Rispondo a Gabriele che più volte mi ha sollecitato ad esporre le mie opinioni su MSN search contro Google che tempo fa avevo dichiarato di mettere alla prova per un mese. In effetti è passato ben più di un mese, e ad oggi ancora non so dare una risposta certa a questo problema. Il fatto è che uso Google praticamente dal primo giorno in cui è stato pubblicato, e sono talmente abituato al suo output che mi è difficilissimo staccarmene.

Quello che è successo in questo periodo è che pur avendo attivato MSN Seach ed essermi imposto di usarlo sempre, ho tradito più e più volte questo principio per pura "crisi di astinenza". Ho perciò scelto di disintossicarmi gradualmente prima di dare una opinione conclusiva sulla diatriba. Purtroppo questa dipendenza non mi fa essere un giudice imparziale e quindi piuttosto che "sparare cazzate" preferisco stare zitto.

Detto questo, senza scivolare nell'idiozia, posso però anticipare che la "sensazione" è che Google sia ancora qualche passo avanti, per il semplice fatto che esso mi fornisce quasi sempre nella prima pagina quello che cerco, mentre MSN non lo fa. Non so dirvi se dipenda dal mio Google-feeling che mi permette di porre le "domande" a Google nel modo più corretto per trovare quello che cerco, oppure da una sorta di knowledge-base più estesa da parte di Google. Certo, questi ragionamenti aprono la strada ad una domanda: esiste una sorta di lessico che permetta di interrogare più efficacemente un motore piuttosto che un'altro? Un po' come quando parlando con mia nonna piuttosto che con mia moglie io devo adeguare il mio modo di comporre le frasi in modo da consentire a ciascuna di esse di comprendermi meglio.

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Commenti (4) -

# | Luca Minudel | 31.03.2005 - 12.17

> esiste una sorta di lessico che permetta di interrogare più efficacemente un motore piuttosto che un'altro?



Questo dipende dal linguaggio di interrogazione (operatori logici, maiuscolo/minuscolo, operatori di prossimità, operatori di troncamento, etc ).

Che differenze ci sono tra i 2 linguaggi?



Infine gli attributi con cui descrivere la qualità di un motorew di ricerca sono i seguenti:

-frequenza di aggiornamento

-grado di copertura (pagine indicizzate)

-tempi di risposta

-efficacia (capacità di

  -ordinare correttamente i documenti trovati secondo la rilevanza

  -dare un risultato preciso (che non comprende documenti non rilevanti e non esclude documenti rilevanti per il criterio di ricerca indicato)

# | Andrea Boschin | 31.03.2005 - 20.09

Luca, ti ringrazio per la risposta tecnicamente ineccepibile. In realtà quello che volevo rilevare con il mio post era di carattere più umanistico che tecnologico, ma probabilmente mi sono espresso male. mi spiego:



dato che un motore di ricerca è alla fine dei conti un mero algoritmo che ricevuta in input la mia richiesta mi presenta dei risultati coerenti con essa, ci si potrebbe aspettare ragionevolmente che diversi motori di ricerca rispondano analogamente alle medesime richieste. Invece quello che succede è che la complessità raggiunta da tali motori è tale che pare proprio che essi abbiano un "linea di pensiero" umana, ovvero che rispondano con una interpretazione "personale" della richiesta.



Una sorta di intelligenza emergente?

# | Alejandro Gonzalez | 31.03.2005 - 20.43

Sono d'accordo con Andrea sul concetto di "intelligenza emergente".

Tal volta capita che la complessità di "IF, FOR & Co." sia tale da non permettere ad una persona di inquadrare il comportamento di un programma come tale e capita di pensare "ma come diavolo ha fatto?!?". In questi casi ci viene da pensare che in realtà ci sia dietro un ragionamento quasi umano nelle risposte che un programma è in grado di dare ai nostri input.

Avete mai provato a parlare con un programma usando quei programmi di chat automaticache si trovano in rete? bene. Ho dovuto usare tutta la mia capacità da "programmatore" e parecchie ore di tempo per poter avere delle risposte tali da poter dire "Ah, ecco, adesso stò parlando con il computer". E pensare che talvolta il computer mi rispondeva con umorismo! quasi da non crederci...



Per quanto riguarda Google, per finire, posso dire che spesso mi sorprendo io stesso dei risultati delle mie ricerche e credo di aver sviluppato anch'io quello che andrea chiama "Google-feeling" che mi permette spesso di sorprendere quelli che oso definire "Utenti-base".



Quante volte, vedendo qualcuno interrogare Google alla ricerca di chissà-che-cosa senza ottenere l'agoniato link, abbiamo detto la fatidica frase "Dà qua, ci penso io!" ed aggiungendo un paio di parole, virgolette ed altro abbiamo dipanato la matassa tra l'ovazione generale?



Alejandro

--

-=VolpeFox=-

# | Luca Minudel | 01.04.2005 - 14.17

> Una sorta di intelligenza emergente?



Mi affascina cercare di definire  l'intelligenza, cos'è, cosa si prova ad essere più o meno intelligenti???



Quando penso a descrivere l'intelligenza di una persona mi vengono in mente 2 metafore.

1) Immagino di dover cercare un oggetto in una stanza buia che non conosco. In questo l'intelligenza è come la luce, rende evidente l''oggetto da scovare.

2) Immagino di dover guadare un fiume, l'intelligenza è quella cosa che mi permette di vedere le pietre su cui appoggiare i piedi. Potrei fare mille tentativi, ma senza intelligenza farei solo buchi nell'acqua.





Ma quando un motore di ricerca è intelligente? In questo caso mi viene in mente una risposta meno "interessante" direi quando tra tutti i documenti che ha indicizzato restituiesce tutti quelli che cerco (senza esclusioni e senza inutili aggiunte) e mette per primi quelli più rilevanti.



O forse è altro?

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