2005-07-13T22.44.00+01.00
La grave decisione della Francia e dell'Olanda di
sospendere il trattato di Schengen, ovvero di ripristinare le barriere doganali
alle proprie frontiere potrebbe essere il primo passo verso la disgregazione del
progetto di Europa. Non è un caso infatti che i paesi che per primi hanno
operato questo passo indietro sono stati quelli in cui il referendum sulla
costituzione europea ha visto la vittoria dei no. Allo stesso tempo è certo che
quanto sta avvenendo può essere considerato a ragion veduta una grande vittoria
che i terroristi potranno rivendicare a proprio vantaggio. Essi
infatti sono riusciti nell'intento di frantumare il continente europeo
provocando una divisione di carattere fortemente politico che non può
che essere dannosa per i paesi dell'unione. Si torna indietro ad una concezione
isolazionista delle nazioni che preferiscono chiudersi in se stesse piuttosto
che invece trovare l'occasione per affermare una unione più forte nella
battaglia contro il terrorismo internazionale. Si rischia così di perdere il
momento favorevole per creare uno spirito realmente europeo unendo i cittadini
dei vari paesi in uno sforzo comune nella difesa del territorio intero
dell'europa e al contrario rinvigorire chi ancora spinge per una unione di
carattere puramente economico tendent a mantenere i poteri nazionali contro
quelli sovranazionali. La crepa che si è formata rischia ora di propagarsi a
velocità crescente e ne sono certo per riuscire a ripararla potrebbero volerci
molti anni.
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