Due dita di brina, un sole pallido e un freddo intenso. E’ così che mio padre mi ha descritto le ore che hanno preceduto la mia nascita. Certo che quella fine Ottobre del ‘68 vista oggi con 16 gradi e un solleone degno di inizio settembre pare più lontana dei 40 anni che mi separano dalla mia nascita. A parte questo io sono lo stesso. Un po’ di acciacchi lo ammetto, un po’ di stanchezza da superlavoro, ma l’intensa voglia di vivere che mi ha portato alla luce quel giorno c’è ancora tutta (e ci mancherebbe…)
Chissa cosa mi aspetta prossimamente. Forse una bella crisi di mezza età anche se confido che alla mezza età manchi ancora un bel po’ :). Probabilmente - ed è quello che spero – ancora una vita interessante, in compagnia della mia famiglia, lottando giorno per giorno per portare a casa la pelle.
Fatemi gli auguri…