Ho lasciato trascorrere una intera giornata, lontano da PC, telefonino, rete e quant'altro mi potesse anche solo ricordare l'esperienza degli ultimi giorni a Barcellona. Ora però, dopo aver trovato il tempo di sistemare le foto dei post, sostituendo quelle del telefonino con quelle della Nikon ovunque possibile, è giunto il momento di trarre delle conclusioni da quello che ho visto, sentito e probabilmente anche respirato.

Il mio TechED è iniziato con la caccia alle sessioni che più mi erano vicine in termini di tecnologia, ma ben presto mi sono reso conto che si trattava di un errore; in realtà l'esperienza è notevolmente migliorata quando ho iniziato a frequentare argomenti a me poco familari. In effetti, come ho anche sottolineato durante l'intervista con Pietro Brambati, l'occasione vera del TechED per chi come me ha l'abitudine di approfondire molto la propria tecnologia di riferimento è quella di riuscire a capire meglio come si collocano nell'ambito delle altre tecnologie che tipicamente non si ha tempo di seguire. E quest vi assicuro che è di notevole importanza perchè consente di avere nuovi spunti per le proprie applicazioni.

 Di tutte le sessioni che ho visto ho apprezzato sicuramente di più dal punto di vista tecnologico quella di Pablo Castro su Astoria e quella i Vittorio Bertocci su CardSpace. Entrambi si sono rivelati degli Speaker validi e capaci di scindere bene le parti del problema così da migliorarne la comprensibilità. Astoria è un progetto di potenzialità incredibili sia perchè consentirà finalmente di superare l'approccio ai dati basato su SQL sia perchè eredita dal protocollo HTTP sul quale si basa tutti i suoi vantaggi. Rimane la perplessità sull'uso e abuso che se ne potrà fare, ma questo è un problema che affligge quasi tutte le tecnologie. Impressionane dall'altro vero il lavoro di semplificazione che è stato portato avanti sul fronte di CardSpace. Ora l'uso di CardSpace nelle proprie applicazioni è davvero efficace e produttivo grazie alla presenza di un WebControl che incapsula tutto ciò che è necessario al suo funzionamento.

Di tutte le tec nologie, quella che più ha suscitato una vasta eco è il nuovo framework MVC per ASP.NET. Aldilà dell'eleganza e della pulizia della soluzione rimane l'amarezza per il passo indietro che è stato fatto nei confronti di AJAX che all'nterno di questo framework non è in grado di funzionare. Daccordo, la possibilità di far convivere applicazioni WebForms e MVC è vera e reale ma ciò non toglie che in un mondo sempre più Web 2.0 e quindi necessariamente permeato di AJAX, la sua assenza è strana e pesante. Rimane anche la perplessità sull'assenza di WebControls che posano supportare questo paradigma di lavoro, ma sono certo che non ci vorrà molto a vedere numerosi WebControl preconfezionati.

Poi ci sono le altre sessioni, Clemens Vasters e Steve Swartz, Fritz Onion, quelle su Silverlight 1.0 e 1.1, Scrum, VSTS, etc... grandi occasioni per me di capire come si tiene una sessione, o argomenti del tutto estranei allla mia "normalità" di lavoro. Entrambe cercherò di metterle in pratica. Da un lato nel migliorare le mie capacità oratorie e dall'altro nel cercare di applicare ad esempio metodologie come lo Scrum e strumenti come Visual Studio Team System.

In fine dei conti è stata una conferenza straordinaria che mi ha consentito soprattutto di stringere legami con svariate persone, di mettere alla prova il mio inglese e di allenare la comprensione così come mai avrei sperato. Se devo fare un bilancio finale omnicomprensivo, il risultato è che il momento in assoluto migliore di tutta la conferenza è stato quello dell'Influencer Party di martedì; In quella occasione mi sono trovato a confrontarmi con persone di tutto il mondo, dagli USA alla Nuova Zelanda, ed è quello il momento in cui ho sentito di riuscire in qualche misura di riuscire a superare lo scoglio della lingua e iniziare a capire qualcosa di ciò che stava succedendo attorno a me.

La conferma l'ho avuta ieri in aereo quando la hostess ha recitato il messaggio in inglese che spiega ai  passeggeri come comportarsi in caso di incidente. Lo stesso messaggio all'andata mi era completamente incomprensibile ma ieri le parole scorrevano veloci e con mia sorpresa le ho afferrate ad una ad una.

Non mi rimane che ringraziare tutti per la compagnia, per il divertimento e per i preziosi suggerimenti utili per capire meglio come orientarmi all'interno della Conference. E a Raf, Davide, Mauro, Lorenzo, Mighell e Giancarlo va un sentito grazie per essere stati dei compagni impagabili.

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