Il mio ultimo post ha suscitato un bel numero di commenti. In
particolare ce n'è stato uno per il quale mi sono sentito in dovere di scrivere
queste righe giusto per chiarire l'apparente contrasto rilevato da un lettore
attento. Ho pensato parecchio all'osservazione che è stata fatta, e anche se di
primo acchito mi era balenato di spiegare che anche il relativismo è
relativo, ho deciso di meditare più a fondo sulla cosa prima di scrivere
qualcosa. Vi sono certamente due angolazioni dalle quali il mio post
precedente può essere letto e di conseguenza interpretato. La prima e più banale
è una scelta di contrapposizione dura nei confronti di una persona che ha
espresso delle opinioni davvero poco condivisibili. Perciò, dato che quello che
egli etichetta come suo opposto è il relativista, ecco che
automaticamente il sono tale in quanto desidero stare alla larga il più
possibile da costui. In questo senso potrei anche rimanere coerente con quello
che ho scritto in precedenza, dato che Pera nel suo discorso ha addirittura
messo in discussione il pricipio democratico del voto, uno dei pilastri su cui
si basa il concetto di democrazia. Questa spiegazione, per quanto plausibile,
non la ritengo convincente e non riesco a riconoscermi in essa. Abituato come
sono a non prendere delle posizioni in cieca opposizione con quelle con cui
non sono daccordo, ritenendo che un opposto estremismo sia dannoso al pari
del suo antagonista, proprio non mi vedo in questa parte. C'è però una
spiegazione più articolata che si può opporre al commento che mi è stato fatto.
Quelli che tipicamente vengono definiti i "valori assoluti", siano essi
della chiesa cattolica piuttosto che dell'estremismo di destra o di sinistra,
vengono tipicamente difesi mediante l'opposizione di divieti. Vietato procreare
in provetta, vietato fumare uno spinello, vietato scopare prima del
matrimonio. Tutto ciò altro non è che la cancellazione del diritto di ognuno di
noi di decidere autonomamente dei divieti cui vuole o non vuole essere
sottoposto. La mia visione della democrazia, espressa forse con termini che con
il relativismo hanno poco in comune, invece è addittiva. In realtà
l'elogio alla democrazia ci sta tutto, perchè essa è la base sulla quale io
posso esercitare il relativismo tanto quanto altri possano cercare ed
adottare diversi stili di vita. Considero legittimi tutti i modi di
concepire la vita, perchè considero che quello che per me è valore
potrebbe non esserlo per altri e quindi garantisco loro la libertà di
esercitare le proprie scelte. Citando il mio post sulla democrazia: "La
democrazia è la possibilità che ogni essere umano deve avere di autodeterminare
il proprio destino e come tale non deve essere considerata un vezzo tipicamente
occidentale, ma un diritto inalienabile di ogni uomo che si possa dir tale,
sulla faccia di questo martoriato pianeta". Un diritto inalienabile, non è
un "valore assoluto". E' semplicemente una possibilità di scelta
garantita a tutti gli esseri umani, la possibilità in definitiva di vivere nel
rispetto dei propri valori. Se poi qualcuno vorrà continuare ad essere oppresso
da un tiranno, allora se lo andrà a cercare, ma sarà una sua scelta consapevole,
e io sarei pronto a difenderla. Ma ora che milioni di persone questa possibilità
non ce l'hanno, occorre innanzitutto dargliela. Per chiudere il post, mi urge
l'esprimere un chiarimento. Non è vero che chi si dichiara come me
relativista non ha valori. Semplicemente non li ritiene assoluti, ma
semplicemente relativi a se stesso. Appunto, anche il relativismo è
relativo.