C'è un dubbio che mi rode da un po' di tempo, sullo sviluppo con metodologie agili. Probabilmente deriva dal fatto che mi sfugge qualcosa oppure che proprio non ho capito, ma mi sento di renderlo pubblico, perchè potrebbe essere l'ultima barriera che mi separa dal provare veramente ad applicare queste metodologie anche in campo lavorativo.

Ritengo corretto questo tipo di metodologia perchè può certamente risolvere al meglio i problemi di sviluppo e consente di fornire un prodotto migliore e più adeguato alle esigenze del cliente, ma mi chiedo: come convincere di questo anche il cliente?

Mi spiego meglio. Normalmente quando si inizia una trattativa con un cliente per la realizzazione di un progetto, si lavora per preparare un preventivo. Il preventivo per essere attendibile deve considerare la quantità di lavoro da svolgere, le persone da impiegare e di conseguenza il tempo necessario allo sviluppo. Ma è proprio questo il punto: come produrre un preventivo attendibile adottando una metodologia agile? In realtà non dovrei essere in grado di esprimere all'inizio la quantità di lavoro da compiere e di conseguenza non sarò nemmeno in grado di stabilire il tempo necessario alla sua realizzazione.

Trovo improbabile che un cliente accetti di farmi realizzare un progetto senza sapere con esattezza che cosa spenderà alla fine. Trovo anche scorretto azzardare un prezzo ad occhio, perchè i miei costi potrebbero superare la cifra che ho stabilito e di conseguenza mi troverei nella necessità di abbassare la qualità del software allo scopo di non sforare con i costi.

La risposta a questa domanda è vitale. Spero che qualcuno mi sappia rispondere.

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Commenti (12) -

# | Marco Abis | 17.12.2004 - 08.54

I personaggi sono:

CL = cliente  

IO = io





IO: Supponiamo che ti sia venuta in mente un'idea fantastica per un romanzo,

ma non hai le conoscenze adatte per scriverlo in prima persona

CL: Ok

IO: Chiami me che sono uno scrittore professionista

CL: Ok

IO: Vengo a trovarti in ufficio e tu mi racconti idea... un romanzo, una

storia interessante, un intrigo amoroso, un lui, una lei, un cattivo ed un

tesoro da recuperare

CL: Ah ok

IO: Accetto l'incarico

CL: Bene

IO: Adesso preferiresti che ci incontrassimo fra sei mesi a libro scritto,

oppure preferiresti che ci incontrassimo alla fine del primo capitolo?

CL: OVVIAMENTE alla fine del primo capitolo

IO: Perche'?

CL: Come faccio a sapere se hai capito bene la storia? Come faccio a sapere se

la stai scrivendo come voglio io?

IO: Ok, allora finisco il primo capitolo e te lo porto, tu lo leggi e poi mi

dici cosa ne pensi

CL: Certo!

IO: Anzi no, magari lo leggiamo insieme, lo commentiamo, segnamo le correzioni

e magari parliamo di come dovrebbe procedere la storia nel secondo capitolo

CL: Ancora meglio

IO: Potrebbero saltar fuori degli spunti interessanti, dettagli che non avevi

considerato, risvolti improvvisi, possiamo far crescere la storia come

vogliamo, in assoluta liberta'. Potrebbe essere anche divertente!

CL: Magnifico! Scriviamo un libro?

IO: No, ma un programma e' come un romanzo

IO: Il feeling che provi utilizzandolo feature dopo feature e' come quello che

proveresti leggendo il libro capitolo dopo capitolo

IO: Dato un elenco di fatti, non posso sapere come dovrei scrivere la tua

storia, solo tu sai come dovra' essere, l'unico modo che hai di farmelo

capire e' quello di collaborare attivamente con me, un passo alla volta.



Postata da Gabriele Lana nella lista XP-it

# | Marco Abis | 17.12.2004 - 08.54

CL: Quanto mi verra' a costare tutto il lavoro?

IO: La tua azienda e' malata

CL: Cosa?

IO: E' come se la tua azienda fosse malata e avesse bisogno di una cura

CL: Un altra metafora?

IO: Esatto. La tua azienda e' malata e chiami me che sono un medico. Se

diagnosticassi una malattia nota, ti spedirei in farmacia a comprare le

medicine adatte, in questo caso potrei preventivarti la spesa in maniera

accurata. Ma se non fosse cosi?

CL: Dovresti fare degli esami?

IO: Prima degli esami (il cui costo e' stimabile), poi la prima cura (il cui

costo e' stimabile), in seguito dobbiamo monitorare l'effetto delle cure,

questo ci dira' se la strada che abbiamo intrapreso e' quella giusta o se

dobbiamo fare ulteriori esami, magari maggiormente mirati.

CL: Ho capito

IO: Ogni passo e' stimabile, ma non piu' di un passo o due alla volta, almeno

all'inizio

CL: Cioe'

IO: I cicli di esami, cure e reazioni (positive o negative) alle stesse,

contribuiscono a chiarire il profilo clinico del paziente (l'azienda), piu'

il quadro e' chiaro, maggiori sono le possibilita' di previsione

CL: Bene!

IO: Attento pero', stiamo sempre parlando di possibilita', ci sono tantissimi

fattori che anche il piu' bravo dei medici non puo' controllare ne prevedere,

sei daccordo?

CL: Si, hai ragione



Postata da Gabriele Lana nella lista XP-it

# | Luca Minudel | 17.12.2004 - 09.58

La metafora dello scrittore.



E se ci accorgessimo solo dopo il 3zo capitolo che il libro è bello ma verrà a costare troppo e che comunque non si vende se non arrivo al cap. 10 ben fatto?



Il risultato è che ho scritto 3 capitoli, sono passati 3 mesi tra avvio, ricerche su personaggi/luoghi/dettagli storici, trama e scrittura effettiva dei capitoli, ho speso Tot euro e le alternative che avevo (scrivere una mini guida turistica alla mia città, comprare i diritti di un libro altrui, farmelo scrivere e mettere la mia firma) non sono più accessibili passato il tempo e spesi i soldi.



Come gestire/evitare ciò?

# | Andrea Boschin | 17.12.2004 - 19.24

Le metafore sono molto chiare ed esplicative. Però confesso che il dubbio mi rimane. Quanti sono i clienti che risponderanno davvero "Sì, hai ragione"? E che non aggiungeranno magari un "Ma io ho un budget da rispettare. Questa cosa mi costerà più o meno di x Euro?".



Per Luca: Questo mi preoccupa meno. Se dopo tre mesi mi accorgo che qualcosa non va significa che ho "cannato" i  presupposti del progetto e non il progetto stesso.

# | Roberto Messora | 17.12.2004 - 19.40

A mio avviso in certe occasioni è praticamente impossibile riuscire nell'intento. Ho seguito l'Agile Day e ho appreso là l'idea delle metafore, e quelle risportate da Marco non fanno una piega. Il problema è un altro e cioè che in molti casi il cliente può essere anche perfettamente d'accordo con la metafora, ma comunque non ha la possibilità di andare avanti in quel modo. Un esempio pratico che conosco bene: le pubbliche amministrazioni. Nel loro caso ti trovi di fornte ad un ente che ti dice: ho questo finanziamento europeo per un progetto di e-government che verrà erogato da tale data e che deve essere utilizzato entro tale data (di solito troppo poco...), queste sono le specifiche funzionali, fate la vostra offerta. Di fronte a questo non c'è metafora che tenga. Non solo, spesso capita che prima di accettare la tua offerta economica ti chiedano anche il sad (documento di architettura tecnica) ed un bel Gantt dettagliato. Che poi non ci capiscano nulla di project management è un altro discorso, il loro unico obiettivo è di inchiodarti a delle date capestro prima che inizi il progetto in modo da scaricare sul fornitore i rischi e in modo da pararsi il deretano in caso di problemi (loro hanno il Gannt in mano). Di queste cose ne vedo fin troppe e purtroppo in un frangente di crisi nel mondo italiano dell'IT le amministrazioni pubbluche sono ancora fra i pochi soggetti che investono in progetti sw.

Sono molto pessimista, si vede?

# | Stefano Grevi | 17.12.2004 - 19.41

[IMHO on]

Da profano penso che il 'primo capitolo' sia qualcosa che il cliente sia in grado di usare/rivendere da subito, indipendentemente da quello che è lo sviluppo delle funzionalità successive funzionalità le quali dovrebbero essere meno 'accoppiate' rispetto a quanto non siano i capitoli di un libro.



...o ho cannato tutto ?

[IMHO off]

# | .Net user | 17.12.2004 - 22.54

Ciao,



sono uno studente universitario e collaboro quando posso con aziende per lo sviluppo di software/siti di vario genere.

Prendo spunto da quanto leggo sopra.

Sento sempre parlare di "crisi del mondo dell'IT in Italia"...ma cosa intendete esattamente?

Insomma mi sembra che ti richieste di lavoro ce ne siano a bizzeffe,ovviamente però non ne conosco i dettagli contrattuali.

Stavo anche valutando la possibilità di aprire partita iva e lavorare da libero professionista.

Secondo voi com'è l'idea ?

Sono giovane, ma non ingenuo...mi dovrei far sfruttare da un'azienda per 1000€ miseri al mese con cui non posso avere alcuna prospettiva per il futuro (indipendenza,casa...etc) ?

Insomma,voi siete liberi professionisti ?

Se sì,siete mai arrivati ad un punto in cui non avevate lavoro ?

Quanto si guadagna mediamente al mese ?

Il gioco vale la candela ?

Come sono le spese che bisogna sostenere ?



Spero che sappiate aiutarmi...con la vostra esperienza e professionalità che dimostrate ogni giorno di avere!



Grazie 1000 a tutti.

# | Roberto Messora | 18.12.2004 - 00.45

Per crisi intendo dire che nel settore IT le aziende non IT che devono dotarsi di sistemi di IT, stanno investendo molto meno che in passato perchè se devono tagliare i costi cominciano proprio dai sistemi IT eliminando il superfluo e riducendo il fronte temporale dell'investimento se deve essere comunque fatto. quindi le commesse che vengono erogate sono più esigue nella loro consistenza e la concorrenza, se possibile ancora più aspra di prima, porta i vari fornitori di servizi IT a dover ridurre i prezzi per essere competitivi.

questa in soldoni è la crisi di cui si parla. al momento uno dei settori che sta tenendo in piedi il settore in Italia è la pubblica amministrazione perchè nel 2002 è uscita la legislazione (soprattutto a livello regionale) sull'e-government che spinge le amministrazioni a dotarsi di sietmi soprattutto web per snellire il rapporto cittadino-istituzioni.

Cmq non ti vorrei smontare, ma il mondo delle aziende IT è moooolto variegato e quella che ti offre le condizioni migliori di impiego va cercata, 1000 € sono uno stipendio che personalmente vedo in giro molto più di quanto si pensi.

il mio consiglio è di cercare veramente per bene e fare un serio confronto fra le offerte di lavoro.

saluti

# | Francesco Soliani | 18.12.2004 - 21.27

[OT on]

Caro .Net user: sei giovane e forse non ingenuo ma sicuramente inesperto, se mi permetti un'osservazione da uno che nel mondo del lavoro ci lavora (scusa il bisticcio di parole).

Innanzitutto: cosa pretendi da un'azienda? Cosa credi che possa dare di stipendio ad un neo-laureato che del come si lavora ne sa poco o nulla? Pensi che solo per il fatto di avere un pezzo di carta in più ti debbano aprire tutte le porte e magari stenderti il tappeto rosso? Credimi: ne ho visti tanti neo-laureati scontrarsi col mondo di lavoro e prendere certe mazzate che non hai idea. Del resto conosco persone che senza avere la laurea, senza aver fatto studi specifici, ma dopo aver lavorato con impegno per conto loro, un laureato se lo bevono. Nel mondo del lavoro (a meno che non si abbia dei "santi" ma questo è un altro discorso) vali per quello che fai, non per quello che sei. Si richiede concretezza, umiltà, apertura mentale e soprattutto tanta e tanta pazienza.

E poi cosa vuol dire miseri 1000 euro al mese? Ti sembrano pochi? Pensa che con quei soldi qualcuno ci vive, ci manda a scuola i figli e si toglie pure qualche soddisfazione. Per non parlare di chi guadagna ancora meno.

Quanto ai liberi professionisti: attenzione a non mitizzarli e non mitizzarne i guadagni. Non so quanti frequentatori di questo blog lo siano, ma sono sicuro che tutti ti diranno che la loro principale preoccupazione è l'incertezza. Perché sarà pure vero che le aziende sono tante, ma sono tante anche quelle che chiudono, che si trasformano, che lasciano a casa la gente. E prova, da libero professionista, a procedere contro un'azienza che non ti vuole pagare... vediamo se e quando li vedrai quei soldi!

E poi hai valutato i costi di aprire e mantenere una partita IVA con annessi e connessi?

Accetta il consiglio di Roberto: valuta bene e seriamente le varie proposte del mercato e non aver paura di partire anche dal basso. Se vali, se hai voglia di fare, chi di dovere se ne accorgerà e saprà cosa fare.

Buona fortuna.

[OT off]

# | Andrea Boschin | 19.12.2004 - 07.24

Amen.

# | Alessandro Cavalieri | 23.12.2004 - 19.07

vorrei dare un mio piccolo e modesto contributo all'ultima parte di questa discussione rimarcando quello che è già stato detto nei due post precedenti e cioè IMPEGNO e PAZIENZA.

Io sono un libero professionista e, sinceramente me la passo abbastanza bene, ma sono passati 25 anni da quando nel lontano 1979 ho fatto il mio primo corso di programmazione in RPG su un IBM 34. In quei tempi stavano sparendo, ma si vedevano ancora, i lettori di schede perforate.

Da allora me ne sono successe di cose, sia belle che brutte, ma non sono mai mancati IMPEGNO e PAZIENZA, aggiungerei anche se non in upper case "modestia".

Il mondo dell'IT adesso è più difficile di quello che era 10 o 20 anni fa, ma se si vale qualcosa e si tiene sempre presente quello che  hanno detto meglio di me Roberto e Andrea qualcosa di buono si ottiene.



Saluti

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