Mi sono reso conto oggi che è passato poco più di un anno da quando ho postato l’ultima volta in queste pagine. Da allora tante, tantissime cose, sono cambiate e questo giustifica un po’ il silenzio in cui mi sono rifugiato. Non è ancora il caso che scriva pubblicamente gli eventi che mi hanno riguardato in questi 365 giorni. Forse verrà il giorno in cui potrò e vorrò parlarne ampiamente e liberamente, ma quel momento, se mai verrà, è ancora molto remoto nel futuro.

Per chi mi legge, se è ancora rimasto qualcuno che lo fa, ripensandoci oggi quello che è accaduto non è niente più di quello che in fondo sono gli imprevisti della vita che spesso ti capitano quando meno te lo aspetti, cambiandola radicalmente e cambiandoti radicalmente... oppure semplicemente facendo emergere quello che sei veramente.

Quello che conta è che ci sono ancora, un po’ (molti dicono tanto) diverso, un po’ “imprevisto” io stesso. In questo periodo di grande difficoltà mista a grande rivoluzione sono riemersi un po’ di vecchi interessi e ne sono maturati molti di nuovi ed è di questo che cercherò di parlare prossimamente.

Primo fra tutti quello che oggi mi spinge a tornare a redigere questo post che spero sarà seguito da molti altri. Mi riferisco alla mia passione per lo scrivere, passione che in realtà non ho mai riconosciuto come tale se non in questo ultimo periodo della mia vita, quando essa è diventata qualcosa che mi ha gratificato molto e molto mi ha aiutato a focalizzare quelli che sono i miei pensieri e le mie idee. Mi sono trovato spesso a scrivere per varie ragioni, tra le quali anche, banalmente, il fissare concetti che diversamente sarebbero svaniti nel flusso di miei pensieri o travolti dalle emozioni. Ho scritto molto, moltissimo, per comunicare e per comunicarmi, per organizzare e riorganizzare, per verificare se, alla prova dei fatti, quello che pensavo in un dato momento si rivelava ancora vero dopo tempo.

Ci sono tante altre cose che mi hanno accompagnato, mia figlia, il ballo e la musica, la fotografia, la lettura, il cinema e il teatro, l'arte in generale, il mio lavoro. La montagna e talvolta il mare, la città e la campagna. In definitiva, come qualcuno mi ha insegnato, la "esperienza", questo valore fondamentale che vale oltre ad ogni denaro e ad ogni oggetto che possiamo comprare con esso...

Riparto da qui, dalla voglia di comunicare qualcosa... ma non chiedetemi cosa...

Bentornato Andrea.


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