Decidere come votare ai prossimi Referendum richiede certamente uno sforzo notevole per informarsi sulla materia e farsi un'opinione per discernere tra le posizioni del Sì e quelle del No. Occorre quindi innanzitutto, per una scelta consapevole, liberare la strada dalle voci che vorrebbero farci credere si debba scegliere tra tre opzioni invece che due. E' risaputo infatti che sulla spinta della conferenza episcopale arroccata su posizioni fortemente illiberali, in questa consultazione la richiesta dell'astensionismo si è fatta forte e rischia di compromettere l'esito civile del referendum. Credo che ogni cittadino italiano, debba fermarsi a riflettere sul significato intrinseco di questa richiesta e sulle conseguenze nefaste cui questa scelta può condurre. Il Referendum è uno strumento che l'assemblea costituente ha regalato all'italia per consentire ai cittadini di esprimere direttamente la propria volontà in merito alle scelte che le istituzioni hanno compiuto. Esso è quindi una sorta di ancora di salvezza per chiunque di noi, che prima o poi si  potrebbe trovare nella necessità di sostenere l'abrogazione di una norma che ritiene inadeguata o dannosa per se e per gli altri. Chiaro che, chi oggi sostiene che la legge 40 sia una buona strada avrà tutto l'interesse che il quorum non sia raggiunto, perchè facendo leva sull'astensionismo "fisiologico" sarà in grado di falsare la volontà reale dei cittadini convincendo una minoranza a non votare. Quelli che oggi hanno interesse a non raggiungere il quorum, domani si potrebbero però trovare a loro volta dal lato opposto della contesa. Anche se maggioranza nel paese verranno schiacciati dalla minoranza degli astensionisti. Ecco quindi che in questo modo otterremo come unico risultato che il parlamento e il governo siano nella condizione di poter fare qualsiasi legge senza che noi cittadini si possa intervenire per abrogarla, invalidando le consultazioni referendari con l'astensione. L'astensione infatti, oltre che per legittima scelta di un cittadino, può essere il risultato anche di disinteresse o peggio di mancata informazione. Come sta succedendo questa volta e come è già successo in precedenza, chi si muove per cercare l'astensione dei cittadini ha gioco più facile se il dibattito viene soffocato. Un cittadino che non si sia formato una precisa opinione sui quesiti sarà di certo spinto a rinunciare al voto per evitare di commettere "errori" perchè non è certo leggendo il quesito riportato sulla scheda che capirà l'oggetto del contendere. In un paese che voglia dirsi davvero democratico, un cittadino deve saper accettare anche la sconfitta della propria posizione, perchè questa è stata l'indicazione della maggioranza. Se invece, come si rischia che accada anche in questa occasione, il quorum fosse mancato, la prima vittima sarebbe la democrazia perchè una minoranza sarebbe stata in grado di impedire alla maggioranza di far prevalere la propria opinione, magari con delle armi subdole come la soppressione dell'informazione. Credo quindi che il concetto sia chiaro. Ogni posizione è legittima sul referendum, ma non l'astensione. Sì e No hanno pari diritti di dibattere e di confrontarsi, ma i sedicenti "comitati per l'astensione" non devono avere cittadinanza in un paese saggio e conscio di voler decidere da solo il proprio destino. E' questo il motivo per cui ho il massimo rispetto di chi intende recarsi alle urne ed esprimere un No, anche se considero sbagliata la sua posizione, proprio perchè egli ha scelto di onorare me e la democrazia, mettendo sulla bilancia il proprio voto assieme al mio e a quello di altri milioni di cittadini, e non scegliendo scorciatoie che hanno invece il sapore e la consistenza di sporchi trucchetti.

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