Prende corpo in queste ore, la prima azione che l'assemblea dei mille ha portato a concretizzare. Il prof. Adolfo Allegra, direttore del centro per la fecondazione assistita di Palermo, nella giornata di venerdì aveva preannunciato una raccolta di firme attorno ad una lettera aperta.

"Oggi sentiamo che il nostro lavoro è divenuto pressoché impossibile da svolgere se non pagando un prezzo inaccettabile: tradire il giuramento di Ippocrate e principalmente il buon senso del padre di famiglia".

In queste parole si riassume il tono della missiva indirizzata al Presidente della Repubblica Ciampi. Ma la parte da sottolineare è quella che preannuncia le azioni che verranno prese in considerazione dai centri Italiani per la fecondazione assistita. Coscienti del fatto che non sarà certo il Presidente a poter risolvere la questione, gli estensori preannunciano che anteporranno "prudenza, perizia e diligenza" nel compiere il proprio lavoro al rispetto della legge 40 e così facendo attueranno una disobbedienza civile che costringa la magistratura ad intervenire. Di questo se ne assumono la completa responsabilità, perchè non è nelle intenzioni l'elusione o l'inganno della legge, ma semplicemente il dimostrare che essa viola i diritti civili degli italiani.

La lettera ha giù raccolto un numero molto elevato di firme (l'ultimo aggiornamento parlava di 65 centri), ma è tuttora in corso una mobilitazione atta a moltiplicare le adesioni, anche in occasione di un convegno che si terrà nei prossimi giorni a Copenaghen.

AGGIORNAMENTO: il 20-06-2005 alle ore 11:30 - I firmatari sono saliti a 110.

powered by IMHO 1.2


Sono reduce di una chiacchierata, avuta questa sera, con una persona incontrata per puro caso ad una festicciola. Le poche parole che ci siamo scambiati, più per combattere la noia che per reale voglia di comunicare sono state sorprendenti. La sorpresa non è stata nell'identità di vedute, che pur parzialmente si è verificata, quanto piuttosto nel distacco con cui il mio interlocutore valutava la situazione economica italiana sulla quale siamo ricaduti dopo poche battute. A dirla tutta, mi capita sempre più spesso di trovarmi mio malgrado coinvolto in discussioni totalmente inutili a proposito dei motivi che stanno conducendo il nostro paese verso un orizzonte sudamericano. I cinesi sono sempre sul banco degli imputati accompagnati dal governo o  alternativamente dall'opposizione. Essi naturalmente, affiancati all'unione europea, vengono additati a principale causa della situazione attuale del lavoro e dell'economia italiana. Non entro ora nei particolari di questi argomenti, che ai fini di questo post non sono rilevanti, ma voglio osservare che essi sono tipicamente affrontati come se non fossero problemi che ci riguardino direttamente e con un atteggiamento di rassegnazione che non lascia spazio a quanto si possa fare per risolverli. L'italiano medio ormai è supino alla situazione, attanagliato da una sensazione di impotenza che pur avendo un'origine molto chiara e inequivocabile deve essere considerata deleteria quanto - se non più - della situazione stessa. Se facciamo qualche passo indietro nel tempo, possiamo anche comprendere facilmente quali siano i motivi che ci hanno portato a questo tirare a campare che non presagisce nulla di buono. Nella seconda metà degli anni '90, con l'avvento di Berlusconi il paese ha vissuto un periodo di intenso appassionarsi alla politica da parte dei propri cittadini, è risaputo infatti che in quel periodo le trasmissioni politiche avevano ascolti vertiginosi. Quello che successe allora, fu che l'entrata in campo di una nuova variabile prometteva di dare un taglio più liberale all'Italia e alla sua economia, e così facendo di risorvere i problemi strutturali di un paese che ereditava la distruzione di 50 anni di logiche clientelari. In quel periodo le persone in massa diedero fiducia a questo personaggio, che pur apparendo molto ambiguo per qualche verso, aveva l'indubbio merito di predicare uno stato che molti di noi desideravano. Nessuno allora aveva molte speranze perchè quello che rimaneva in campo dopo l'esito di "mani pulite" non lasciava molto spazio. La classe politica era tutta riciclata e gli italiani non se ne fidavano più, per buona parte a ragione. Oggi, a distanza di 10 anni l'italiano medio ha riposto nel cassetto la proprie illusioni. Da un lato Berlusconi ha ripetutamente tradito le promesse che aveva fatto e ha dimostrato di non saper governare nemmeno i propri alleati, dai quali è continuamente e pubblicamente "schiaffeggiato", mentre contemporaneamente dall'altro lato, nell'opposizione, non si vede sorgere una forza che possa realmente cambiare il paese, ma piuttosto una classe politica nostalgica tanto quanto, se non più di quella al governo. Questo profonda delusione, unita alla striciante illegalità cui gli italiani sono abituati, e alla sensazione di decadenza che pervade il paese, fa si che ormai la maggior parte delle persone non creda più in una possibilità di rinascita, ma che addirittura cerchi di distaccarsene, quasi pensando ad una forma di autodifesa dal baratro verso cui siamo lanciati a folle velocità. I referendum di domenica scorsa dimostrano che questa sensazione ormai sta pervadendo gran parte dei cittadini. Quale che sia l'interpretazione che ne hanno dato i chierici di destra e di sinistra, tutti noi sappiamo che in realtà quello che hanno testimoniato la gran parte degli "astenuti" non è stato una vicinanza alle argomentazioni cattoliche, ma piuttosto un senso di inutilità di un'istituzione che da dieci anni non vede il quorum ma che da molto più tempo viene tradita da logiche di partito che disattendono le decisioni che la maggioranza degli italiani ha votato. Per intenderci come è successo per il finanziamento pubblico dei partiti che nonostante l'abolizione per referendum è tuttora florido. Certo, non posso biasimare gli italiani per questo atteggiamento, probabilmente giusificato, se non rilevando che esso deriva anche da responsabilità diretta degli italiani stessi. Probabilmente si sarebbe dovuto avere la capacità di scandalizzarsi e di pretendere legalità è liberismo molto tempo fa e forse oggi non saremmo a questo punto. Ora, ci troviamo a credere di essere impotenti e quindi lasciamo correre, e così facendo lasciamo ancora campo libero a questa classe politica. Occorrerebbe curare questo male, e forse ci ritroveremmo nuovamente in corsa.

powered by IMHO 1.2


Domani la Spagna subirà un attacco alle proprie istituzioni, sotto forma di una manifestazione convocata dai cardinali cattolici, contro i matrimoni gay che recentemente il governo Zapatero ha legalizzato. Pare proprio che l'attivismo della chiesa non possa fare a meno di tentare in ogni modo di violare la volontà espressa da una solida maggioranza di cittadini. La becera morale cattolico-integralista non ne vuole sapere di difendere l'amore che unisce le persone, in tutte le sue forme, e non può fare altro che negare ciò che non può capire, magari schifandolo. Con la logica da crociata che muove tali figuri, la democrazia non è proprio prevista. Essa invece deve genuflettersi alla loro interpretazione della parola di Dio. Anche domani ci fossero 1 milione di cattolici in piazza a Madrid, e non abbiamo dubbi che i Ruini spagnoli riescano nell'intento, magari finanziati dal fiume di denaro proveniente dal nostro paese, si dovrà comunque tenere presente che la scelta civile di parificare le unioni di persone dello stesso sesso ai matrimoni etero proviene almeno da 20 milioni di spagnoli che lo hanno eletto. Non ho alcun dubbio che Zapatero di questo sia cosciente, e conto molto che il suo lavoro continuerà indipendentemente da questo nutrito manipolo fondamentalista che si arroga il diritto di decidere della vita altrui. Se non bastasse si ricordi che da queste parti ci sono altri 12 milioni, il 25,9% d'italia se non erro, che alla laicità dello stato crede ancora e che domani si sentirà molto spagnolo.

Olè! 

powered by IMHO 1.2


I compagni di Tocqueville mi segnalano che gli accordi commerciali con Microsoft hanno portato i cinesi a no poter aver accesso a informazioni riguardanti Libertà, democrazia e altre amenità di questo tipo. Da programmatore Microsoft fatemi dire che certe nefandezze bisognerebbe lasciarle ai cinesi (o megli ai loro oppressori) e non prendervi parte per mero interesse. C'è qualcosa che possiamo fare noi .NETtisti? Fuori le idee, oppure nessuno più si lamenti dello stato delle cose.

Link: Partito radicale di Tocqueville : Microsoft, geoogle, yahoo e i cinesi

powered by IMHO 1.2


La vicenda di Michael Jackson mi sta facendo pensare molto in questi giorni perchè tocca un aspetto  molto importante delle istituzioni democratiche di un paese che voglia dirsi tale. Io stesso, ho pubblicato su queste pagine una vignetta di Vincino uscita ieri su il foglio, che ho trovato molto efficace per come metteva assieme l'evento referendum e la contestuale assoluzione del cantante. Girando per la rete, però, noto sempre di più una diffusa diffidenza nei confronti di Jackson, diffidenza della quale non riesco a trovare dei motivi veri e documentati. Occorre ricordare che Jackson è stato processato da un tribunale di uno degli stati in cui la giustizia è più efficace al mondo. Se lo stesso processo si fosse tenuto in Italia, avrei compreso più facilmente i motivi del dubbio, ma non per questo li avrei giustificati ma mi risulta davvero difficile credere che un tribunale statunitense si sia potuto rendere colpevole di una tale ventilata falsificazione. Se qualcuno ha le prove che questo sia accaduto è invitato a farsi avanti e non ho dubbi che chi ha assolto Jackson sarà processato e se ritenuto colpevole anche condannato ma rimanendo così le cose occorre fare un plauso alla giuria che nonostante tutto ha saputo riconoscere l'innocenza del cantante lasciando da parte la propria emotività. La natura delle accuse rivolte al cantante è di quelle che possono distruggere una carriera e infamare la vita stessa di una persona, e temo che in casi come questo la logica del sospetto possa sovrastare ogni tipo di ragione. Non credo che si possa trovare oggi al mondo un genitore che affiderebbe con leggerezza i propri figli al cantante e sono certo che chiunque di voi mi crederà se dico che questo sentimento riguarda anche me, tuttavia bisogna ricordare che la costituzione, anche quella italiana sulla carta, garantisce che un cittadino sia considerato "innocente" finche non ne sia stata provata con certezza inequivocabile la colpevolezza. La giustizia statunitense addirittura propone la regola del "ragionevole dubbio" secondo la quale una persona non può essere considerata colpevole qualora persista appunto un dubbio, pur se minimo che egli non lo sia. Un tribunale ha deciso l'innocenza di  Michel Jackson e, dato che non ho elementi ulteriori per contestare questa decisione, è mio dovere fare fiducia a chi ha esaminato le prove a carico e a discarico per trarne questa sentenza. Questo è il dovere primario di ogni persona che voglia fregiarsi dell'aggettivo democratico, perchè come può succedere ora che si possa dubitare dell'innocenza di Michael Jackson, un giorno qualcuno potrebbe mettere in dubbio delle sentenze di importanza vitale per le istituzioni stesse e con questa tecnica tentare di abbatterle. Noi italiani, aldilà delle manipolazioni cui i media ci sottopongono dovremmo essere coscienti molto più di altri di questo problema. Tangentopoli è l'esempio di questo tipo di attacco alla democrazia. Allora furono dei magistrati che sfruttando le malefatte, che in quel momento erano solo sospette, di alcuni parlamentari riuscirono a far cadere una legislatura salvo poi scagionare molti parlamentari per i quali si dimostrò che le accuse erano strumentali ed infondate. In quel frangente fummo fortunati che grazie a delle iniziative dei pochi che erano riusciti a mantenere una credibilità, per la rettitudine che avevano dimostrato negli anni precedenti, le istituzioni furono salve, ma rimane il fatto che tale attacco è stato condotto sulla base di sospetti diffusi ad arte per destabilizzare i fragili meccanismi di una democrazia già traballante. Facciamo fiducia quindi alla giuria che ha assolto Jackson, e consideriamolo innocente, sono certo che questa sia la cosa migliore, e soprattutto la più rispettosa delle regole che tutelano tutti noi.

powered by IMHO 1.2


Beh, lo so che la notizia è ormai vecchia, ma certe notizie hanno bisogno di tempo per esser digerite. Ieri o ierl'altro ho ascoltato con le mie orecchie il Cardinal Ruini dire: "la 194 non si tocca". Ma come, eminenza, avete fatto 30 che aspettate a far 31? Due sono le cose, s'è ricreduto anche lei ed è divenuto Radicale oppure ci sta prendendo per il culo. Non mi dica che trova più vita nelle 4 cellule dell'embrione che in un feto "assassinato" verso i 3 mesi. Probabilmente considera che una pillola così grossa non la potremmo ingoiare, e che anche a quelli che è riuscito ad imbrogliare con i suoi sgherri di parrocchia sarebbe troppo chiaro l'inganno e quindi agisce di conserva, peccando di falsità per nascondere le sue vere intenzioni. Intanto i suoi devoti leccapiedi han già cominciato a pestare laddove la carne è più dura per frollare la gente che stanca non vi farà nemmeno caso. La attendiamo al varco. Non creda che si possa vincer sempre.

powered by IMHO 1.2


In queste ore, reduci dal voto, vagano per l'aere delle istituzioni due fantasmi. Gli ectoplasmi ci provano a farsi sentire, ululando proposte indecenti, affermando convinti verità private. Non conoscono il proprio stato, forse lo sospettano ma ancora non ne hanno la certezza. Ma tali sono, in tutta evidenza già esclusi per "astensione" o per "vacanza", sobbalzano, si scuotono, e più lo fanno più sono stretti dalle corde della bassa politichetta. Diamogli un nome: Prodi e Berlusconi. Il primo, di ritorno dalle vacanze che si è concesso per non dover parlare di referendum, conteso com'era dalla propria coscienza che tirava da un lato e dal proprio interesse che lo spingeva dall'altro. Si affanna a dire che il leader è lui. Sorrido, pensando che è proprio questa affermazione che lo chiama fuori dal gioco. Il secondo, quello che resta del Berlusconi di un tempo, ci prova a restare in vetta, ma divorato dai suoi stessi figli oramai non è altro che un mero strumento, comandato a bacchetta dalla curia, e dagli "alleati". Non ha nemmeno più il pudore e la compostezza del silenzio. Lo hanno zittito per timore che combinasse un guaio ed ora lo fanno parlare come abbocco in preparazione della svergognata riunificazione clericale la cui strada è oramai spianata. Spariranno, inconsapevoli del come, del quando e del perchè. Se ne andranno col tempo sbiadendo un po' alla volta, noi stessi probabilmente non ci renderemmo nemmeno conto del trapasso. Insieme come sono venuti evaporeranno, perchè vivono l'uno in funzione dell'altro e non hanno ragione di esistere solitari. Dalle loro ceneri rinascerà qualcosa che promette di ardere delle fiamme prodotte dalla nostra libertà che brucia. combustione delle nostre libertà.

N.B. il post è stato corretto per chiarire meglio il concetto.

powered by IMHO 1.2