRT, e l'eurodeputato radicale uscente Marco Cappato, avevano tenuto una conferenza stampa con una ventina dei parlamentari che avevno firmato l'appello in sostegno del PRT. In apertura di conferenza, anche il Ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri aveva preso la parola. Sempre il 20, anche il Ministro degil Esteri Franco Frattini aveva rilasciato dichiarazioni di sostegno ai radicali e di chiarimento in merito alla mobilitazione dell'Italia in seno alle Nazioni unite .

Il voto all'ECOSOC chiude una vicenda iniziata nel maggio 2002, quando il Vietnam aveva depositato una prima accusa contro il PRT; da allora al voto, si sono susseguite ulteriori accuse dei vietnamiti che hanno richiesto la preparazione di quattro memorie difensive da parte dei radicali. Il 21 maggio 2004, il Comitato sulle organizzazioni non-governative aveva votato su una raccomandazione di sospensione per tre anni del PRT. La richiesta del Vietnam, formalmente portata avanti dalla Cina, aveva ottenuto il sostegno di Cina, Costa d'Avorio, Cuba, Russia, India, Iran, Pakistan, Sudan e Zimbawe. Otto i paesi contrari: Camerun, Cile, Francia, Germania, Perù, Romania, Stati uniti e Turhia. Colombia e Senegal si erano astenuti.

Gli ultimi giorni prima del voto erano stati caratterizzati da ulteriori accuse vietnamite; infatti Il e il 15 luglio 2004, l’Ambasciatore del Vietnam alle Nazioni Unite aveva spedito due lettere con diversi allegati a tutti i membri dell'ECOSOC al fine di presentatre nuove “prove” della “natura violenta” di Kok Ksor e della sua Montagnard Foundataion, annunciando che, qualsiasi sarebbe stata la decisione finale del Consiglio, il Vietnam avrebbe continuato la campagna per escludere Ksor dall'Onu. Il 21 luglio, il Rappresentante Permanente del Regno dei Paesi bassi aveva spedito, a nome dell'Unione europea, una lettera a tutti i membri dell’Ecosoc rispondendo una ad una alle “nuove” accuse dei vietnamiti richiedendo formalmente la distribuzione della risposta finale presentata dal PRT al Comitato.

Le ultime mosse del Vietnam prima del voto, erano arrivate dopo che il Comitato, su richiesta della Cina, non aveva acconsentito a un ulteriore dibattito sul caso, come invece richiesto dalla Germania. Nella sua prima lettera vietnamita, l’Ambasciatore Le Luong Minh aveva affermato, tra le altre cose, che la riapertura della decisione del Comitato sarebbe stata da ritenersi un atto “illegittimo”. Nel 2000, quando una questione similie era stata portata all’attenzione dell’Ecosoc, il Consiglio aveva deciso di riesaminare una delibera ai danni del Prt adottata tramite voto dal Comitato sulle ong in uno scenario molto simile a quello del 2004, caratterizzato da un più ampio numero di Stati a favore della raccomandazione.

Il 14 luglio 2004, il Presidente Sergio Stanzani ed il Tesoriere Danilo Quinto del PRT avevano lanciato un appello per cercare il sostegno individuale e di organizzazioni in vista del voto. Circa 4000 persone avevano sottoscritto in pochi giorni la petizione on-line mentre l'Australia Vietnam Human Rights Committee, Society for threatened peoples international, Human Rights Watch, Freedom House, Democracy Coalition Project, Council for a Community of Democracies, UN Watch, Amnesty International e il World Federalist Movement avevano spedito lettere ai membri dell’Ecosoc richiamandoli a votare contro la raccomandazione di sospendere il PRT per tre anni.


Finalmente stasera ho tempo di scrivere due righe nel blog e per far contento il mio amico Francesco, che da quando scrivo di dotNet si lamenta che il mio blog è diventato incomprensibile, voglio dedicare questo momento ad una breve riflessione sulle strane prospettive della gente di Treviso. Che da queste parti i "bigotti" nascano come i funghi nel sottobosco ormai è risaputo, ma stavolta abbiamo raggiunto e superato il limite.

Forse lo avrete sentito tutti, qui a Treviso abbiamo il dispiacere (il piacere per i più) di avere un sindaco che non vale una cicca e un ex-sindaco (ora vicesindaco) che la fa da padrone. Tale Gentilini, e sicuramente famigerato per essersi espresso in una serie di normative che definirei perlomeno discutibili, in materia di extracomunitari, barboni e "diversi" di ogni genere.

Stavolta tocca ai cani... che inopinatamente per i più, da domenica scorsa non sono più ammessi in centro storico, perchè inzozzano i quadroni di Piazza dei Signori con i loro sgradevoli escrementi. Non certo una delle norme più azzecate e chirurgiche che "el sior sindaco" abbia ma promulgato, ma perlomeno stavolta non si può dire che in questo ci sia una volontà discriminatoria... dato che i possessori di cani finora si sono ben guardati da pulire dove i loro fedeli compagni sporcavano, qualcuno ha pensato che era ora di risolvere il problema alla radice.

So già cosa volete dire; bastava una multa, un controllo preventivo, un, un, un... e potrei essere daccordo con voi, ma il punto non è questo.

Il punto è che, Sabato scorso, per la prima volta gli inossidabili elettori del beneamato vicesindaco si sono presentati in piazza per una manifestazione di protesta con tanto di striscioni e slogan e hanno dato vita ad un corteo accompagnato da tutti i generi di animali. 

Capite? Quando il sindaco si produceva in sfratti per gli extracomunitari oppure nella rimozione delle panchine per togliere il letto ai barboni, non ce n'è stato uno che si sia mosso (nemmeno coloro che alle spalle dicevano: "e no, ma così non si fà")

Oggi che gli hanno toccato "fido" che si fà? tutti in piazza, e mandiamolo via quel sindaco discriminatore!

Tutta questione di prospettive.

blog[at]boschin.it


Su PC World è uscito un articolo su una norma introdotta dalla legge Urbani che il parlamento ha recentemente approvato; Potete scaricarlo qui.

In soldoni, la norma che sarà in vigore entro breve, impone a chiunque abbia un sito di depositarne i contenuti presso le biblioteche nazionali centrali di Roma e Firenze. Già mi vedo, a dover inviare il mio blog quotidiano ai burocrati romani. Perchè, leggendo tra le righe, si parla anche di newsletter o mailing-list.

E allora perchè non un blog?

E quale sarà il prossimo passo?

Una bella commissione di censura che mi dica se quello che ho scritto è "pubblicabile" oppure no.

Personalmente non ho intenzione di inviare un bel nulla.

blog[at]boschin.it