"FROM the streets of Tunis to Tahrir Square and beyond, protests around the world last year were built on the Internet and the many devices that interact with it". Così inizia l'articolo del prestigioso NY Times, che mi è capitato di leggere poco fa. A dispetto dell'incipit, l'articolo disserta abilmente sull'opportunità di considerare o meno "diritto umano" l'accesso alla rete Internet, arrivando alla conclusione che ciò non è possibile. Certo non mi sarei aspettato nulla di diverso da un organo di stampa, che tipicamente arroga a se stesso la "libertà di stampa" come un inalienabile diritto, dimenticando che però esso è precluso a chi non ha i mezzi e l'imprimatur di "giornalista" cui tipicamente si accede mediante adesione ad una casta più o meno connessa con ordini professionali e/o editori interessati.

La piu netta contraddizione, a mio parere la si può trovare nella seguente frase: "The best way to characterize human rights is to identify the outcomes that we are trying to ensure. These include critical freedoms like freedom of speech and freedom of access to information — and those are not necessarily bound to any particular technology at any particular time.". Dacchè esiste Internet si è sempre confermato una rete che ha la capacità di premiare perfetti sconosciuti, per la sola capacità di esprimere novità e libertà. Inoltre, e i fatti del nord africa ne sono la perfetta dimostrazione, Internet ha il pregio di divulgare l'informazione in modo capillare e soprattutto di consentire a chiunque di diventare una sorgente di informazione diretta e non filtrata.

Tutto ciò, a mio parere, rende la rete un diritto inalienabile dell'essere umano in quanto essa è l'unico che consente di accedere a informazioni "pure" e soprattutto di poter diventare una sorgente dell'informazione stessa. Stampa, televisione, e radio sono di certo strumenti per veicolare una informazione modirezionale, da chi ha il poter di diffonderla a chi la riceve in modo passivo. La rete invece consente una interazione stretta che fluisce in entrambe le direzioni in modo simmetrico. A mio parere occorrerebbe parlare ormai di libertà di informarsi e di informare, come sinonimo di Internet, anzichè di libertà di stampa. E questo indipendentemente dalla interessata opinione di un arcaico "organo di stampa".


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