Di ieri l'annuncio che 10 scienziati, hanno deciso di iniziare uno sciopero della fame per ottenere una maggiore informazione rispetto i referendum sulla legge 40. Lasciamo stare per ora il fatto che nulla di tutto ciò è passato nelle televisioni pubbliche e private (ma nemmeno nelle radio...), anche se questo ci dovrebbe scandalizzare ed indignare.

Trovo la notizia carica di un significato immenso. Pensate un po', questi scienziati, tipicamente gente chiusa nel proprio mondo concentrati nella ricerca, e quanto di più lontano si possa immaginare rispetto la politica, se non addirittura rispetto il mondo di noi comuni mortali...

La decisione acquista in quest'ottica un significato in più. Il significato di una lotta davvero importante ed ultimativa, la sensazione che quanto difeso da quei 4 sì, sia in definitiva l'ultima testa di ponte verso la speranza di una concezione liberale della ricerca e della vita stessa che è messa in pericolo dall'oscurantismo catto-talebano.

Un grazie di cuore a questi Signori.

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E' risaputo che i fantasmi, infestano i cimiteri e non solo, nelle fiction televisive, ma è opportuno prendere coscienza che da quest'anno essi avranno anche il diritto di voto. Infatti, una operazione decisamente sporca ha fatto sì che siano stati annoverati negli elenchi elettorali un numero imprecisato di persone residenti all'estero che sono già decedute. Il fine ultimo di questa operazione è ovviamente quello di innalzare la soglia del quorum dal 50% fino al 52-53% rendendo ancora più difficile il raggiungimento della quota necessaria di voti per rendere ammissibile il voto.

Certo è che se il governo fosse così efficace nel proporre soluzioni ai problemi dell'italia, non saremmo certo in recessione, ma rischieremmo di fungere da traino per l'economia europea. Attenti perciò, tutti voi che vi recherete alle urne, a non incappare in un ectoplasma, che sono certo farà di tutto per presentarsi al voto e votare 4 Sì, dato che di certo nell'aldilà avrà ricevuto precise istruzioni.

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Il referendum è a pochi punti dal raggiungimento del quorum, ma ad oggi si registra una posizione difensiva e miope, soprattutto da parte di chi ha raccolto le firme e teme la sconfitta. Mi riferisco ad esempio ai vertici dei DS, che pur essendosi impegnati nella raccolta delle firme - anche se un po' in ritardo -, in questi giorni sembrano sopiti in un immobilismo codardo.

Il timore è che la eventuale sconfitta sul Referendum abbia un impatto sul partito (e quindi sui suoi interessi), e così si è scelto l'immobilismo. Ne sì, ne no, ne un invito all'astensione e nemmeno a recarsi alle urne. Nulla. Tutto condito dalla chimera della libertà di coscienza che sta letteralmente ammazzando l'informazione e con essa il referendum, la libertà e l'Italia stessa.

Sì, perchè è questo il nostro destino. La mancata vittoria sul Referendum segnerà la definitiva uscita dell'Italia dal novero dei paesi civili, per scagliarla in un periodo oscurantista che la porterà ad essere considerata un paese nordafricano piuttosto che sudeuropeo. Si accentuerà ulteriormente il divario tra chi potrà continuare a permettersi le terapie sborsando fior di quattrini all'estero (per inciso in Spagna i costi di una terapia sono recentemente raddoppiati) e i poveracci che invece saranno costretti ad affidarsi alla disperazione.

Ricordate la legge sul divorzio? Il divorzio in realtà non è mai stato vietato, o almeno non per chi poteva permettersi l'annullamento della sacra rota, finanziando le casse della chiesa con ingenti somme di denaro. Per gli altri l'unica strada era la disperazione, di una vita ipocrita nel tradimento e nella sofferenza. Lo stesso per l'aborto, chi poteva pagare andava all'estero e agli altri rimaneva la via delle mammane che con il cucchiaio ammazzavano la madre oltre che il feto.

E' questo il rispetto della vita da parte della chiesa. Oppure è pura ipocrisia di chi per interesse o per semplice incapacità non sa combattere i mali della civiltà moderna, se di mali stiamo veramente parlando. Nascosti dietro un divieto costoro saranno felici di essersi lavati le mani di questo problema, ma a noi, a voi, rimarrà l'onta di non essere riusciti per paura della sconfitta di regalare una grande vittoria all'Italia.

Vi prego perciò di averlo a Quorum!!! Battetevi fino all'ultimo minuto perchè l'ignoranza e l'ipocrisia vengano spazzate via da una marea di Sì e se poi lo stesso saremmo sconfitti almeno potremo dormire con la coscienza a posto di chi sa di aver fatto tutto ciò che era in suo potere.

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Dal blog di jazzer vengo a conoscenza del fatto che il sito del comitato referendario per il Sì è sotto attacco di tipo DOS. Nel sito, che oggi sembra tornato a rispondere bene, si trova il seguente messaggio

http://www.comitatoreferendum.it/view/xml/view.asp?ID=439

Mi sembra che questo non faccia che confermare l'intolleranza della posizione espressa dai detrattori del sì, e soprattutto dal fronte astensionistico che è l'unico che potrebbe trarre un vantaggio dalla mancanza di informazione.

L'oscurantismo e l'intolleranza sono delle brutte bestie, occorre dare loro una sonora lezione. Nel frattemo ho offerto al comitato referendario l'ospitalità sul mio server in segno di solidarietà e per garantire la massima disponibilità dell'informazione.

Invito tutti a fare lo stesso.

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Mi sto godendo in queste serate le iperboli che i membri del famigerato "comitato per l'astensione" sono costretti a fare per tentare di rendere accettabile la loro posizione. Sì, di iperboli si tratta perchè tipicamente chi si astiene è per il no perciò si ritrova sempre in contrasto con chi votando no, ma votando, si sente giustamente defraudato della possibilità di far valere un proprio forte no contro una flebile astensione.

Perchè alla fine è questo il problema, chi vuole l'astensione fa leva sul fatto che già il referendum come ogni consultazione elettorale ha un 30% di fisiologica astensione, quindi è sufficiente riuscire a convincere un ulteriore 20% per far fallire il quorum e negare così la possibilità di espressione a chi invece ha ritenuto di esprimere un'opinione, sia essa per il si che per il no. Ci trovassimo ad esempio nella condizione che il 49,9% degli italiani che si reca a votare esprimesse un "no", ma la consultazione fallisse, si sarebbe persa l'occasione per i detrattori del referendum di confermare fortemente la legge 40 e farne quindi un paletto inamovibile della società italiana.

In realtà quindi l'astensione dal referendum altro non è che una delle tante forme che assume il detto di fascista memoria, "non disturbate il manovratore". Ci vogliono zitti, così come voleva il fascismo, perchè se disturbiamo non sarà possibile fare i propri interessi "partitici" oppure dare una morale catto-talebana a questo martoriato paese.

In cuor mio so, che come già dimostrato molte altre volte questo paese sa regalare delle scelte laiche e tolleranti di enorme portata e sono speranzoso, che se un minimo di informazione toccherà gli stanchi elettori, probabilmente potrò inorgoglirmi del paese in cui vivo e ringraziarlo da queste pagine con la gioia della vittoria. Non foss'altro per fare un dispetto a chi, avendo votato Sì o No in parlamento, ora ci vuole zitti. 

Sospetto, non credete? 


E' quanto si evince da un sondaggio Abacus che tra le altre cose rivela anche che del restante 36% solamente il 18% è fermamente convinto di astenersi. Certo, si tratta di un sondaggio molto in anticipo sui tempi, dato che in realtà la data del referendum non è ancora nota, ma è molto significativo il risultato.

Speriamo bene.

Link: http://www.radioradicale.it/primopiano.php

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E' ormai assodato. Noi italiani siamo cittadini mono-tasking. Per i nostri governanti e anche per gli oppositori le nostre menti non sono in grado di mettere in fila due pensieri l'uno dietro l'altro, e tantomendo di considerarli contemporaneamente. Questa è la scusa che ad oggi consente al governo e alla complice opposizione di impedirci di esprimere il nostro voto su regionali e referendum nella stessa giornata.

Tant'è che il governo è così accondiscendente nei confronti di questa nostra menomazione che ha deciso di investire milioni di euro in più per tenere due consultazioni separate anzichè una sola, con l'obbiettivo di alleviarci la sofferenza di far funzionare i nostri stanchi neuroni.

Certo, è solo a causa di questa nostra condizione, che mi sovviene di pensare che il tenere separate le cose serva ai nostri beneamati potenti per fare in modo che una problematica reale quale quella proposta dai referendum faccia da traino al partito che la appoggia alle elezioni, e probabilmente che a loro volta, le elezioni regionali ottengano il medesimo effetto sui referendum, consentendo loro di superare abbondantemente il quorum.

Ora non voglio stancare troppo la mia limitata mente. Passo al prossimo pensiero.

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Ripropongo un link che il mio amico Francesco ha postato in un commento, perchè l'articolo è davvero significativo. Anche questa volta, come già successo per l'aborto e per il divorzio, la fecondazione assistita sta diventando un fenomeno di elite, dove solo chi ha i soldi si può permettere di provarci.

Link: Repubblica.it » scienza_e_tecnologia » Il grande flop dei figli in provetta

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Nella giornata di ieri, il Cardinal Ruini ha invitato i cittadini italiani a non andare a votare al Referendum. Mettendo da parte tutte le considerazioni in merito alla legittimità di astenersi in una convocazione nella quale la propria astensione impedisce ai non astenuti di esprimere la propria idea, rimane da considerare che quanto va dicendo Ruini altro non è che una inammissibile ingerenza nella vita politica di un paese straniero.

Tant'è infatti quello che affermano i trattati firmati tra Stato Vaticano e Stato Italiano. Per dirla in breve, se a dire qualcosa del genere fosse stato un ministro Francese, per fare un esempio, la cosa avrebbe suscitato immediatamente la convocazione dell'ambasciatore francese per diffidare formalmente il suo paese dal continuare in questa direzione.

Perchè l'ambasciatore Vaticano non deve rispondere di questa ingerenza?

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Stamane esce su Panorama un articolo di Augusto Minzolini che da una chiara visione degli eventi che hanno portato al fallimento dell'accordo con le liste Radicali "Luca Coscioni". Nell'articolo si evidenzia come il partito dei Vescovi, che appare come un terzo polo nella contesa, si sia mosso per da un lato garantire a Berlusconi che  i Radicali non avrebbero stretto un'alleanza con la sinistra, garantendo così che essi non sarebbero diventati l'ago della bilancia, e dall'altra creando un vero e proprio tranello che ha indotto a trascinare a lungo la trattativa al solo scopo di farla fallire, con la complicità dell'anima clericale del'Unione.

Mi sembra che questo ci riporti indietro di almeno una cinquantina di anni, quando il peso della chiesa era molto maggiore di quello che oggi si è portati a credere, ma anche lasciando da parte queste considerazioni occorre aver presente che quelli che appaiono come tre poli distinti in realtà sono nientemeno che un unico monoblocco di potere clericale che trascina con se degli specchietti per le "allodole-elettori" chiamati sinistra, verdi, comunisti, e liberali, ma che in realtà non riescono ad avere un vero potere politico nell'ambito dei poli.

Questa pantomima è stata smascherata dall'operazione dei Radicali. Occorre tenerne conto quanto di va a votare.

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