Io voterò

  • perchè credo che non siamo sudditi, ma popolo-re in una res-publica
  • perchè credo che non siamo adepti di una setta che si chiama conferenza episcopale, che ha in ostaggio la chiesa - quella vera - e vorrebbe imbrigliare anche i cattolici
  • perchè credo che la forza della libertà e della responsabilità debbano trionfare su chi vuole vietare per interesse, per dolo o per semplice ipocrisia
  • perchè credo che i trucchi servono solo ad ammazzare la democrazia e chi vuole che io mi astenga sta giocando uno sporco trucco per impedire alla maggioranza di esprimere il proprio consenso
  • perchè voglio una libera chiesa in uno libero stato e per questo credo che lo stato debba essere laico.
  • perchè chi mi dice che l'argomento è troppo complesso perchè io lo possa capire, mi sottovaluta e mi crede stupido oppure mi vuole ingannare per meglio fare i propri affari
  • perchè la iattanza della curia sia battuta e con questa vittoria si possano liberare tutti coloro che, da ostaggi, non possono seguire le proprie convinzioni perchè temono la vendetta dei cardinali
  • perchè, in questo giorno importante, voglio che sulla mia tessera elettorale sia impresso il timbro che testimonia che io c'ero e ho fatto il mio dovere

Io voterò 4 sì

per la Ricerca

Nella speranza che essa ne faccia tesoro e che regali a questo mondo una cura per le malattie che affliggono l'umanità. Credo molto nella scienza e sono certo che dalla ricerca sulle cellule staminali possa nascere una speranza per le migliaia di persone che sono inchiodate ad un letto o ad una sedia a rotelle, e che soffrono. E perchè, il giorno in cui una grande scoperta - che ormai tutti ci aspettiamo - regalerà a questo mondo la cura per delle malattie terribili, non debba chiedermi come fare se ne avessi bisogno ad accedere a quelle che il mio paese mi vieta.

per la Vita vivente

Perchè preferisco scegliere la vita esistente a quella potenziale. Credo la vita, intesa come meccanica di cellule che collaborano al sostentamento le une delle altre, sia del tutto sopravvalutata. Io amo la coscienza e la conoscenza, la responsabilità e l'abilità, il pensiero e l'emozione, e non la vita fine a se stessa. "Cogito ergo sum" ci ha insegnato Cartesio. Le cellule di un essere umano sono vita, ma sono il pensiero e la ragione che le rendono uniche ed irripetibili.

per le Donne

Stimo troppo le donne per lasciare che siano cosiderate alla stregua di un'incubatrice. Non conosco le emozioni e i pensieri di una donna ma so che per essa la maternità è una componente fondamentale della propria esistenza e voglio che qualunque donna possa in tutta coscienza scegliere come, quando incontrare questa esperienza. E a tutte quelle che per una malattia non sono in grado di procreare, voglio sia consentito di accedere alle moderne tecniche di fecondazione assistita, riducendo al minimo i rischi, i costi e il dolore che questo comporta.

per l'Italia

Amo il mio paese e so che ha grandi possibilità che nella maggioranza dei casi vengono soffocate da una classe politica vecchia e ignorante. Voglio regalare ad esso una grande vittoria liberale che apra la strada ad un rinnovamento progressivo ed inarrestabile che sciolga le redini in cui il potenti ci vogliono imbrigliati.

per la Chiesa

E per i suoi componenti, missionari, preti, parroci e suore che ogni giorno fanno del bene nel  mondo. Perchè essi imparino da questa sconfitta che non è con l'ipocrisia che salveranno le anime di tutti noi, ma operando delle vere opere pastorali che ad oggi gli sono impedite dalla curia che li tiene in ostaggio.

Spero nella vittoria ma non temo la sconfitta

So che la vittoria è possibile, e che se l'illegalità che ha caratterizzato questa campagna elettorale venisse spazzata via, essa sarebbe addirittura schiacciante. So, che se anche martedì mi svegliassi in un paese che ha preferito scegliere di non scegliere, che ha preferito voltarsi dall'altra parte egoisticamente, che pur lamentandosi dei propri governanti ha preferito credere ancora in loro, questa sarà solo una battaglia persa, ma ben presto torneremo all'attacco con la forza della non violenza per trasformare il nostro sogno in realtà. Ci sono voluti 10 anni perchè il divorzio e l'aborto divenissero legge, ed oggi chiunque ammette che tali scelte sono state vincenti. Questo referendum è solo l'inizio, il tempo è dalla nostra parte.

Ma non da quella dei malati.

Andrea Boschin


E giunto il momento, che io renda pubblica la mia dichiarazione di voto per il referendum di domenica prossima. Finora, chi mi legge lo sa, mi sono limitato a raccogliere gli interventi di altri, e a segnalare gli argomenti, a mio parere più interessanti, ma credo che nessuno abbia dubbi su quale sia la mia posizione. E allora perchè questo post? La mia volontà è quella di raccogliere, in un unico post tutte le motivazioni, su tutti i quesiti per dare modo di comprendere esattamente quel'è la mia posizione, derivante da due mesi di attività, di riscontro, di ascolto su tutte le motivazioni - e sono molte - che girano attorno a questo importantissimo appuntamente.

Vi auguro quindi buona lettura.

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Vivo la mia giornata alla finestra. Dinanzi a me si snocciolano, lunghe e monotone, le attività che mi coinvolgono e quelle che mi escludono in questo oblò che scruto perennemente con avidità della vita. Mi dolgono gli occhi. La vita si muove, gira, passa e ripassa in questa mia finestra e io la seguo, la attendo... la anelo. Sento un rumore, ma esso non proviene dalla mia finestra. Lo ascolto con ansia, mi sembra uno scalpiccio lieve che si avvicina. Lo cerco all'estremita del mio campo visivo, con una fitta agli occhi e riesco a cogliere laggiù una sagoma conosciuta. Eccolo infine, passa veloce e se ne và all'estremità opposta con passo rapido e impegnato. L'ho seguito fino alla fine ed ora mi trovo ad immaginare quello che starà facendo. La televisione gracchia le sue notizie. Ieri e oggi sono stati dei giorni importanti, e stasera attendo la notizia sperata. Gli occhi mi si riempiono di lacrime e il mondo si offusca quando finalmente scocca la fatidica ora e l'affettato anchorman mi informa della tragedia con la stupida indifferenza di chi non può capire. Mi dolgono gli occhi. E il dolore si trasforma in una fitta di pura rabbia che rimbalza al mio interno come la radiazione imprigionata in un sarcofago di cemento armato, senza provocare uno scatto di ira o anche solo una minima smorfia che palesi il mio stato d'animo. L'ira, repressa per non divenire pazzia, infine si trasforma in paura. Sono qui, bloccato in questo corpo di cui da tempo ho perso il controllo, e mi sento alla stregua di un soprammobile, appoggiato su una mensola in attesa che gli eventi lo raggiungano. Un cervello soprammobile. Sono malato, i miei muscoli non conoscono più lo stimolo che un tempo li muoveva e che oggi è bloccato dal mio male. La paura mi compenetra. Fino ad oggi ho vissuto inchiodato a questa sedia, con un tubo che respira per me, con una macchina che mangia per me, legato al flebile filo della speranza che finalmente qualcuno possa capire perchè sono ridotto a soprammobile vivente con la sola capacità di muovere gli occhi e trovarvi rimedio. Non durerà ancora per molto. Ogni giorno che passa gli occhi diventano sempre più pesanti e la fatica di muoverli è sovrumana. Alla fine anch'essi si fermeranno e la mia finestra, quei 180 gradi che mi legano al mondo diverranno un punto senza dimensione che fisserò fino alla morte. Oggi la speranza è stata spezzata. I referendum sulla legge 40 sono stati travolti dall'indifferenza e dall'ipocrisia della chiesa. Solo le settimane mi separano dall'inizio di una immota agonia, chiuso in questo corpo trasformato in cabina da spiaggia, dalla quale spierò il mondo dal buco della serratura. Fino alla morte.

I fatti narrati sono pura invenzione. Come diceva Pirandello, la realtà può permettersi di superare la fantasia perchè non ha bisogno di sembrare verosimile. Temo che la verosimiglianza di questo breve esercizio letterario ne limiti parecchio il realismo.

Quando deciderete se e come votare, provate a rileggerlo.

Andrea Boschin


Non ho visto il Tiggi stasera, fortunatamente la mia tv ha deciso di rompersi, e risparmiarmi la tiritera che le dichiarazioni dell'inutile rutelli di certo avranno scatenato. Ma le dichiarazioni le ho sentite sì. Alla radio, questo pomeriggio ho potuto ascoltare tutta la conferenza stampa. Dirò forse qualcosa, ma ora i conati mi sovrastano. Quel che mi rode è soprattutto che questo losco figuro opportunista come pochi ce lo siamo allevato in casa. Sappiate che egli già nell'88 presentò in parlamento una proposta di legge rispetto alla quale la vittoria del sì ai referendum appare bieco oscurantismo.

Non so cosa è accaduto a Rutelli, ma dato che non credo ai cambiamenti repentini delle persone, è probabile che egli ci abbia usato ai suoi scopi come trampolino per una fulgida carriera politica di stampo italico. Rilevo per fortuna che la base del suo partito è in gran parte in disaccordo con il leader (che di fatto quindi leader non è...)

Ecco un sondaggio sulle intenzioni di voto dei simpatizzanti come appare sul sito della margherita stamane:

Opzione                 

   Voti  %
 - votare 4 SI' 3792 55.29
 - votare 4 NO 294 4.29
 - votare alcuni SI
e alcuni NO
709 10.34
 - non votare 2064 30.09
  TOTALE   6859 100

E per quanto riguarda Rutelli, perdonateci. Siamo radicali, ma questo non significa che siamo infallibili...

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Il voto di metà giugno segna una tappa fondamentale per la vita civile dell'Italia, qualunque sia l'esito che scaturirà dalle urne. Lunedì sera sapremo se ci si aprirà la strada verso una scelta liberale o piuttosto se il lento declino verso una società oppressa dalle gerarchie vaticane sarà iniziato. Nessuno si deve aspettare che sia finita qui. La vittoria del NO, o la più probabile mancanza del quorum nascondono il pericolo che il succulento pasto si trasformi in un feroce appetito per chi per la prima volta ha investito tutta la propria credibilità in questa battaglia. E inedito infatti che la chiesa si schieri in maniera così netta e aperta per una posizione politica, mettendo in campo tutta la propria potenza economica con volantini distribuiti direttamente nelle parrocchie ed omelie dal sapore di comizi di consumati politici. E evidente che tutto questo lavoro nasconde, e nemmeno troppo bene, la volontà di soffocare le vittorie di civiltà che il nostro paese ha conquistato faticosamente. Le norme, dettate dalla legge 40 in materia di embrione per la prima volta parificano il concepito alla madre di fronte alla legge, e questo, senza ombra di dubbio contrasta con la legge 194 sull'aborto. Infatti viene da chiedersi come mai se l'embrione è intoccabile, altrettanto non sia per il feto alla seconda o terza settimana di gravidanza. E' necessario quindi avere ben chiaro che se in questo referendum non prevarrà la scelta del Sì, che abolisce questa norma, vi sarà anche il rischio che la legge 194 segua la stessa sorte. Da quando la legge 194 ha trovato applicazione, è stata subito evidente in tutte le statistiche la diminuzione drastica del numero di aborti che si sono praticati. Questo è l'effetto dell'applicazione di una legge liberale che invece che consegnare un problema reale all'oblio e all'illegalità decide di affrontarlo facendolo emergere per poterlo meglio sconfiggere. Dal 1981, data nella quale si svolse il referendum in materia di aborto, la legge 194 ha consentito di poter intervenire ai medici nei casi di aborto per comprendere meglio le motivazioni per cui la madre vi si sottoponeva e tentare ove possibile (talvolta anche troppo oltre) di distoglierla dall'intento. Occorre quindi votare Sì al terzo quesito referendario, che appunto vuole abrogare questa parificazione dei diritti dell'embrione a quelli madre. Non voglio ora addentrarmi nei concetti di vita e di persona, cosa che probabilmente faro nei prossimi giorni, ma semplicemente rilevare che questo Sì serve non solo a garantire alla madre la possibilità di decidere coscientemente della propria vita, ma anche e soprattutto per indicare chiaramente che non si intende ritornare al periodo in cui le mammane, armate di cucchiaio d'argento praticavano aborti sui tavoli da cucina in condizioni igieniche inconcepibili. Votare Sì significa salvare migliaia di madri dalla sofferenza dell'illegalità e salvare l'italia da chi la vorrebbe trasformata in una società ipocrita che si nasconde dietro ad un divieto per lavarsi le mani di problemi grandi come macigni. Per chiudere, occorre fare un'ultima considerazione. La sconfitta del Sì, aprirà la strada non solo a chi intende toccare la 194, ma anche ad una serie di altre norme contro la libertà. Pensate ad esempio a come funziona la spirale. Essa si basa proprio sull'impedire l'attecchimento dell'embrione nell'utero. Aboliremo per legge anche questa?

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Decidere come votare ai prossimi Referendum richiede certamente uno sforzo notevole per informarsi sulla materia e farsi un'opinione per discernere tra le posizioni del Sì e quelle del No. Occorre quindi innanzitutto, per una scelta consapevole, liberare la strada dalle voci che vorrebbero farci credere si debba scegliere tra tre opzioni invece che due. E' risaputo infatti che sulla spinta della conferenza episcopale arroccata su posizioni fortemente illiberali, in questa consultazione la richiesta dell'astensionismo si è fatta forte e rischia di compromettere l'esito civile del referendum. Credo che ogni cittadino italiano, debba fermarsi a riflettere sul significato intrinseco di questa richiesta e sulle conseguenze nefaste cui questa scelta può condurre. Il Referendum è uno strumento che l'assemblea costituente ha regalato all'italia per consentire ai cittadini di esprimere direttamente la propria volontà in merito alle scelte che le istituzioni hanno compiuto. Esso è quindi una sorta di ancora di salvezza per chiunque di noi, che prima o poi si  potrebbe trovare nella necessità di sostenere l'abrogazione di una norma che ritiene inadeguata o dannosa per se e per gli altri. Chiaro che, chi oggi sostiene che la legge 40 sia una buona strada avrà tutto l'interesse che il quorum non sia raggiunto, perchè facendo leva sull'astensionismo "fisiologico" sarà in grado di falsare la volontà reale dei cittadini convincendo una minoranza a non votare. Quelli che oggi hanno interesse a non raggiungere il quorum, domani si potrebbero però trovare a loro volta dal lato opposto della contesa. Anche se maggioranza nel paese verranno schiacciati dalla minoranza degli astensionisti. Ecco quindi che in questo modo otterremo come unico risultato che il parlamento e il governo siano nella condizione di poter fare qualsiasi legge senza che noi cittadini si possa intervenire per abrogarla, invalidando le consultazioni referendari con l'astensione. L'astensione infatti, oltre che per legittima scelta di un cittadino, può essere il risultato anche di disinteresse o peggio di mancata informazione. Come sta succedendo questa volta e come è già successo in precedenza, chi si muove per cercare l'astensione dei cittadini ha gioco più facile se il dibattito viene soffocato. Un cittadino che non si sia formato una precisa opinione sui quesiti sarà di certo spinto a rinunciare al voto per evitare di commettere "errori" perchè non è certo leggendo il quesito riportato sulla scheda che capirà l'oggetto del contendere. In un paese che voglia dirsi davvero democratico, un cittadino deve saper accettare anche la sconfitta della propria posizione, perchè questa è stata l'indicazione della maggioranza. Se invece, come si rischia che accada anche in questa occasione, il quorum fosse mancato, la prima vittima sarebbe la democrazia perchè una minoranza sarebbe stata in grado di impedire alla maggioranza di far prevalere la propria opinione, magari con delle armi subdole come la soppressione dell'informazione. Credo quindi che il concetto sia chiaro. Ogni posizione è legittima sul referendum, ma non l'astensione. Sì e No hanno pari diritti di dibattere e di confrontarsi, ma i sedicenti "comitati per l'astensione" non devono avere cittadinanza in un paese saggio e conscio di voler decidere da solo il proprio destino. E' questo il motivo per cui ho il massimo rispetto di chi intende recarsi alle urne ed esprimere un No, anche se considero sbagliata la sua posizione, proprio perchè egli ha scelto di onorare me e la democrazia, mettendo sulla bilancia il proprio voto assieme al mio e a quello di altri milioni di cittadini, e non scegliendo scorciatoie che hanno invece il sapore e la consistenza di sporchi trucchetti.

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Chi avesse visto la trasmissione di Bruno Vespa di ieri sera si sarà potuto rendere conto di come si può costruire una puntata per sostenere una posizione senza dichiararlo esplicitamente. Grande escluso dalla puntata il comitato per il Sì, che per legge è l'unico che può essere chiamato a difendere le proprie posizioni. Al posto del comitato Severino Antinori, noto difensore della clonazione riproduttiva che nulla ha a che vedere con le ragioni del Sì.

I comitato chiede perciò ai sostenitori della battaglia di inviare un messaggio per chiedere riparazione ale più alte cariche dello stato. Per inviare un messaggio è possibile usare il seguente testo oppure uno di propria redazione.

Spettabile,

Da cittadino ed elettore chiedo come sia potuto accadere che:

- in due anni Porta a Porta abbia dedicato solo una trasmissione sulla fecondazione assistita e la libertà di ricerca (nel periodo del dibattito parlamentare e approvazione della legge 40, raccolta delle firme sui referendum e campagna per il voto)

- ieri Vespa abbia mandato in onda una trasmissione in cui:

- nessun esponente dei promotori è stato invitato a prender parte alla trasmissione

- come esperto a favore del sì sia stato invitato Severino Antinori, noto a livello mondiale per aver annunciato la clonazione di un essere umano, annuncio mai provato e che rende il personaggio inadatto a rappresentare le ragioni del sì perché favorevole alla clonazione riproduttiva, che resterebbe vietata anche se vincessero i referendum.
Non uno dei 130 scienziati firmatari dell'appello per i 4 si, tra i quali Umberto Veronesi e Rita Levi Montacini.

- come esperto a favore del no, la dott.ssa Eleonora Porcu, accusata da autorevoli scienziati di manipolare a fini di parte i dati scientifici.

Come cittadino, come elettore, come contribuente e abbonato alla Rai, chiedo una immediata riparazione per ripristinare la legalità dell'informazione e dell'intera campagna referendaria.

In fede

(firmare)

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Come ogni anno, con l'arrivo di maggio e con esso della presentazione del 730, per me si apre l'amletico dubbio di chi indicare come destinatario dello scandaloso 8 per mille.

Ormai da tempo non do più nemmeno un guscio di noce rotto alla chiesa cattolica e da quasi lo stesso tempo, lo stato non vede il mio contributo dato che per imperscutabili meccanismi alla fine quei soldi vanno a finire per buona parte alla chiesa stessa. Di non firmare ovviamente non se ne parla. In tale eventualità il mio contributo andrebbe ripartito tra tutte le "religioni" che fanno parte della ristretta cerchia di quelle finanziabili, ivi compresa ovviamente la chiesa cattolica.

Perciò il dubbio è amletico.

Negli anni scorsi, mi ero trovato a dare il mio contributo "obbligatorio" alle comunità ebraiche, data la simpatia verso l'industriosità di quel popolo che spesso mi è capitato di ammirare. Tuttavia quest'anno, l'ennesima discriminazione di stampo cattolico-fondamentalista mi ha dato l'occasione di fare una scelta più consapevole. Ecco quindi che darò il mio contributo alla chiesa valdese i cui spot televisivi sono stati rifiutati dalla RAI perchè trattano di argomenti "religiosi", come se invece quelli cattolici trattassero dell'acqua calda.

In vari articoli trovati in rete ho apprezzato la trasparenza dei bilanci della chiesa valdese, il completo uso dei contributi per la solidarietà, il fatto che hanno deciso di rifiutare i contributi non direttamente versati loro dai contribuenti, ma provenienti dalla ripartizione di chi non firma. Inoltre, la lettura di alcuni documenti sul sito mi fa intendere che si tratti di una confessione molto pragmatica che si guarda bene dall'entrare negli affari dello stato laico.

Non posso certo dirmi un valdese o metodista, ma spero che i miei soldi abbiano trovato un buon posto dove far del bene, o perlomeno per essere tolti alle grinfie della CEI.

E se così non sarà, il prossimo anno si cambia.

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