Sono da sempre un fan dell'economia di mercato, che ritengo l'unica possibile soluzione alla definizione dei prezzi e del loro contenimento grazie ai meccanismi della concorrenza. Ritengo però che una vera e propria economia di mercato non esiste tuttora, almeno non in Europa e di certo non in Italia. Dico questo per una serie di esperienze recenti che mi stanno facendo pensare su quanto paghiamo le cose e su quanto esse valgano realmente.
L'ultima di esse è stata a causa di un piccolo tamponamento che ha causato un danno leggero al fanale anteriore e alla mascherina della macchina di mia moglie. Ovviamente trattandosi di torto ho fatto un preventivo da un carrozziere per capire quando avrei dovuto scucire per riparare il danno. Il risultato è il seguente: 450€ in tutto di cui 240€ del fanale e 90€ della mascherina del radiatore (prezzi IVA esclusa).
Inutile dire che il dover spendere più per i pezzi che per la manodopera mi ha lasciato alquanto perplesso, ma dopo una breve indagine sono arrivato a capire che potevo ottenere gli stessi pezzi per un prezzo inferiore, accettando di mettere ricambi non originali. Il risultato è 58€ per il fanale e 33€ per la mascherina (sempre IVA esclusa). Parliamo di circa un quarto nel primo caso e poco più di un terzo nel secondo.
Ora mi chiedo, poniamo anche che i pezzi non originali possano avere una qualità inferiore, che non godano di una garanzia del costruttore, e tante altre cose del genere che ora non mi vengono in mente, ma mi chiedo quanto siano giustificati i prezzi dei ricambi originali; La mascherina ad esempio è un pezzo interamente di plastica stampata il cui costo vivo tra materiale, stampaggio, ammortamento delle matrici, costi di energia, etc... (ma non dimentichiamo che il costruttore di certo ha ammortizzato i costi su un numero molto elevato di pezzi prodotti) mi pare difficile possa andare oltre i 10/15€ e sto cercando di tenermi largo. E per quale ragione qualcuno deve lucrare almeno 70€ su un pezzo così banale? Non era già più che sufficiente un lucro di 30/40 euro?
Ripeto, sono un fan dell'economia di mercato che probabilmente risponderebbe a questo mio dubbio dicendo che se qualcuno paga quel prezzo esso è giustificato, ma in un periodo come questo in cui le aziende chiudono perchè c'è una flessione dei consumi qual'è il margine che consentirebbe alle aziende di abbassare i prezzi a livelli più ragionevoli, recuperare in concorrenza rispetto ai paesi orientali (ok, questo forse non è proprio vero dato che c'è di mezzo anche lo sfruttamento del lavoro), e continuare a guadagnare?
La tecnologia moderna consente la produzione di alcuni pezzi senza l'intervento umano ed è in grado di abbattere i costi di produzione di numerosi ordini di grandezza. Pensate ad esempio alla costruzione di un telefono. E' fatto di componenti che presi singolarmente probabilmente costano pochi centesimi di euro, e anche mettendo assieme le decine di pezzi che lo compongono in quanti casi è giustificato pagare fino a 600/700€ per un cellulare?
Lo so io non sono un economista, ma intuisco che qualcosa non funziona...