Le notizie che vengono dal giappone in queste ore ripropongono con inattesa puntualità i problemi che nel lontano 1986 avevano convinto i più a rinunciare all'energia sporca, prodotta dalla fissione nucleare. Sfortunatamente la scarsa attitudine dei nostri governanti ad ascoltare la voce dei propri cittadini ha portato a superare l'attualissimo referendum anti-nucleare tenuto in seguito alla catastrofe di Chernobyl e ad avviare una miope corsa al nucleare che al momento apre la strada a più dubbi di quelli che risolve

  1. L'inizio dell'attività delle centrali non potrà avvenire prima di 10 anni, tempo nel quale un investimento dei fondi nella ricerca sul solare di certo darebbe maggiori e più puliti risultati
  2. L'individuazione delle zone in cui collocare le centrali nucleari promette una battaglia senza quartiere sostenuta dai cittadini che abitano nelle immediate vicinanze delle zone prescelte e delle loro amministrazioni comunali e provinciali
  3. Peggio ancora il problema dello stoccaggio delle scorie nucleari. Attualmente siamo ancora incapaci di stoccare e/o smaltire le scorie prodotte dalle vecchie centrali italiane, chiuse dopo il referendum, ed è palese che iniziare una nuova e massiccia produzione non può che minare ulteriormente il delicato ecosistema del paese.

Credo che non vi sia alcun dubbio che la scelta del nuclare deve essere fermata. Per la salute nostra, dei nostri figli e, con un respiro più ampio, del nostro già martoriato pianeta. Spero che chiunque crede che ciò che ho riassunto in queste poche righe scritte in fretta sia vero, si faccia promotore nel suo piccolo per arrivare all'abbandono definitivo dell'energia nucleare in favore dell'unica possibile soluzione che salvi il nostro pianeta anche dalla schiavitù del petrolio. Il sole.


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