Quest'oggi abbiamo tristemente assistito a degli eventi, quelli di Londra, che richiedono una analisi attenta per definire la nostra linea d'azione nel futuro. Non c'è dubbio che gli attentati che sono stati compiuti stamane indichino che il terrorismo di matrice islamica è ancora vivo e vegeto e oltretutto ben finanziato e organizzato nonostante la dura lotta ingaggiata. Il rischio è che la rabbia e l'odio suscitati dall'attacco alla nostra società e in ultima analisi al nostro modus vivendi ci possano portare a trarre conseguenze estreme da un lato oppure dall'altro. La reazione ovvia di una risposta al suono delle bombe, come quella che ha scelto George W. Bush in seguito all'attacco alle torri gemelle o all'opposto una ipocrita non-reazione di stampo pacifista che semplicemente evita di trovare una soluzione sono entrambe strade che non possiamo permetterci. Fino ad oggi, la prima strada, pur avendo ottenuto dei risultati apprezzabili come la liberazione di due paesi oppressi da anni, e la cattura di svariati tiranni e relativi leccapiedi che sono stati assicurati alla giustizia, ha risentito dell'assenza della necessaria azione politica di supporto. Quella che è mancata è stata un'azione convergente di attacco politico ai tiranni del mondo per responsabilità, bisogna dirlo, innanzitutto di quei paesi che se ne sono lavati le mani per interesse e per demagogia ma anche per incapacità evidente di chi ha commesso dei grossolani errori che rischiano di compromettere definitivamente la situazione di quegli stessi paesi. Oggi quindi, dopo quello che verrà ricordato come "il 7 luglio", occorre ripensare la strategia da seguire avendo ben chiaro comunque che una risposta fatta di manifestazioni pacifiste non ha alcuna speranza di trionfare. Quello verso cui bisogna muoversi è una riaffermazione forte di quelli che sono i pilastri fondanti della democrazia. La libertà innanzitutto. Libertà di culto, libertà di pensiero e di mercato, ma libertà incondizionata di espressione della propria individualità che garantisce la convivenza tollerante di diverse culture cui deve essere riconosciuta la stessa dignità. Chi oggi pone di fronte all'integralismo islamico il fantasma dell'integralismo cattolico rischia di abbassare noi stessi e la nostra civiltà al livello dell'odio che muove le organizzazioni terroristiche. Bisogna invece avere il coraggio di accogliere queste popolazioni - ad esempio ammettendo immediatamente la Turchia all'unione Europea - ed educarle al culto della democrazia, ma avendo ben presenti noi stessi quali sono i criteri che distinguono una democrazia vera da un regime assolutista. La laicità deve diventare la nostra bandiera, perchè è solo tramite essa che saremmo in grado di difendere allo stesso tempo le tradizioni culturali dei nostri paesi e quelle di coloro che non la pensano come noi e che non credono nel nostro stesso Dio. La legalità, perchè se non riusciamo noi a rispettare le nostre stesse leggi, non si capisce come si possa pretendere che siano altri a farlo. Ed infine la giustizia, pronta, decisa ed efficace che consenta di punire severamente chi non rispetta le istituzioni civili di un paese democratico. Laicità, legalità e giustizia, sono i magli con i quali dovremmo abbattere l'assolutismo e l'integralismo religioso. Da esse deve soffiare un vento di democrazia nella direzione dei paesi oppressi. Occorre operare una globalizzazione della democrazia. Pensare che condonare i debiti dei paesi del terzo mondo possa essere efficace, equivale a cercare una scorciatoia inutile e dannosa perchè invece servirà a finanziare ulteriormente le reti del terrore. Bisogna usare questi soldi per ottenere dai tiranni la loro uscita di scena e guidare tali paesi verso un modello democratico in modo che si facciano essi stessi, a lungo andare, portatori di laicità, legalità e giustizia e quindi di democrazia. Ne sono cosciente, non è un obbiettivo facile, perchè richiede prima di tutto una nostra autocoscienza che non è ne semplice ne scontata. E' la strada di un sognatore che pensa che per costruire l'edificio di una nuova società non si possa fare altro che partire dalle fondamenta e un mattone alla volta, faticosamente coordinare i nostri sforzi per battere chi invece vorrebbe ridurre tutto a macerie. I mezzi per tale obiettivo sono a nostra disposizione. Occorre solo raccoglierli e usarli. Diversamente rischieremmo di soccombere.

powered by IMHO 1.2


Tutta la mia solidarietà va al popolo dela Gran Bretagna che stamane ha subito un attacco vigliacco da parte di fondamentalisti islamici. Ancora una volta ripeto che l'unica soluzione a questo genere di eventi è l'affermazione forte e chiara della laicità dello stato, della legalità e della giustizia. I responsabili di questi eventi dovranno risponderne di fronte alla giustizia di una grande democrazia.

Forza UK. Forza Blair.

 

 


Per dirla con Alessandro Frezzato:

A noi radicali e referendari ci verrebbe da dire “Ora che la ricerca sta dimostrando le maggiori e uniche potenzialità delle staminali embrionali, che non sono comparabili a quelle adulte, come d’altronde sostengono -dal 1998- Renato Dulbecco, Umberto Veronesi e Rita Levi Montalcini, cosa diranno i fondamentalisti vaticani come Giovanardi, Buttiglione, Rutelli e Rosso?

Source: Nuova Agenzia Radicale - Agenzia Stampa

powered by IMHO 1.2


Leggo su Notizie Radicali che è imminente il voto sulla brevettabilità del software e ripubblico il link ad un articolo molto chiaro che spiega molto bene qual'è il pericolo insito nel tentativo di estendere il brevetto anche al prodotto del lavoro di noi informatici.

Il problema sta tutto nel fatto che la richiesta di un brevetto è un atto che oggi è esclusivamente alla portata delle grandi aziende software che potrebbero così registrare brevetti su prodotti open-source per poi rivendicarne la paternità e costringere i realizzatori ad abbandonarne lo sviluppo senza la necessaria remunerazione. Tanto per fare un esempio, se questa legge fosse stata promulgata nei precedenti anni è probabile che Torvalds, il creatore di Linux non avrebbe potuto ottenere il giusto riconoscimento dalle aziende che oggi finanziano il suo lavoro, e a conti fatti probabilmente non avrebbe nemmeno iniziato a realizzare un sistema operativo che sta ottenendo dei notevoli successi, non perchè egli abbia fatto tutto questo lavoro nella speranza di un legittimo guadagno, ma perchè avrebbe rischiato di impegolarsi in costose cause legali perse in partenza. Inutile parlare di Firefox. Se la Microsoft mettesse un brevetto sull'idea del "browser", è evidente che la Mozilla Foundation potrebbe tranquillamente cestinare il codice di un prodotto che diverrebbe immediatamente illegale.

Chi mi legge sa che non sono certamente uno degli sponsor più agguerriti di Linux e di Firefox, ma nel valutare un'azione di governo occorre staccarsi dalle proprie simpatie e vedere l'argomento da un altro punto di vista. Non c'è ombra di dubbio che è grazie ad iniziative open-source e private che oggi abbiamo una così grande varietà di prodotti informatici. Cose come Linux, Firefox e in parte Java sono state il motivo scatenante per la nascita e soprattutto per il miglioramento dei sistemi sui quali noi attualmente lavoriamo. Pensate a cosa sarebbe Windows 2003 se non ci fosse Linux e se mai il Framework .NET sarebbe nato se non ci fosse stato tutto il fervore open-source che si è creato attorno a Java. Lo stesso Internet Explorer a breve avrà una versione 7.0 solo ed esclusivamente grazie al successo di un buon prodotto quale è Firefox 1.0.

L'invito di Cappato, nel suo articolo è di impegnarsi a fare qualcosa. Da parte mia il mio primo atto in questo senso è questo post che sarà pubblicato anche nella community UgiDotNet. Chiedo a tutti coloro che mi leggono di fare almeno lo stesso. Fate girare la voce perchè è solo conoscendo il problema che potremmo combatterlo.

Link: Notizie Radicali - il giornale telematico di Radicali Italiani

powered by IMHO 1.2


Stamane, il Presidente del senato Pera si è permesso, durante una visita ufficiale in Spagna, di criticare le nuove leggi di matrice liberale e laica che stanno portando quel paese verso una grande vittoria dei diritti civili. Pera ha avuto parole dure naturalmente nei confronti delle unioni gay e del nuovo divorzio abbreviato che il parlamento spagnolo sta valutando.

Credo che da oggi, incontrare uno spagnolo sarà per me un'esperienza nella quale mi sentirei schiacciato dalla vergogna. Pera si presenta ad un paese che sta facendo delle scelte che io ritengo meritevoli, e le critica anche a mio nome. Come si permette costui?!

Occorre che qualcuno faccia qualcosa per fermare lo scempio che questi loschi e prezzolati figuri stanno facendo non solo del paese, ma addirittura dei suoi cittadini. Occorre mettere in chiaro che costoro non ci rappresentano e che vogliamo che se ne vadano.

Ditelo a chiare lettere, vi prego!

powered by IMHO 1.2


Mi corre l'obbligo di sottolineare un passaggio della relazione finale di Casini al congresso dell'UDC. Cito a memoria, ma il senso è sicuramente chiaro:

certi laicismi e certi radicalismi debbono essere espulsi dalla società.

E' evidente che tale posizione, tra l'altro espressa da una delle massime cariche dello stato, che dovrebbe invece tutelare tutte le posizioni politiche, è di una gravità inaudita. Noi "espellendi", oramai ci prepariamo ad una nuova ondata di stampo fascista, che nelle parole di Casini si evince senza nemmeno troppi doppi sensi.

Lo so che è davvero inutile chiederlo, tuttavia voglio provarci lo stesso. Un presidente della camera, o del senato, che fa quello che stanno facendo Casini e Pera non ha diritto di mantenere la propria carica, perciò ritengo dovrebbe dare le dimissioni per lasciare ad altri il compito di tutelare le istituzioni.

powered by IMHO 1.2


Si è conclusa con immenso gaudio di tutte le tv la manifestazione canora che ha monopolizzato la giornata di ieri, il Live 8. Ascoltando i tiggi, pare che essa possa essere considerata alla stregua di una pietra miliare per il riscatto delle popolazioni oppresse ed affamate del mondo, grazie alla proposta di azzerare il debito dei paesi del terzo mondo. La manifestazione ha assunto così un carattere di "santità", sottolineata anche da un messaggio dell'onnipresente Ratzinger, di soluzione definitiva agli innumerevoli mali del mondo che vanno sotto il nome di guerra, fame e povertà.

Occorre dedicare all'argomento un ragionamento decisamente anticonformista, perchè si rischia anche questa volta di cadere obnubilati dalla nebbie del bieco conformismo, propagandato dall'informazione manipolata a fini meramente commerciali. Proviamo perciò a guardare l'evento da un punto di vista diverso, mettendo sul tavolo le proposte di cui esso si è fatto portatore per ricavarne una nostra personale visione non drogata dai fumi della demagogia.

Azzerare il debito dei paesi poveri, a prima vista potrebbe sembrare un'operazione degna di tutto il rispetto possibile, se compiuta da dei paesi ricchi nei confronti degli abitanti di quesi paesi, tipicamente africani, in cui a fame la fa da padrrona. Tuttavia bisogna aver presente chi sono gli interlocutori cui stiamo facendo questo regalo. Il 100% dei paesi del terzo mondo, che dovrebbero essere oggetto dell'opera caritatevole sono in mano a tiranni e dittatori senza scrupoli che di certo beneficeranno dell'azzeramento nella misura in cui riusciranno ad incrementare le proprie ricchezze a discapito della popolazione ad essi sottoposta. Un azzeramento di questo tipo perciò non poterà alcun beneficio alle popolazioni, ma addirittura potrebbe risultare dannoso dato che gli oppressori ne saranno certamente rafforzati e saranno ulteriormente incoraggiati ad opprimere i propri sudditi dato che ne sono stati premiati.

E evidente perciò che l'operazione che è stata fatta con il Live8 e che oggi si sta trasformando in manifestazioni molto frequentate, ad esempio per le strade di Edimburgo, ha un carattere puramente commerciale. E' stata messa in piedi una manifestazione colossale che è costata certamente miliardi per il solo scopo di trasformare i cantanti in demagogici specchietti per le allodole che di certo ne trarranno il beneficio di migliaia di dischi venduti in più.

Azzerare il debito non serve a nulla se questa azione non è accompagnata da delle precise richieste nei confronti dei beneficiari, richieste che si debbono tradurre in uno scambio di moneta sonante con democrazia per le popolazioni. Solo i questo modo sarà possibile ottenere un risultato apprezzabile da questa azione caritatevole. Come ad un bambino si promettono le caramelle per ottenere che si comporti bene occorre sventolare le caramelle sotto il naso dei dittatori perchè si facciano da parte per lasciare spazio all'unico valore della società moderna che vale la pena di difendere: la democrazia.

powered by IMHO 1.2


Ieri è stato un giorno che aveva tutte le carte in regola per pasare alla storia. Nonostante le opposizioni clericali, ieri la spagna ha varato la legge che parifica le unioni omosessuali e lesbiche a quelle tra coppie eterosessuali. Così finalmente, Zapatero, dimostra che anche un paese a forte maggioranza cattolica si può permettere di avere a cuore i diritti civili dei propri cittadini e affermare la netta separazione tra religione e stato. Da ieri non ci sono più scuse, perchè qualcuno ha avuto l'ardire di proporre un nuovo modo di concepire la famiglia e sono certo che presto molti altri si faranno coraggio e seguiranno l'esempio limpido della Spagna.

Occorre segnalare anche che con questa legge oltre che garantire un diritto sacrosanto (il termine potrà sembrare improprio, ma è proprio così) implicitamente afferma che la scelta sessuale di alcune persone non è una malattia come spesso ho sentito dire. Non è tale e non è nemmeno contagiosa, tant'è che in Spagna le coppie gay potrenno anche adottare figli, e siamo certi che questi cresceranno liberi ne più ne meno che quelli nati da coppie etero.

Ovviamente l'Italia invece staziona sulle posizioni ipocrite dei propri governanti, insabbiando nella fanghiglia di una commissione parlamentare l'unica proposta di legge in questo senso. Ma ormai è risaputo, trasformati come siamo in una provincia del vaticano, Ratzinger sta facendo scempio di noi e delle nostre istituzioni. Si è incontrato con Ciampi, per ricordargli che la "scuola cattolica" ha bisogno di danaro come se non ne avesse già abbastanza dal nostro 8 per mille, e non manca un colpo per affermare che le "radici cristiane" del nostro paese devono riflettersi fortemente nel nostro ordinamento. E Ciampi tace.

Ma poi quando vedo in tv, seduti allo stesso tavolo Veltroni e Ruini, senza la necessaria contestazione del primo nei confronti del secondo, mi chiedo chi potrà mai salvarci da un "trentennio" di dittatura cattolica?

powered by IMHO 1.2


Mi è appena giunto un messaggio da Wind che mi informa che il costo mensile del piano NOI2 passa da 2€ a 3€. NOI2, per chi non lo sapesse, è quel piano che consente con un esborso mensile di poter effettuare fino a 500 minuti gratuiti di telefonate verso un altro numero Wind (nel mio caso quello di mia moglie).

Ora, due sono le cose: o questi signori considerano un contratto stipulato all'apertura del servizio alla stregua di carta igienica, oppure se come penso contrattualmente Wind si riserva di adeguare il prezzo a suo insindacabile giudizio, quella che deve essere messa sotto accusa è la pubblicità ingannevole che a suo tempo recitava "gratis... per sempre".

Non mancherò di buttare un po' del mio tempo a spulciare il contratto, per scovare la spiegazione di questo inghippo, ma resta comunque l'amarezza di sapere che se queste cose sono possibili tutto dipende dai nostri governanti e magistrati che di certo si guardano bene dal disturbare un così importante gruppo di potere.

powered by IMHO 1.2


Sono passati esattamente 6 giorni da quando in questo post rilevavo con sospetto la posizione filo-radicale del Cardinal Ruini. "La legge 194 non si tocca" ei diceva. Ma oggi, nemmeno una settimana dopo, battendo sul tempo il suo stesso Dio, ecco sbottare come segue: 

(ANSA)-ROMA,21 giu- Il cardinal Ruini cita Ratzinger nell'ultimo libro scritto prima di diventare Papa e chiede indirettamente di rivedere la legge sull'aborto. 'Non dobbiamo rassegnarci -sottolinea Ruini- a questi piccoli omicidi'. Il presidente del Senato, Marcello Pera, replica in diretta al presidente della Cei e sottolineando la sua 'laicita'', si impegna a difendere i diritti dell'embrione, escludendo che per il momento la legge sull'aborto possa essere 'rimessa in discussione'.

Ora, è definitivamente chiaro quale delle due ipotesi che avevo proposto fosse quella reale, ma è altresì evidente che a volerci prendere per i fondelli a così breve distanza di faccia tosta ce ne vuole non poca. Eminenza, davvero, non mi permetterei di insegnarle il mestiere, ma mi risulta che l'ottavo comandamento reciti: "non dire falsa testimonianza". Si da il caso ch'ella quindi necessiti di una confessione, che sono certo non mancherà di usare per ripulirsi la coscienza. Se questo le basterà, non sarà così per noi che da laici contiamo molto sulla parola dei nostri pari. Si è dimostrato il falso e questo ci pone un dubbio: perchè non dovrebbe farlo ancora?

Onesto e retto invece il suo collega ex-popperiano, il presidente del senato, ci informa che "per il momento" la 194 non può essere messa in discussione. Naturalmente sappiamo già che nella prossima legislatura quando con i soldi del nostro 8 per mille si sarà comprata la nostra democrazia, questo diverrà possibile.

Link: http://www.ansa.it/main/notizie/awnplus/topnews/news/2005-06-21_534315.html

powered by IMHO 1.2


Abbiamo assistito, nei giorni scorsi, alla sfilata di 200.000 persone nelle strade di Madrid che con striscioni inneggianti alla famiglia sono scese in piazza contro il paventato pericolo costituito dalla legge che parifica le unioni gay ai matrimoni eterosessuali. Ancora una volta la chiesa cattolica, i cui più alti rappresentanti sono stati i convocatori della manifestazione ed hanno sfilato in prima fila, si rivela la paladina della conservazione di valori di cui si ritiene esclusiva portatrice. L'illecito è palese. Deve essere chiaro innanzitutto che nessuno intende mettere in discussione l'importanza di una istituzione di fatto quale è la famiglia, la cui creazione non è di esclusivo monopolio cattolico, ma è in realtà una caratteristica del genere umano che da sempre ha la tendenza ad unirsi in gruppi per collaborare al compimento della propria e altrui missione di vita. E vero infatti che nel mondo si possono riscontrare famiglie di ogni religione e razza, anche se i principi che le regolano sono i più disparati. Quello che invece si evince da manifestazioni come quella che si è svolta recentemente, è la volontà delle gerarchie cattoliche di rivendicare a proprio esclusivo appannaggio questo modus-operandi e di relegarlo ad una esclusiva necessità riproduttiva, che si stacca da quello che è il concetto reale di famiglia. Occorre a mio parere tener presente che anche se la famiglia spesso è vista in questa chiave, probabilmente per una atavica abitudine, in realtà vittorie quali quella del divorzio testimoniano che il comun sentire, quello frutto di ragionamento e non di emotività, è ben diverso e mette davanti alla concezione riproduttiva una più chiaramente collaborativa. Qualora la collaborazione familiare venga meno, ecco che nemmeno la questione riproduttiva è in grado di mantenere saldo il legame che unisce i suoi membri, ed è per questo che una così ampia maggioranza si espresse a favore di questo diritto civile. In quest'ottica, la pretesa di mantenere la famiglia una istituzione peculiarmente eterosessuale è evidentemente strumentale. A ragion veduta invece si dovrebbe spogliare completamente di ogni caratteristica sessuale questa istituzione e renderla una semplice espressione della volontà di due o più persone di condividere un tratto della propria vita, perchè in questo modo essa diviene più facile e sicura. Nessuna concezione sessuofoba quindi, che la famiglia sia composta da un uomo ed una donna, che in questo contesto decidano di procreare oppure da persone dello stesso sesso non deve spaventare. Queste famiglie devono essere tutelate dalla legge in questa scelta e naturalmente tanto più nel momento in cui decidono di dividere le proprie strade. Tornando alla manifestazione di Madrid tuttavia, mi corre l'obbligo di segnalare una difficoltà di tipo etimologico, che comunque non apporta nessuna modifica al ragionamento fin qui sostenuto. Etimologicamente parlando, il matri-monio è un "apporto di madre", e in tal guisa appare chiaro che una legittima unione legale omosessuale non può essere definita "matrimonio", se non per una estensione del termine, bisogna riconoscerlo, un po' azzardata. Probabilmente questo particolare si è scelto si trascurarlo, per dare alle nuove coppie la sensazione di essere a tutti gli effetti parificate a quelle cui tradizionalmente ci si riferisce, ma confido molto nell'intelligenza di abbandonare questa pretesa lessicale per conquistare invece il diritto civile di vivere assieme la propria vita.

powered by IMHO 1.2